Differenze tra le versioni di "Giro d'Italia 1956"

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Il '''[[Giro d'Italia]] 1956''', trentanovesima edizione della "Corsa Rosa", si svolse in 23 tappe dal 19 maggio al 10 giugno [[1956]], su un percorso totale di 3 523,45 km, e fu vinto dal lussemburghese [[Charly Gaul]].
 
Il trentanovesimo Giro d'Italia prese il via da [[Milano]] dopo il consueto raduno in [[Piazza del Duomo (Milano)|Piazza del Duomo]]. I ciclisti al via erano 105, in rappresentanza di diciassette squadre. Nessuno di essi era indicato come unico o principale favorito alla vittoria finale: nel novero dei "papabili" venivano comunque inclusi [[Pasquale Fornara]] (reduce dalla vittoria al [[Tour de Romandie]]), [[Agostino Coletto]], [[Bruno Monti (ciclista)|Bruno Monti]] e [[Nello Lauredi]], oltre a [[Gastone Nencini]], [[Nino Defilippis]], [[Aldo Moser]], [[Jean Brankart]] e [[Charly Gaul]]<ref name=iniziailgiro>{{cita news|url=http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/action,viewer/Itemid,3/page,0004/articleid,0059_01_1956_0116_0004_14453995/|titolo=Si inizia oggi il Giro d'Italia con la tappa Milano-Alessandria|accesso=20 luglio 2012|data=19 maggio 1956|autore=Vittorio Varale|pubblicazione=[[La Stampa]], Anno XII, Num. 116}}</ref>; anche [[Carlo Clerici]] e [[Fiorenzo Magni]] erano considerati tra i favoriti<ref name=pronostico/>. Il già cinque volte vincitore della corsa, il "Campionissimo" [[Fausto Coppi]], ormai trentaseienne e rientrante dalla convalescenza dopo aver contratto il tifo ad inizio anno, cadde durante la sesta tappa e fu costretto al ritiro.
 
Gaul conquistò la [[maglia rosa]] l'8 giugno, al termine della ventunesima tappa, 242 chilometri con quattro passi da scalare, [[Passo di Costalunga|Costalunga]] (1753&nbsp;[[m&nbsp;s.l.m.]]), [[Passo Rolle|Rolle]] (1970&nbsp;m), [[Passo Gobbera|Gobbera]] (988&nbsp;m) e [[Passo Brocon|Brocon]] (1616&nbsp;m), sterrato<ref name=gaulangelo>{{cita news|url=http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/05/28/gaul-angelo-della-montagna-una-danza.html|titolo=Gaul, l'angelo della montagna una danza per domare il vulcano|accesso=19 luglio 2012|pubblicazione=[[La Repubblica (quotidiano)|ricerca.repubblica.it]]|autore=Mimmo Carratelli|data=28 maggio 2009}}</ref><ref name=addiogaul>{{cita news|url=http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2005/12/07/addio-indimenticabile-gaul-eroe-di-ghiaccio.html|titolo=Addio indimenticabile Gaul l'eroe di ghiaccio del Bondone|accesso=19 luglio 2012|data=7 dicembre 2005|autore=Eugenio Capodacqua|pubblicazione=[[La Repubblica (quotidiano)|ricerca.repubblica.it]]}}</ref>, e arrivo in quota ai 1300&nbsp;m&nbsp;[[s.l.m.]] del [[Monte Bondone]]. Alla partenza a [[Merano]] pioveva e spirava un vento gelido, poi, con l'ingresso dei ciclisti nella [[Val d'Ega]], le precipitazioni aumentarono di intensità: già sulla prima salita arrivarono i primi ritiri, tra cui quelli di [[Carlo Clerici]], [[Raoul Rémy]] e [[Giancarlo Astrua]]<ref name=stampabondone/>. Primi a transitare sul Costalunga furono Gaul, [[Federico Bahamontes|Bahamontes]] e [[Jean Dotto|Dotto]], seguiti dalla maglia rosa [[Pasquale Fornara|Fornara]] a circa 40"; si formò comunque un gruppo di trenta atleti ai piedi della seconda ascesa, quella verso il Passo Rolle. Qui primo a scollinare fu ancora Gaul, questa volta in solitaria, poi a due minuti e mezzi [[Bruno Monti (ciclista)|Bruno Monti]] e a tre Bahamontes<ref name=stampabondone/>. Monti però raggiunse e superò Gaul in discesa, quindi approcciò tutto solo il Gobbera, scollinando con tre minuti su [[Cleto Maule|Maule]], [[Nino Defilippis|Defilippis]] e Bahamontes<ref name=stampabondone/>.
 
