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Nello svolgimento del programma ''Aktion T4'' si utilizzarono numerosi metodi di dissimulazione; molti genitori, soprattutto dell'area cattolica, erano, per ovvi motivi, contrari. I genitori venivano informati che i loro figli sarebbero stati portati in «sezioni speciali» di centri pediatrici dove avrebbero potuto ricevere cure migliori e innovative.<ref>{{cita|Sereny, 1974|p. 55}}.</ref> I bambini inviati presso questi centri venivano tenuti «in osservazione» per alcune settimane e poi uccisi con iniezioni letali; i certificati di morte riportavano come causa del decesso «polmonite». Normalmente venivano effettuate [[autopsia|autopsie]] ed erano asportate alcune parti del [[cervello]] a scopo di ricerca scientifica. Questa operazione sembrava tacitare le coscienze di molti dei medici coinvolti nel programma perché dava loro l'impressione che i bambini non fossero morti invano e che il programma avesse reali scopi medici.<ref>{{cita|Lifton, 2003|pp. 84-85}}.</ref>
 
Dopo lo scoppio della guerra nel settembre [[1939]], il programma perse l'iniziale «scientificità» e i controlli della commissione esaminatrice centrale divennero più blandi; nel contempo esso venne esteso fino a includere bambini più vecchi di tre anni (come inizialmente definito) e [[Adolescenza|adolescenti]]. Nelle parole di Lifton il programma fu esteso fino a coprire «vari casi ''borderline'' o deficit limitati, fino all'uccisione di ragazzi designati come delinquenti giovanili. I bambini ebrei poterono essere inclusi primariamente per il fatto di essere ebrei; e in un istituto fu costituito un dipartimento speciale per "minorenni di sangue misto (''[[Mischlinge]]'') ebraico-ariano"».<ref name="bambini">{{cita|Lifton, 2003|p. 83}}.</ref> Nel contempo si aumentò la pressione sui genitori per la consegna dei bambini. Molti di loro sospettavano cosa stava accadendo realmente, specialmente dopo che le istituzioni per bambini disabili cominciarono a essere sistematicamente chiuse, e si rifiutarono di consegnare i loro figli alle autorità. Queste ultime minacciavano di togliere la custodia legale di tutti i figli (inclusi quelli non disabili) ai genitori nel caso si fossero opposti. Nel caso la famiglia persistesse nel suo atteggiamento, i genitori venivano minacciati di essere richiamati per «uno speciale incarico di lavoro».<ref>{{cita|Lifton, 2003|p. 81}}.</ref>
 
Quando l'intero Programma T4 fu sospeso nel [[1941]] a seguito delle numerose proteste, erano stati uccisi un totale di circa 5.000 bambini. La sospensione ufficiale non fu però reale e subentrò una nuova fase definita di «eutanasia selvaggia», che proseguì fino al termine del conflitto e contribuì ad aumentare notevolmente il numero delle vittime.<ref name=bambini /> L'ultima uccisione riconducibile all'''Aktion T4'' di un bambino, Richard Jenne, di soli 4 anni<ref>{{cita web|url=http://digitalassets.ushmm.org/photoarchives/detail.aspx?id=10049|titolo=Close-up of Richard Jenne, the last child killed by the head nurse at the Kaufbeuren-Irsee euthanasia facility|accesso=19 settembre 2016}}</ref>, fu eseguita il 29 maggio [[1945]] presso l'istituto statale di Kaufbeuren-Irsee in [[Baviera]], tre settimane dopo il termine del secondo conflitto mondiale in Germania.<ref>Henry Friedlander. ''The Origins of Nazi Genocide: From Euthanasia to the Final Solution'' citato in: {{en}} Joerg Bottger (2000). ''[http://www.h-net.msu.edu/reviews/showrev.cgi?path=2249957902770 Mass Murder for the Sake of the Volksgemeinschaft] {{Webarchive|url=https://web.archive.org/web/20061208111340/http://www.h-net.msu.edu/reviews/showrev.cgi?path=2249957902770 |date=8 dicembre 2006 }}'' dal sito web «H-Holocaust». Riportato il 19 gennaio 2007.</ref>