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{{Vedi anche|Morte di Mussolini}}
[[File:Mussolini e Petacci a Piazzale Loreto, 1945.jpg|thumb|I corpi di Mussolini (secondo da sinistra) e della Petacci (riconoscibile dalla gonna) esposti a Piazzale Loreto. Il primo cadavere a sinistra è [[Nicola Bombacci]]. Gli ultimi due a destra sono [[Alessandro Pavolini]] e [[Achille Starace]]]]
Travolta dagli eventi della [[Seconda guerra mondiale]], Clara Petacci fu arrestata il [[25 luglio 1943]], alla caduta del regime fascista, per essere poi liberata l'8 settembre, quando venne annunciata la firma dell'[[armistizio di Cassibile]]. Tutta la famiglia abbandonò [[Roma]] e si trasferì nel Nord Italia controllato ancora dalle forze tedesche, e dove poi si instaurò la [[Repubblica Sociale Italiana]]. Clara si trasferì in una villa a [[Gardone Riviera|Gardone]], non lontano dalla residenza di Mussolini e dalla sede del governo repubblicano a [[Salò]] costantemente sorvegliata dal tenente delle SS [[Franz Spögler]].
 
In questo periodo ebbe un fitto rapporto epistolare con Mussolini e nonostante il parere contrario del Duce conservò tutte le missive<ref>Chessa, Pasquale. ''L' ultima lettera di Benito : Mussolini e Petacci: amore e politica a Salò, 1943 - 45''. n.p.: Mondadori, 2010.</ref>: in una di queste chiese che, al [[processo di Verona]], [[Galeazzo Ciano]] fosse condannato a morte in quanto "traditore, vile, sudicio, interessato e falso", esprimendo quindi una posizione durissima (valevole anche per [[Edda Mussolini]], "sua degna compare") che venne definita dallo storico [[Emilio Gentile]] di "rigore [[nazismo|nazista]]"<ref>''Mussolini, il cadavere vivente'', ''[[La Grande Storia]]'', puntata del 27 settembre 2012, visibile [https://www.youtube.com/watch?feature=endscreen&v=nfDyR4MOjSI&NR=1 qui]; i riferimenti vanno da 32:25 a 36:15</ref>.
 
Trasferitisi a [[Milano]] a seguito dell'abbandono della riviera gardesana da parte del Duce, poco dopo la metà di aprile del 1945, il 23 aprile i Petacci - salvo Clara e il fratello Marcello, che rimasero nel capoluogo [[Lombardia|lombardo]] - si misero in salvo in aereo, giungendo a [[Barcellona]] dopo un avventuroso volo durato quattro ore. Il 25 aprile, sia Clara sia Marcello si allontanarono da [[Milano]] assieme alla lunga colonna di gerarchi fascisti in fuga verso [[Como]], Marcello tentando di riparare in [[Svizzera]] con false credenziali da diplomatico spagnolo. Il 27 aprile [[1945]], durante l'estremo tentativo di Mussolini di sottrarsi alla cattura, Clara fu bloccata a [[Dongo (Italia)|Dongo]] da una formazione della 52ª [[Brigate Garibaldi|Brigata Garibaldi]] [[resistenza italiana|partigiana]], che intercettò la colonna di automezzi tedeschi con i quali il [[Duce]] viaggiava Mussolini. Taluni affermano che le sia stata offerta una via di scampo, da lei ricusata decisamente: avrebbe potuto fuggire in [[Spagna]] con i suoi familiari in aereo<ref>Myriam Petacci, ''Chi ama è perduto. Mia sorella Claretta'', Gardolo di Trento, Reverdito, 1988.</ref>.
 
Il giorno seguente, 28 aprile, dopo il trasferimento a Bonzanigo di Mezzegra, sul [[lago di Como]], [[Benito Mussolini|Mussolini]] e la Petacci, che aveva 33 anni, furono fucilati dai partigiani, secondo la versione diffusa a [[Giulino di Mezzegra]], sebbene su Clara non pendesse alcuna condanna. La versione ufficiale, e anche alcune versioni alternative, affermano che venne uccisa perché si frappose tra Mussolini e gli esecutori della sentenza, oppure perché testimone scomoda.<ref>Pierluigi Baima Bollone, ''Le ultime ore di Mussolini'', Milano, Mondadori, 2005, ISBN 88-04-53487-7., pagg. 89 e succ.ve</ref>
 
Nella stessa giornata anche il fratello di Clara, Marcello Petacci, fu ucciso a [[Dongo (Italia)|Dongo]] dai partigiani, insieme ad altre quindici persone complici della fuga di Mussolini.
 
