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Il motto del ''New York Times'' è ''All the News That's Fit to Print'' (traducibile in ''Tutte le notizie che valga la pena stampare'')<ref name="Blodget">{{Cita news | lingua = en | url = http://www.businessinsider.com/2007/10/nyt-all-the-new | pubblicazione = Business Insider | autore = Henry Blodget | data = 1º ottobre 2007 | accesso = 10 novembre 2014 <!-- | urlarchivio = https://web.archive.org/web/20140302022357/http://www.businessinsider.com/2007/10/nyt-all-the-new | dataarchivio = 2 marzo 2014 | --> | titolo = NYT: “All The News That's Fit to Click” Won't Save Paper }}</ref>, riadattato in ''All The News That's Fit to Click'' (''Tutte le notizie su cui valga la pena cliccare'')<ref name="Blodget" /> per l'edizione digitale. La sua diffusione cartacea giornaliera è, a marzo 2013, di 731&nbsp;395 copie<ref name="tiratura e diffusione" />, cui se ne aggiungono 1&nbsp;133&nbsp;923 digitali<ref name="tiratura e diffusione" /> per una diffusione complessiva di 1&nbsp;865&nbsp;318.
 
Il New York Times viene spesso chiamato in modo affettivo dagli acquirenti e nonno, con il soprannome di: "'''Vecchia signora in grigio'''" (in [[Lingua inglese|inglese]]: ''Old gray lady'').
 
== Storia ==
Il ''New York Times'' è stato fondato come ''New-York Daily Times'' il 18 settembre [[1851]] dal giornalista e uomo politico [[Henry Jarvis Raymond]] (1820-1869) e dall'ex banchiere George Jones. Il nome della testata fu accorciato in ''The New-York Times'' nel [[1857]]. Nel [[1896]] il giornale fu acquistato da Adolph S. Ochs. Da allora non ha più cambiato proprietà. Nel [[1940]] il giornale ha esteso la sua ampiezza e la portata. Un [[Parole crociate|cruciverba]] ha cominciato a comparire regolarmente nel 1942; una sezione interna dedicata alla [[moda]] nel 1946.
 
=== Dal 2000 ada oggi ===
[[File:Nytimes hq.jpg|thumb|right|Il [[New York Times Building]], nuova sede del ''The New York Times'' dal [[2007]], disegnato da [[Renzo Piano]]]]
Nel corso del 2007 la sede del ''Times'' è stata trasferita dallo storico edificio sulla 43ª strada al nuovo [[grattacielo]] di 52 piani sull'ottava avenue disegnato da [[Renzo Piano]] e del quale il giornale possiede circa il 58%. Un anno dopo il trasferimento, la proprietà ha clamorosamente annunciato di avervi messo un'[[ipoteca]] di 225 milioni di dollari.
Il confronto NYT e WSJ ''online'' vede il primo raggiungere, nel mondo, 31 milioni di utenti unici al mese contro i 12 milioni del secondo.<ref>Fonte: Google.</ref>
 
Per conservare e migliorare il proprio primato, il Times ha affidato la direzione della ''Book Review'' ("Rivista dei libri") e dell'inserto culturale della domenica al conservatore Sam Tanenhaus ede ha assunto l'editorialista [[William Kristol|Bill Kristol]], di idee «[[Neoconservatorismo|neocon]]». Con Kristol gli editorialisti conservatori nel Times sono diventati due (il primo è stato [[David Brooks]]).
 
Oggi il grattacielo sede del NYT è al centro di una grossa operazione finanziaria, che ha l'obiettivo di reperire la liquidità necessaria soprattutto per azzerare l'indebitamento a lungo termine della casa editrice del quotidiano. Ventuno dei 52 piani dello stabile verrebbero acquistati per 225 milioni di [[Dollaro|dollari]] dal gruppo finanziario WP Carey. Trascorsi 10 anni, il ''Times'' potrà riacquistare parte dell'immobile alla stessa cifra incassata per il primo passaggio di proprietà. Nel frattempo pagherà un canone annuo variabile che, per il primo anno, ammonterà a 24 milioni.<ref>''Giornalisti'', rivista dell'ODG dell'Emilia-Romagna, gennaio-marzo 2009, pag. 24.</ref>
 
* 1.124.700 copie nei giorni lavorativi
* 1.669.700 copie la domenica.
 
== Edizione Web ==
* nel [[2007]] lo ha vinto Andrea Elliott per gli scritti sull'[[immigrazione]] negli USA.
* nel [[2008]] il ''Times'' ne ha vinti due, assegnati rispettivamente a Walt Bogdanich e Jake Hooker, per l'inchiesta sulla filiera farmaceutica (''Toxic Pipeline Series''), che ha svelato come ingredienti farmaceutici pericolosi siano entrati nel mercato globale a partire dalla [[Cina]], e Amy Harmon per la serie "L'età del [[DNA]]" (''The DNA Age''), che ha spiegato l'impatto delle tecnologie genetiche sulla vita delle società occidentali.
* nel [[2009]] ne ha vinti cinque, superando quota 100 (ne ha vinti 101 dal 1917 ada oggi).<ref>{{cita web|lingua=en|accesso=20 aprile 2009|url=https://www.nytimes.com/2009/04/21/business/media/21pulitzer.html?hp|titolo= The Times Wins 5 Pulitzer Prizes|editore=The New York Times Company}}</ref>
 
==Firme==
Utente anonimo