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Con il Regio Decreto n. 74 del 14 gennaio 1926, il Comune di Genova si espandeva inglobando diciannove comuni della val Polcevera, della [[val Bisagno]] e delle due riviere, a levante e a ponente della città<ref>[[s:R.D.L. 14 gennaio 1926, n. 74 - Aggregazione al comune di Genova di 19 Comuni limitrofi|Regio Decreto Legge 14 gennaio 1926, n. 74]]</ref>. Tra di essi il comune di San Pier d'Arena che entrò così a far parte della cosiddetta [[Grande Genova]], perdendo dopo otto secoli la propria autonomia amministrativa.
 
L'annessione voluta dal [[Fascismo|regime fascista]] allora al potere fu vissuta dai sampierdarenesi come un vero e proprio declassamento da città industriale con una forte identità a quartiere periferico<ref name="demografia"/>, identità che gli abitanti hanno continuato ad affermare orgogliosamente nel tempo: significativo a questo proposito che essi, al pari dei residenti in molti degli ex comuni integrati nella Grande Genova siano tuttora soliti dire ''"vado a Genova"'' per riferire l'intenzione di recarsi nel centro della città.<ref name="gazzola"/><ref>[{{Cita web |url=http://www.unich.it/fusero/pdf/Le%20periferie%20di%20Genova.pdf |titolo=P. Fusero, "Genova, periferie e centri storici", 2001, Università G. d'Annunzio di Chieti-Pescara] |accesso=13 gennaio 2015 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20160307083453/http://www.unich.it/fusero/pdf/Le%20periferie%20di%20Genova.pdf |dataarchivio=7 marzo 2016 |urlmorto=sì }}</ref>
 
==== L'ampliamento del porto ====
==== Forte Belvedere ====
{{vedi anche|Forte Belvedere (Genova)}}
[[File:Forte Belvedere Genova.JPG|thumb|upright=1.2|I resti del forte Belvedere]]Forte Belvedere fu costruito a partire dal 1817; per la sua realizzazione furono demolite diverse case ed anche il santuario rischiò di essere abbattuto. Nel 1889, venute meno le motivazioni strategiche che avevano portato alla sua edificazione la struttura fu radicalmente modificata: demolito il corpo centrale, vi vennero installate due [[Artiglieria costiera|batterie costiere]] a difesa del [[porto di Genova]], denominate "Batteria Belvedere Inferiore", sul sito dell'ex forte, e "Batteria Belvedere Superiore", costruita ex-novo di fronte al santuario. Nel 1938 vi fu collocata una [[Arma contraerea|batteria contraerea]]. Dopo l'[[Armistizio di Cassibile|8 settembre 1943]] fu occupato dai soldati tedeschi che lo tennero fino al termine del conflitto. Nel [[secondo dopoguerra|dopoguerra]], dismesso dal demanio militare, quanto restava del forte fu ceduto a privati; dagli [[anni 1970|anni settanta]] sulla sua struttura sorge il campo sportivo M. Morgavi.<ref name="forti"/><ref>[{{Cita web |url=http://www.fortidigenova.com/belvedere.html |titolo=Forte Belvedere su www.fortidigenova.com] |accesso=18 aprile 2015 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20100819222849/http://www.fortidigenova.com/belvedere.html |dataarchivio=19 agosto 2010 |urlmorto=sì }}</ref>
 
==== Forte Crocetta ====
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