Intanto la pioggia e il vento continuavano a sferzare i ciclisti. Sul Brocon Gaul tornò all'attacco, sorpassò tutti gli avversari e transitò per primo in vetta con un minuto di margine su [[Arrigo Padovan|Padovan]] e Defilippis, e con ben 5 minuti e mezzo su Maule e su Fornara<ref name=stampabondone/>. Defilippis, in quel momento maglia rosa virtuale, era però stremato, e poco prima del transito a [[Strigno]] salì su una vettura e si ritirò. Gaul si involava verso l'ultima salita, aumentando progressivamente il vantaggio, Fornara invece abbandonò la corsa in vista di [[Trento]]. Sul Bondone la pioggia divenne neve, Gaul riuscì comunque a proseguire la sua azione, vincendo la tappa dopo 9 ore, 7 minuti e 28 secondi in sella<ref name=stampabondone/><ref name=stampabondonegaul>{{cita news|url=http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/action,viewer/Itemid,3/page,0005/articleid,0059_01_1956_0134_0005_14020856/|titolo=Gaul era come inebetito e piangeva sull'ultima salita della tappa verso la vittoria|accesso=20 luglio 2012|data=9 giugno 1956|autore=Gigi Boccacini|pubblicazione=[[La Stampa]], Anno XII, Num. 134}}</ref>. Appena tagliata la linea dell'arrivo (la temperatura era di 4 [[°C]] sotto lo zero) il lussemburghese, semiassiderato, venne preso di peso e tirato giù di sella, e, sorretto dal suo meccanico e da un poliziotto, condotto fino in albergo; qui venne aiutato a riprendersi con tuta, coperte e bagno in una vasca d'acqua calda<ref name=stampabondonegaul/><ref name=addiogaul/>, e poté apprendere i dettagli dell'impresa di cui era stato protagonista<ref name=stampabondonegaul/>.
 
Il secondo classificato di giornata, [[Alessandro Fantini (ciclista)|Alessandro Fantini]], arrivò al traguardo con 7 minuti e 44 secondi di ritardo da Gaul; a 12 primi e 15 secondi arrivò invece il terzo, [[Fiorenzo Magni]], che avendo una spalla fratturata reggeva il manubrio con un tubolare stretto fra i denti. Dopo di loro [[Agostino Coletto]] e [[Pierino Baffi]]. Oltre ai ciclisti già citati, si ritirarono tra gli altri anche [[Miguel Poblet]], Federico Bahamontes, [[Gastone Nencini]] e [[Giuseppe Buratti]], nonché tutti i compagni di squadra di Gaul<ref name=stampabondone>{{cita news|url=http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/action,viewer/Itemid,3/page,0005/articleid,0059_01_1956_0134_0005_14020856/|titolo=I corridori flagellati dall'uragano sulle Dolomiti arrivano a Trento sotto una tempesta di neve|accesso=20 luglio 2012|data=9 giugno 1956|autore=Vittorio Varale|pubblicazione=[[La Stampa]], Anno XII, Num. 134}}</ref>. In totale ben 45 degli 86 ciclisti partiti al mattino dovettero abbandonare la corsa (43 ritiri, 2 fuori tempo massimo), mentre 41 furono i "superstiti"<ref name=quelbondone>{{cita news|url=http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/05/23/quel-bondone-del-56-il-gelo.html|titolo=Quel Bondone del ' 56: Il gelo ci uccideva|accesso=19 luglio 2012|data=23 maggio 2006|autore=Leonardo Coen|pubblicazione=[[La Repubblica (quotidiano)|ricerca.repubblica.it]]}}</ref><ref name=stampabondone/>. Gaul risalì così in un sol giorno dal ventiquattresimo posto in classifica, che occupava alla partenza della tappa (aveva 17 minuti di ritardo da Fornara), al primo, con 3 minuti e 27 secondi su Magni e 6 minuti e 53 secondi su Coletto<ref name=stampabondone/>. Nelle ultime due tappe i distacchi rimasero immutati, e Gaul poté così festeggiare la vittoria del Giro.
 
