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Prima del IV sec. a.C. esistevano nell'Adriatico tre colonie greche, tutte nel settore meridionale: la colonia della città del Peloponneso [[Epidauro]] Epydayron ([[Ragusavecchia]]), e le due colonie miste [[Corinto|corinzio]]-[[Corcira|corciresi]] di Epidamnos ([[Durazzo]]) ed [[Apollonia (Albania)|Apollonia]].
 
Intorno alla metà del IV sec. a.C. [[Dionisio I di Siracusa]] promosse un'intensa colonizzazione dell'Adriatico. In Italia fondò infatti ''[[Ankón]]'' (attuale [[Ancona]], colonia popolata con esuli politici<ref>{{cita|Strabone|Geografia V 4,2}}.</ref>), ed ''Adrìa'' (attuale [[Adria]]); in Dalmazia ''Issa'' (attuale [[Lissa (città)#Storia|Lissa]]) e in Albania ''Lissos'' (attuale [[Alessio (Albania)|Alessio]]).
 
Dionisio inoltre favorì la fondazione, da parte dei cittadini di [[Paro (Grecia)|Paro]], della colonia di ''Pharos'' (attuale [[Cittavecchia di Lesina|Cittavecchia]]), nell'[[Lesina (isola)|isola di Lesina]], ove è ricordata anche l'esistenza di ''Dimos'' (l'attuale [[Lesina (Croazia)|città di Lesina]])<ref>Poche fonti (basate su: Novak, ''Strena Buliciana'', Spalato-Zagabria 1924 - pagina 665 e seguenti) citano questa colonia, perché la sua esistenza è basata solo su un'abbreviazione presente in una moneta, di interpretazione dubbia. Tra le fonti che ne sostengono l'esistenza: ''Croazia. Zagabria e le città d'arte. Istria, Dalmazia e le isole. I grandi parchi nazionali'', del Touring Club Italiano (capitolo ''L'isola di Lesina''). Tra le fonti che la negano: Lorenzo Braccesi, ''Grecità Adriatica: un capitolo della colonizzazione greca in Occidente'', Pàtron, 1977; (pagina 336, nota 72).</ref>.
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