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|Nazionalità =
|Categorie = no
|FineIncipit = fu [[Principessa di Conti]] dal [[1713]] al [[1727]], contessa di [[Sancerre]] dal [[1740]] al [[1775]]
}}
 
Donna molto bella, di carattere dolce ed allegro, si trovò a curare il marito colpito da [[vaiolo]] nell'agosto [[1716]] e rimase coraggiosamente con lui fino alla sua completa guarigione. Per sua sfortuna tuttavia, il marito non ricambiò tanta generosità: egli era tutt'altro che fedele alla consorte e, ciononostante, ne era gelosissimo, di una gelosia cattiva e violenta.
 
La principessa non tardò pertanto ad accettare la corte di un uomo di bel portamento, il [[Philippe Charles de La Fare|marchese de La Fare]], futuro [[maresciallo di Francia]], che divenne suo amante<ref>Il marchese de La Fare ([[1687]] – [[1752]]) era figlio del poeta [[Charles Auguste de la Fare]] ([[1644]] – [[1712]]). Molti contemporanei non ebbero dubbi sul fatto che il figlio di Luigi Armando e di Luisa Elisabetta, [[Luigi Francesco di Borbone-Conti]], fosse in realtà il figlio del marchese de La Fare e di Luisa Elisabetta. La convinzione era alimentata dalla grande diversità fisica fra figlio e padre ufficiale: Luigi Francesco era un bell'uomo, alto, diritto e vigoroso, senza alcun segno delle deformità fisiche, gobba in particolare, che caratterizzavano la discendenza del casato dei [[Borbone-Conti]] (ed in parte anche quello dei [[principe di Condé|Condé]], dai quali proveniva il ramo dinastico dei Borbone-Conti).</ref>.
 
Il Conti, folle di gelosia, si mise a picchiarla e per ben due volte si dovette chiamare il medico tali erano state le percosse. Luisa Elisabetta finì col fuggire rifugiandosi a casa della madre prima ed in un convento poi, mentre il principe di Conti si rivolse al parlamento di Parigi per tentare di recuperare la moglie. Elisabetta rientrò sotto il tetto coniugale nel [[1725]] ed il marito la rinchiuse subito nel castello de [[L'Isle-Adam]], ove andò anch'egli ad abitare. Il principe tuttavia soffriva di una congestione polmonare ed Elisabetta lo convinse a rientrare a Parigi. Qui il 4 maggio 1727, Luigi Armando II di Borbone-Condé morì<ref>Prima di morire egli si preoccupò di implorare dalla moglie il perdono per il trattamento che le aveva riservato</ref>.
 
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