Differenze tra le versioni di "Valle Stura"

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=== Terra di confine e prime signorie ===
La valle fu in seguito devastata dai [[Barbari]] e molto probabilmente essa fu zona di frontiera tra il territorio occupato dai [[Longobardi]] da quello dei [[Bizantini]]. Fin dall'epoca longobarda vi operarono i monaci della potente [[abbazia di San Colombano]] di [[Bobbio]] ed al suo ricco [[Feudo monastico di Bobbio|feudo reale ed imperiale monastico]]<ref>Valeria Polonio Felloni ''Il monastero di San Colombano di Bobbio dalla fondazione all'epoca carolingia''</ref><ref>Eleonora Destefanis ''Il Monastero Di Bobbio in Eta Altomedievale''</ref><ref>C. Cipolla - G. Buzzi ''Codice Diplomatico del Monastero di S. Colombano di Bobbio fino all'anno MCCVIII'' - Volumi I-II-III, in Fonti per la Storia d'Italia, Tipografia del Senato, Roma 1918</ref>. Nel [[967]], a seguito della donazione delle terre ad [[Aleramo del Monferrato]] da parte dell'imperatore [[Ottone I di Sassonia]], si ritrovò pertanto soggetta a due distinte signorie: la riva sinistra dello Stura - considerato muro di confine naturale - fu annessa alla contea [[Aleramici|Aleramica]], mentre la riva destra soggetta alla contea degli [[Obertenghi]].
 
Divisa la Marca Aleramica in sette [[Marchesato|marchesati]] la valle Stura fu assegnata ai marchesi [[Malaspina]] i quali contribuirono alla nascita dei primi insediamenti urbani di Masone e [[Rossiglione (Italia)|Rossiglione]], nominati rispettivamente in antichi documenti del [[1183]] - il primo - e [[1186]] il secondo.
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