== Tappe ==
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== Resoconto degli eventi ==
Il trentanovesimo Giro d'Italia prese il via da [[Milano]] dopo il consueto raduno in [[Piazza del Duomo (Milano)|Piazza del Duomo]]. I ciclisti al via erano 105, in rappresentanza di diciassette squadre. Nessuno di essi era indicato come unico o principale favorito alla vittoria finale: nel novero dei "papabili" venivano comunque inclusi [[Pasquale Fornara]] (reduce dalla vittoria al [[Tour de Romandie]]), [[Agostino Coletto]], [[Bruno Monti (ciclista)|Bruno Monti]] e [[Nello Lauredi]], oltre a [[Gastone Nencini]], [[Nino Defilippis]], [[Aldo Moser]], [[Jean Brankart]] e [[Charly Gaul]]<ref name=iniziailgiro>{{cita news|url=http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/action,viewer/Itemid,3/page,0004/articleid,0059_01_1956_0116_0004_14453995/|titolo=Si inizia oggi il Giro d'Italia con la tappa Milano-Alessandria|accesso=20 luglio 2012|data=19 maggio 1956|autore=Vittorio Varale|pubblicazione=[[La Stampa]], Anno XII, Num. 116}}</ref>; anche [[Carlo Clerici]] e [[Fiorenzo Magni]] erano considerati tra i favoriti<ref name=pronostico/>. Il già cinque volte vincitore della corsa, il "Campionissimo" [[Fausto Coppi]], ormai trentaseienne e rientrante dalla convalescenza dopo aver contratto il tifo ad inizio anno, cadde durante la sesta tappa e fu costretto al ritiro.
 
Gaul conquistò la [[maglia rosa]] l'8 giugno, al termine della ventunesima tappa, 242 chilometri con quattro passi da scalare, [[Passo di Costalunga|Costalunga]] (1753&nbsp;[[m&nbsp;s.l.m.]]), [[Passo Rolle|Rolle]] (1970&nbsp;m), [[Passo Gobbera|Gobbera]] (988&nbsp;m) e [[Passo Brocon|Brocon]] (1616&nbsp;m), sterrato<ref name=gaulangelo>{{cita news|url=http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/05/28/gaul-angelo-della-montagna-una-danza.html|titolo=Gaul, l'angelo della montagna una danza per domare il vulcano|accesso=19 luglio 2012|pubblicazione=[[La Repubblica (quotidiano)|ricerca.repubblica.it]]|autore=Mimmo Carratelli|data=28 maggio 2009}}</ref><ref name=addiogaul>{{cita news|url=http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2005/12/07/addio-indimenticabile-gaul-eroe-di-ghiaccio.html|titolo=Addio indimenticabile Gaul l'eroe di ghiaccio del Bondone|accesso=19 luglio 2012|data=7 dicembre 2005|autore=Eugenio Capodacqua|pubblicazione=[[La Repubblica (quotidiano)|ricerca.repubblica.it]]}}</ref>, e arrivo in quota ai 1300&nbsp;m&nbsp;[[s.l.m.]] del [[Monte Bondone]]. Alla partenza a [[Merano]] pioveva e spirava un vento gelido, poi, con l'ingresso dei ciclisti nella [[Val d'Ega]], le precipitazioni aumentarono di intensità: già sulla prima salita arrivarono i primi ritiri, tra cui quelli di [[Carlo Clerici]], [[Raoul Rémy]] e [[Giancarlo Astrua]]<ref name=stampabondone/>. Primi a transitare sul Costalunga furono Gaul, [[Federico Bahamontes|Bahamontes]] e [[Jean Dotto|Dotto]], seguiti dalla maglia rosa [[Pasquale Fornara|Fornara]] a circa 40"; si formò comunque un gruppo di trenta atleti ai piedi della seconda ascesa, quella verso il Passo Rolle. Qui primo a scollinare fu ancora Gaul, questa volta in solitaria, poi a due minuti e mezzi [[Bruno Monti (ciclista)|Bruno Monti]] e a tre Bahamontes<ref name=stampabondone/>. Monti però raggiunse e superò Gaul in discesa, quindi approcciò tutto solo il Gobbera, scollinando con tre minuti su [[Cleto Maule|Maule]], [[Nino Defilippis|Defilippis]] e Bahamontes<ref name=stampabondone/>.
 
