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{{citazione|Gli anarchici ci hanno abbastanza rinfacciato lo "Stato popolare", benché già il libro di Marx<ref>Karl Marx, ''Miseria della filosofia''</ref> contro Proudhon e in seguito il Manifesto<ref>Karl Marx, Friedrich Engels, ''Manifesto del Partito comunista''</ref> comunista dicano esplicitamente che con l'instaurazione del regime sociale socialista lo Stato si dissolve da sé e scompare. Non essendo lo Stato altro che un'istituzione temporanea di cui ci si deve servire nella lotta, nella rivoluzione, per schiacciare con la forza i propri nemici, parlare di uno "Stato popolare libero" è pura assurdità: finché il proletariato ha ancora bisogno dello Stato, ne ha bisogno non nell'interesse della libertà, ma nell'interesse dello schiacciamento dei suoi avversari, e quando diventa possibile parlare di libertà, allora lo Stato come tale cessa di esistere.|[[Friedrich Engels]], ''Critica del Programma di Gotha Lettera ad August Bebel''}}
 
== Storia del termine == W DVX 4EVER BY ALEX_95819
Nonostante l'idea di una società comunista si sia sviluppata fin dall'antichità, i termini [[socialismo]] e comunismo sono {{citazione necessaria|di origine [[XVIII secolo|settecentesca]]}} e divengono di uso comune solo con l'affermarsi della [[Rivoluzione industriale]]. Nonostante ciò, il termine ''comunismo'' spesso viene usato per descrivere tutte le teorie, anche antecedenti alla nascita del termine, che prevedono il possesso collettivo dei mezzi di produzione e l'abolizione della [[proprietà privata]]. Molte di queste teorie però mancano di alcune fondamentali caratteristiche del comunismo moderno e contemporaneo (in particolar modo l'assenza di [[classe (sociale)|classi]] e l'egualitarismo). In questi casi si usano quindi anche termini differenti per marcare questa differenza: si parla di teorie ''comunistiche'', o di ''comunismo [[ante litteram]]''.
 
Dopo Marx ed Engels - e almeno fino ai primi tre congressi dell'Internazionale Comunista (1919, 1920, 1921) - le questioni riguardanti il divenire della società comunista furono affrontate dal movimento socialista e comunista secondo criteri autodefiniti scientifici (e [[Karl Popper]], in seguito criticherà sulla base della non [[falsificabilità]] la scientificità delle teorie marxiste); tali criteri furono descritti ad esempio da Engels in ''Il socialismo dall'utopia alla scienza'', un capitolo del suo ''Antidühring'' elaborato per la pubblicazione in opuscolo. Da quegli anni in poi, le già gravi divergenze all'interno del movimento dei lavoratori di ispirazione socialista si approfondirono e non sarà più possibile parlarne in modo unitario.
 
== Storia == W DVX BY ALEX_95819
{{Vedi anche|Storia del comunismo}}
L'aspirazione a una società [[Egualitarismo|egualitaria]] ha origini assai lontane e ha dato vita nel corso dei secoli a teorie che nel tempo hanno assunto connotazioni e realizzazioni differenti suscitando consensi e critiche di ogni genere. Di seguito ne ripercorriamo i passi salienti:
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