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=== Sceneggiatura ===
[[File:BTTFTimelines2.png|thumb|upright=1.7|Le differenti ''timeline'' su cui si dipana la trilogia.]]
La genesi del progetto ''Ritorno al futuro'' si deve ad una circostanza fortuita, capitata al produttore e sceneggiatore [[Bob Gale]] nel [[1980]]. Impegnato a sgomberare la soffitta di casa, Gale vi trovò il diario scolastico del padre, lo lesse e scoprì che il proprio genitore era stato capoclasse. Incuriosito dalla circostanza, cominciò a interrogarsi se all'epoca lui e il padre avrebbero potuto diventare amici. Gale ne parlò con l'amico [[Robert Zemeckis]], che gli rispose con una battuta su sua madre, chiedendosi se era stata davvero quella ragazza virtuosa che diceva di essere stata in gioventù. Affascinati da questi discorsi, i due cominciarono ad abbozzare insieme un [[soggetto (cinema)|soggetto]] per trarne un [[film]].
 
L'idea di Zemeckis era quella di operare una variazione sul classico tema dei viaggi nel tempo: invece di narrare - com'era consuetudine all'epoca nei film - un viaggio di centinaia di anni nel passato, il regista preferì concentrarsi sulle implicazioni che avrebbero coinvolto un giovane adolescente che si ritrova ad andare indietro di una trentina d'anni e vivere nell'epoca in cui i propri genitori erano a loro volta ragazzi, nella stessa città.
Il [[soggetto (cinema)|soggetto]] iniziale piacque subito a [[Steven Spielberg]], che si offrì come produttore esecutivo. Sfortunatamente, lo [[script]] di Gale e Zemeckis fu rifiutato pressoché da tutti gli studios cinematografici: all'epoca le commedie "giovanili" in voga erano tutte sulla falsariga di ''[[Animal House (film)|Animal House]]'' e ''[[Porky's - Questi pazzi pazzi porcelloni!|Porky's]]'' e le ''[[Maggiori studi di produzione cinematografica|major]]'' reputavano ''Ritorno al futuro'' un film "troppo poco volgare" per poter attrarre il grande pubblico. L'unico studio che inizialmente si interessò al progetto, la [[The Walt Disney Company|Disney]], trovò che le implicazioni riguardanti un possibile [[incesto]] nel passato tra Marty, il giovane protagonista, e sua madre da ragazza avrebbero danneggiato il nome dell'azienda e si tirò indietro.
 
Zemeckis, inoltre, doveva fare i conti con la sua difficile situazione lavorativa: i suoi precedenti film, ''[[La fantastica sfida]]'' e ''[[1964 - Allarme a N.Y. arrivano i Beatles!]]'', pur avendo ricevuto il plauso della critica, erano stati snobbati dal pubblico, eperciò pochi produttori se la sentivano di affidargli un progetto tanto ambizioso. La svolta arrivò nel [[1984]], quando l'[[attore]] e produttore [[Michael Douglas]] gli affidò la regia di ''[[All'inseguimento della pietra verde]]'': il [[film]] fu un successo e dette a Zemeckis la possibilità di rimettere mano al progetto ''Ritorno al futuro'', che avrebbe consegnato alla [[storia del cinema]] una delle saghe più celebri e apprezzate di sempre.
 
=== Interpreti ===
Ottenuta la possibilità di dare il via al progetto, Zemeckis e Gale ritennero giusto rivolgersi a chi per primo aveva creduto alla possibilità di realizzare il film, cioè [[Steven Spielberg]], che si impegnò nella produzione tramite la sua industria, l'la [[Amblin Entertainment]]. Alla fine del 1984 la [[Universal Studios|Universal Pictures]] approvò la sceneggiatura e diede il via libera alle riprese.
 
Per la scelta degli interpreti, Zemeckis e Gale avevano avuto le idee chiare: per il ruolo di Marty McFly, il diciassettenne protagonista che si ritrova catapultato dal [[1985]] al [[1955]], avrebbero voluto fin da subito l'emergente [[Michael J. Fox]], attore che però all'epoca era già impegnato sul set della [[Situation comedy|sit-com]] ''[[Casa Keaton]]''. I produttori dovettero perciò ripiegare su [[Eric Stoltz]] (fisicamente molto simile a Fox); dopo 6 settimane di riprese Zemeckis, con molto rammarico, decise che Stoltz non era adatto alla parte e lo licenziò. Fox, nel frattempo, aveva manifestato la sua disponibilità e riuscì ad ottenere la parte alternando le riprese sul set televisivo di Casa Keaton (di giorno) con quelle del film (di notte): in alcune occasioni Fox dormì soltanto 2 ore per notte per riuscire a rispettare i suoi impegni lavorativi. La parte dello [[scienziato pazzo]], "Doc" Emmett Brown, andò a [[Christopher Lloyd]], già noto per la sua interpretazione in ''[[Qualcuno volò sul nido del cuculo]]'' e scelto da Zemeckis per la sua accentuata mimica.
 
