Differenze tra le versioni di "Brutalismo"

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Il Brutalismo impiega molto spesso la ''rudezza'' del [[cemento a vista]] (in francese ''béton brut''), le cui forme plastiche, lavorate e plasmate nei [[particolare architettonico|particolari]] come nei [[pilotis]] o nei [[camino (edilizia)|camini]] dell'"[[Unité d'Habitation]]", evidenziano con forza espressiva la struttura. I volumi delle membrature risultano accentuati, robusti tali che forma pervasiva e materiale grezzo vengono modellati nello [[Spazio architettonico|spazio]] unendosi in un linguaggio visivo di vigore architettonico.
 
A queste forme di espressione architettonica, ritenute da molti innovative, si sono ispirati dapprima in [[Inghilterra]] [[Alison e Peter Smithson]], [[James Frazer Stirling]] autore della Facoltà di Storia dell'[[Università di Cambridge]] (1968). Negli [[Stati Uniti d'America]] [[Paul Rudolph (architetto)|Paul Rudolph]] (allievo di [[Walter Gropius]] ad [[Università di Harvard|Harvard]]), progetta nel (1963) la Scuola d'Arte e d'Architettura di Yale, New Haven.
 
In [[Giappone]] [[Kenzō Tange]] con il suo Gruppo ''Metabolism'' lavora nelle sue opere il cemento grezzo {{chiarire|con particolare tensione emotiva}}.
Altre opere da citare sono l'[[Istituto Marchiondi]] a [[Milano]] di [[Vittoriano Viganò]] (1957), il cui plastico è esposto al [[MoMA]] di New York.
 
Altra importante e straordinaria struttura appartenente alla corrente brutalista è l'affascinante e misteriosa "Casa Sperimentale", opera dell'architetto Giuseppe Perugini progettata e realizzata alla fine degli anni '60 nei pressi del litorale di Fregene (Roma) in collaborazione con suo figlio Raynaldo Perugini e sua moglie Uga De Plaisant.
 
A Roma [[Francesco Berarducci]], nel 1969 costruisce il Villino ''"brutalista"'' in Via Colli della Farnesina 144, dove [[Elio Petri]] ambienta l'abitazione del Commissario [[Gian Maria Volonté]] nel film Premio Oscar ''"[[Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto]]".'' La struttura in cemento armato brutalista è l’elemento organizzante ed espressivo dominante, “megastrutturale”, che contiene al suo interno l’irregolarità "casuale" delle tamponature e delle superfici vetrate informalmente distribuite.
 
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