Differenze tra le versioni di "Opuntia ficus-indica"

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Il fico d'india viene coltivato in molte aree del mondo, in alcune zone per la produzione dei frutti a fini alimentari, in altre per la coltivazione della [[Dactylopius coccus|cocciniglia del carminio]],<ref>{{cita web|editore=[[FAO]]|titolo=Agro-industrial utilization of cactus pear|città=Roma |anno=2013 |url=http://www.fao.org/docrep/019/a0534e/a0534e.pdf|lingua=en}}</ref> in altre ancora per il foraggio e in alcune zone anche per commercializzare le giovani pale usate come una sorta d'insalata.
 
Il [[Messico]] risulta principale produttore mondiale per quanto riguarda i frutti (circa 50.000-70.000 ettari a seconda della fonte) oltre a circa 10 mila.000 ettari dedicati alla coltivazione di pale a fini alimentari.
 
Il [[Perù]] viene indicato come importante paese di produzione, con circa 30-40 mila.000 ettari soprattutto produzione selvatica per la cocciniglia. La coltivazione avviene nelle valli andine principalmente delle regioni [[Ayacucho]], [[Huancavelica]], [[Apurímac]], [[Arequipa]], [[Ancash]], [[Lima (Perù)|Lima]] e [[Moquegua]].
 
In [[Brasile]] si coltiva su circa 40 mila.000 ettari prevalentemente per foraggio<ref name="fao.org">{{cita web|editore=[[FAO]]|titolo=Agro-industrial utilization of cactus pear|città=Roma |anno=2013 |url=http://www.fao.org/docrep/019/a0534e/a0534e.pdf|lingua=en}}, pag.5</ref>. In Cile la superficie è di circa 1.000 ettari<ref name="fao.org" />.
 
Tra i principali paesi produttori a livello mondiale e primo a livello europeo è l'Italia<ref>{{cita libro|autore=Danilo Scalone|titolo=Studio e Caratterizzazione di alcuni prodotti tipici Mediterranei in
In Italia vengono prodotti da 750&nbsp;000 a 900&nbsp;000 quintali all'anno (periodo 1999-2010)<ref>{{cita web|titolo=Produzione agricola totale per tipo di prodotto e anno (quintali)|url=http://www.istat.it/it/sicilia/dati?q=gettable&dataset=DCSP_COLTIVAZ&dim=120,3,9,0,0&lang=2&tr=0&te=0}}</ref>, prevalentemente nelle provincie di Catania, Caltanissetta e Agrigento. Infatti, il 90% della superficie coltivata a fico d'India è localizzata in [[Sicilia]] (800.000 quintali, 8.000 ettari<ref>{{cita web|titolo=Sicilia: Superficie agricola per tipo di coltivazione e anno (superficie in ettari) |url=http://www.istat.it/it/sicilia/dati?qt=gettable&dataset=DCSP_COLTIVAZ&dim=120,1,9,0,0&lang=2&tr=0&te=0}}</ref>), il rimanente 10% in [[Basilicata]], [[Calabria]] (5.000 quintali, 50 ettari<ref>{{cita web|titolo=Calabria: Superficie agricola per tipo di coltivazione e anno (superficie in ettari) |url=http://www.istat.it/it/calabria/dati?qt=gettable&dataset=DCSP_COLTIVAZ&dim=113,1,9,0,0&lang=2&tr=0&te=0}}</ref>), [[Puglia]] (25.000 quintali, 300 ettari<ref>{{cita web|titolo=Puglia: Superficie agricola per tipo di coltivazione e anno (superficie in ettari) |url=http://www.istat.it/it/puglia/dati?qt=gettable&dataset=DCSP_COLTIVAZ&dim=104,1,9,0,0&lang=2&tr=0&te=0}}</ref>) e [[Sardegna]]. In Sicilia, oltre il 70% delle colture si concentrano in 3 aree: la zona collinare di [[San Cono (Italia)|San Cono]], il versante sud-orientale delle pendici dell'[[Etna (vulcano)|Etna]] e la [[Valle del Belice]].
 
In [[Tunisia]] (dove la pianta è chiamata "hindi") si stima che ci siano sui 600 mila.000 ettari, i quali però solo in piccola parte sono utilizzati a fini commerciali, mentre la maggior parte serve per l'alimentazione animale e contro l'erosione.
<ref>Formulation du Programme de Gestion des Ressources Naturelles dans les
Territoires Ruraux Vulnérables de Tunisie.
Le principali regioni sono [[Governatorati della Tunisia|governatorati]] [[Governatorato di al-Qayrawan|Kairouan]], [[Governatorato di Kasserine|Kasserine]] (soprattutto presso [[Thala]]) e [[Governatorato di Sidi Bouzid|Sidi Bouzid]], tra di loro confinanti.
Nei settori ([[imada]]) [[El Messaid (El Alâa)|El Messaid]], [[Sayada Nord]], [[Messiouta El Hanachir]] della [[Delegazioni della Tunisia|delegazione]] [[El Alâa]] nella regione di Kairouan
2 mila.000 ettari, ovvero il 15% del territorio è ricoperto da tale pianta.
1.200 di questi (9% del territorio) sono coltivati, gli altri sono formati da siepi, barriere o da piante presso gli edifici abitati.
Sia le piante coltivate che quelle non coltivate sono a disposizione
I frutti vengono venduti tradizionalmente da metà giugno fino a metà ottobre
lungo le strade. Solo negli ultimi anni il frutto ha fatto ingresso anche nella grande distribuzione.
Anche grazie agli accordi doganali tra la Tunisia e l'Unione Europea vengono esportati annualmente circa 70-80 mila.000 tonnellate.
La produzione biologica certificata nella regione Kairouan è meno diffusa che nelle regioni Kasserine e Sidi Bouzid (situazione 2015).
 
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