Differenze tra le versioni di "Paolo Alatri"

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Si dedicò anche all'attività giornalistica. Scrisse per ''[[l'Unità]]'', ''[[Il Corriere della Sera]]'' e altri quotidiani. Fu redattore capo della rivista ''[[Ulisse (rivista)|Ulisse]]'' e collaboratore di ''[[Rinascita (rivista)|Rinascita]]'' e ''[[Studi Storici]]''.
 
Nel 1978 fu nominato primo presidente della neo-formata [[Società italiana di studi sul secolo diciottesimo|Società Italiana di Studi sul Secolo Diciottesimo]] (SISSD), carica che mantenne fino alla morte.
 
Esperto di [[Unione Sovietica]], fu anche presidente dell'''Associazione Italia-Urss'' ([[1961]]-[[1970]]), e successivamente membro del suo comitato direttivo da cui si dimise nel [[1980]] per il trattamento riservato dalle autorità moscovite allo scienziato [[Andrei Sacharov]] («Non posso essere amico di chi si comporta come al tempo degli Zar» dichiarò in tale occasione<ref>La frase è riportata da [[Piero Melograni]]. Cfr. il [http://archiviostorico.corriere.it/1995/novembre/01/Paolo_Alatri_storia_come_impegno_co_0_9511011524.shtml sito dell'Archivio storico del Corriere della Sera]</ref>). È morto a Roma a settantasette anni nel [[1995]] a seguito di una malattia incurabile.
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