Intanto la pioggia e il vento continuavano a sferzare i ciclisti. Sul Brocon Gaul tornò all'attacco, sorpassò tutti gli avversari e transitò per primo in vetta con un minuto di margine su [[Arrigo Padovan|Padovan]] e Defilippis, e con ben 5 minuti e mezzo su Maule e su Fornara<ref name=stampabondone/>. Defilippis, in quel momento maglia rosa virtuale, era però stremato, e poco prima del transito a [[Strigno]] salì su una vettura e si ritirò. Gaul si involava verso l'ultima salita, aumentando progressivamente il vantaggio, Fornara invece abbandonò la corsa in vista di [[Trento]]. Sul Bondone la pioggia divenne neve, Gaul riuscì comunque a proseguire la sua azione, vincendo la tappa dopo 9 ore, 7 minuti e 28 secondi in sella<ref name=stampabondone/><ref name=stampabondonegaul>{{cita news|url=http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/action,viewer/Itemid,3/page,0005/articleid,0059_01_1956_0134_0005_14020856/|titolo=Gaul era come inebetito e piangeva sull'ultima salita della tappa verso la vittoria|accesso=20 luglio 2012|data=9 giugno 1956|autore=Gigi Boccacini|pubblicazione=[[La Stampa]], Anno XII, Num. 134}}</ref>. Appena tagliata la linea dell'arrivo (la temperatura era di 4 [[°C]] sotto lo zero) il lussemburghese, semiassiderato, venne preso di peso e tirato giù di sella, e, sorretto dal suo meccanico e da un poliziotto, condotto fino in albergo; qui venne aiutato a riprendersi con tuta, coperte e bagno in una vasca d'acqua calda<ref name=stampabondonegaul/><ref name=addiogaul/>, e poté apprendere i dettagli dell'impresa di cui era stato protagonista<ref name=stampabondonegaul/>.
 
Il secondo classificato di giornata, [[Alessandro Fantini (ciclista)|Alessandro Fantini]], arrivò al traguardo con 7 minuti e 44 secondi di ritardo da Gaul; a 12 primi e 15 secondi arrivò invece il terzo, [[Fiorenzo Magni]], che avendo una spalla fratturata reggeva il manubrio con un tubolare stretto fra i denti. Dopo di loro [[Agostino Coletto]] e [[Pierino Baffi]]. Oltre ai ciclisti già citati, si ritirarono tra gli altri anche [[Miguel Poblet]], Federico Bahamontes, [[Gastone Nencini]] e [[Giuseppe Buratti]], nonché tutti i compagni di squadra di Gaul<ref name=stampabondone>{{cita news|url=http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/action,viewer/Itemid,3/page,0005/articleid,0059_01_1956_0134_0005_14020856/|titolo=I corridori flagellati dall'uragano sulle Dolomiti arrivano a Trento sotto una tempesta di neve|accesso=20 luglio 2012|data=9 giugno 1956|autore=Vittorio Varale|pubblicazione=[[La Stampa]], Anno XII, Num. 134}}</ref>. In totale ben 45 degli 86 ciclisti partiti al mattino dovettero abbandonare la corsa (43 ritiri, 2 fuori tempo massimo), mentre 41 furono i "superstiti"<ref name=quelbondone>{{cita news|url=http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/05/23/quel-bondone-del-56-il-gelo.html|titolo=Quel Bondone del ' 56: Il gelo ci uccideva|accesso=19 luglio 2012|data=23 maggio 2006|autore=Leonardo Coen|pubblicazione=[[La Repubblica (quotidiano)|ricerca.repubblica.it]]}}</ref><ref name=stampabondone/>. Gaul risalì così in un sol giorno dal ventiquattresimo posto in classifica, che occupava alla partenza della tappa (aveva 17 minuti di ritardo da Fornara), al primo, con 3 minuti e 27 secondi su Magni e 6 minuti e 53 secondi su Coletto<ref name=stampabondone/>. Nelle ultime due tappe i distacchi rimasero immutati, e Gaul poté così festeggiare la vittoria del Giro.
 
== Classifiche finali ==