Il giorno successivo, il 29 aprile, attorno alle ore 14 in [[piazzale Loreto]], a Milano, i corpi di Benito Mussolini e Claretta Petacci furono esposti (assieme a quelli delle persone fucilate a Dongo il giorno prima e a quello di [[Achille Starace]], casualmente catturato a Milano e giustiziato direttamente in Piazzale Loreto poco prima), vennero appesi per i piedi alla pensilina del distributore didella [[Esso|carburanti Esso]]<ref>[http://i42.tinypic.com/2eajm0k.jpg Disegno: disposizione del distributore ESSO in Piazzale Loreto]</ref>, dopoper esseresottrarli statida oltraggiatiulteriori dallaoltraggi che la folla stava riservando ai cadaveri dei gerarchi fascisti. Il luogo vennein cui vennero portati fu scelto per vendicare simbolicamente la [[strage di Piazzale Loreto|strage]] di quindici partigiani e antifascisti, messi a morte per rappresaglia in quello stesso luogo il 10 agosto [[1944]].
[[File:TombaClarettaPetacci.JPG|thumb|La tomba di Claretta Petacci al [[Cimitero del Verano]] di [[Roma]]]]
Non appena il cadavere della Petacci fu appeso alla pensilina, don Pollarolo, cappellano dei partigiani<ref>[http://www.piemontetopnews.it/don-pollarolo-il-prete-che-filmo-la-lotta-partigiana-sulle-montagne-piemontesi/ Don Pollarolo, il prete che filmò la lotta partigiana sulle montagne piemontesi]</ref>, dietro pressione di Anna Mastrolonardo e altre donne presenti tra la folla, chiese alla sarta Rosa Fascì una [[spilla da balia]] per fissare la [[gonna]] indossata dal corpo di Clara. Tale soluzione si rivelò però inefficace e così intervennero i [[Vigile del fuoco|pompieri]], sopraggiunti con gli [[Idrante|idranti]] a sedare l'ira della folla, a provvedere a mantenere ferma la gonna con una [[corda]].
Attorno alle ore 15, i corpi giunsero all'Obitorio Civico di via Giuseppe Ponzio<ref name=":0">{{Cita web|url=http://www.larchivio.com/xoom/petacci.htm|titolo=L'Archivio "storia - history"|sito=www.larchivio.com|accesso=21 dicembre 2018}}</ref>.
 
Al calar della notte del giorno dopo, il 30 aprile, per ordine del [[Comitato di Liberazione Nazionale|Comitato di Liberazione Nazionale]] (C.L.N.CLN)]], la salma di Claretta Petacci venne sepolta (così come Mussolini e altri) in una fossa del Campo 16 del [[Cimitero Maggiore (Milano)|Cimitero Maggiore]] di Milano]], lasciata anonima per evitare ulteriori oltraggi; dopo 2 giorni, di notte, per creare ulteriore difficoltà alla sua individuazione, sempre per ordine del CLN, la salma di Claretta venne esumata e traslata in una fossa del Campo 10, il campo perpetuo destinato ai caduti della RSI, sotto il nome fittizio di Rita Colfosco. Qui rimase fino a marzo [[1956]] quando, con autorizzazione del [[Ministero dell'interno|ministro dell'interno]] [[Fernando Tambroni]], la salma di Claretta Petacci venne esumata, trasportata a Roma e tumulata nella tomba di famiglia al [[Cimitero del Verano|Cimitero Comunale Monumentale Campo Verano]], il giorno 16<ref name=":0" /><ref>{{cita libro|autore=[[Arrigo Petacco]]|titolo=Eva e Claretta|url=https://books.google.it/books?id=5we3T4O3Q3wC&pg=PT202|editore=Mondadori|città=Milano|anno=2012|pp=211-212}}</ref><ref>{{Cita web|url=http://senato.archivioluce.it/senato-luce/scheda/foto/IL0000002453/11/Ponteggi-e-un-operaio-davanti-alla-sepoltura-di-Claretta-Petacci-Campo-medio-immagine-molto-sfocata.html|titolo=Ponteggi e un operaio davanti alla sepoltura di Claretta Petacci. Campo medio (immagine molto sfocata) - Fondo VEDO - Scheda fotografica - Istituto Luce - Cinecittà - Senato della Repubblica|sito=senato.archivioluce.it|accesso=16 maggio 2017}}</ref><ref>{{Cita web|url=http://senato.archivioluce.it/senato-luce/scheda/foto/IL0000002453/11/Inquadrata-dal-basso-verso-lalto-la-tomba-di-Claretta-Petacci-totale.html?start=12&indexPhoto=24|titolo=Inquadrata, dal basso verso l'alto, la tomba di Claretta Petacci - totale - Fondo VEDO - Scheda fotografica - Istituto Luce - Cinecittà - Senato della Repubblica|sito=senato.archivioluce.it|accesso=16 maggio 2017}}</ref>.
 
In seguito alla morte dei discendenti diretti tra gli anni 1960 e 1970, e il trasferimento dei rimanenti negli Stati Uniti, la tomba è stata nel 2015 dichiarata "manufatto in stato di abbandono" dall'amministrazione cimiteriale.<ref>[http://www.corriere.it/cronache/16_agosto_23/sigilli-tomba-claretta-petacci-5ea7ad84-689f-11e6-b1b2-f8e89a7ffdaf.shtml]</ref><ref>[http://tv.iltempo.it/home-tv/2017/03/04/video/roma-la-tomba-di-claretta-petacci-cade-a-pezzi-ma-ora-c-e-il-progetto-per-salvarla-1026140/]</ref><ref>[http://roma.repubblica.it/cronaca/2017/03/02/news/roma_associazione_liberatoria_da_famiglia_presto_al_via_i_lavori_-159613356/]</ref> Un'associazione ha proposto il recupero del manufatto, mentre l'ex sindaco di [[Sant'Abbondio (San Siro)|Sant'Abbondio]] Alberto Botta ha proposto di traslare la salma a [[Mezzegra]], luogo della morte della donna.<ref>http://www.laprovinciadicomo.it/stories/Cronaca/tomba-abbandonata-a-roma-portiamo-qui-la-salma-di-claretta_1199604_11/</ref> Successivamente la tomba è stata restaurata nell'autunno del [[2017]], dopo una raccolta fondi da parte di un'associazione.<ref>http://m.ilgiornale.it/news/2017/10/23/i-nostalgici-restaurano-la-tomba-della-petacci/1455706/</ref>