=== Il successo ===
Il primo film della serie uscì negli [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]] il 3 luglio [[1985]] e ottenne subito un insperato successo: costato 19 milioni di [[Dollaro statunitense|dollari]], ne guadagnò 11 solo nel primo week-end di programmazione. Solo negli Stati Uniti finì per incassare 210 milioni di dollari, lanciando Michael J. Fox nell'olimpo delle [[Star del cinema|star]] e Robert Zemeckis come [[cineasta]] di primo piano. Nonostante inizialmente il film non fosse stato ideato come primo di una serie, il [[soggetto (cinema)|soggetto]] si prestava alla realizzazione di un [[sequel]] e il finale "aperto" della prima pellicola (con Doc e Marty in partenza per il futuro) dava spazio a numerose possibilità narrative. Nell'edizione uscita in [[videocassetta]], i titoli di coda del primo film riportavano la dicitura «''to be continued''», assente nella versione cinematografica, per avvertire il pubblico dell'imminente seguito. Il fatto che i due sequel (che furono girati in contemporanea e fatti uscire sfalsati di un anno) vennero realizzati ad anni di distanza dal primo film creò qualche problema: ad esempio la mancata partecipazione dell'attrice Claudia Wells (Jennifer) costrinse a girare ''ex novo'' la sequenza di apertura di ''Ritorno al futuro II''.
 
Il segreto del successo di ''Ritorno al futuro'' si deve a un abile miscuglio di nostalgia, comicità e [[fantascienza]]. In un'epoca come gli [[anni 1980|anni ottanta]], caratterizzata dalla grande evoluzione tecnologica, con l'avvento dei [[computer]] e degli [[effetti speciali]], l'idea geniale degli autori fu di portare il protagonista, e con esso tutto ilgli pubblicospettatori, negli [[anni 1950|anni cinquanta]], a stretto contatto con i propri genitori, all'epoca semplici [[Adolescenza|teenager]] come lui. In questo surreale viaggio Zemeckis e Gale ebbero inoltre l'intuizione d'di innestare un meccanismo da [[commedia]] degli equivoci, con Marty involontario oggetto dei desideri della futura madre e costretto ad adoperarsi come [[pigmalione]] dell'imbranato futuro padre, al fine di far incontrare e fidanzare i propri genitori e prevenire la scomparsa sua e dei suoi fratelli. I continui ammiccamenti alla storia statunitense (Marty non viene creduto e viene deriso da Doc quando. nel 1955, gli racconta che nel 1985 il [[Presidente degli Stati Uniti d'America|Presidente degli Stati Uniti]] sarà [[Ronald Reagan]], che negli anni cinquanta è un notofamoso attore) e ai paradossi del destino (nel secondo episodio, ambientato nel [[2015]], compare un [[cinema]] dove è in proiezione ''Lo squalo 19,'' film diretto da Max Spielberg, vero nome del figlio del regista Steven) hanno conferito alla trilogia una notevole carica ironica, supportata da una [[sceneggiatura]] ben oliata e da un gruppo di ottimi attori.
 
Se nel [[Ritorno al futuro|primo episodio della saga]] a farla da padrone era il gusto dolce-amaro per l'epoca spensierata dei ragazzi statunitensi, già immortalata in ''[[Happy Days]]'' e ''[[American Graffiti]]'', nel [[Ritorno al futuro - Parte II|secondo film della serie]] il gioco citazionistico e autoreferenziale di Zemeckis divenne più raffinato, con i protagonisti proiettati prima nel futuro ad affrontare Griff Tannen, nipote di Biff, e poi nuovamente nel passato, al fine di riparare a un paradosso temporale. La [[Ritorno al futuro - Parte III|conclusione della saga]] si consuma nella terra e nell'epoca in cui nacquero gli [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]]: il [[West|Far West]] del [[1885]], con Doc e Marty nuovamente insieme dopo che Doc è stato involontariamente catapultato in tale epoca, impegnati a trovare il modo di sfuggire al pistolero Buford Tannen, bisnonno di Biff, e ancora una volta ritornare al futuro sani e salvi.
Nei tre film della saga vengono mostrate alcune scene e pronunciate alcune battute molto simili, a scopo autocitazionista:
* Nel primo film Doc mostra a Marty un modellino della città per spiegare al ragazzo come convoglierà l'energia del fulmine nella DeLorean. La stessa scena viene ripresa nel terzo film, quando Doc usa un modellino per mostrare la sua idea su come dirottare il treno e usare la locomotiva per spingere la macchina del tempo. Lo scienziato, in entrambe le scene, dice: «Scusa la rozzezza di questo modello, non ho avuto il tempo di farlo in scala e di dipingerlo». Nel terzo film Marty interrompe la frase, conoscendola già.
* Nel primo film i messaggi propagandistici del sindaco Goldie Wilson nel 1985 e del sindaco Red Thomas nel 1955 sono identici (nel 1955 Goldie Wilson è un semplice cameriere in un bar con launa passione per la politica).
* In tutti e tre i film Marty si ritrova a litigare in un bar con un Tannen: nel primo con il giovane Biff, nel secondo con Griff e nel terzo con Buford. Questi tre personaggi attirano sempre l'attenzione di Marty dicendo «Ehi, McFly!», anche se in tutti e tre i casi pensavano di aver incontrato un parente di Marty di quell'epoca temporale (rispettivamente George, Marty Jr. e Seamus), e si ergono in tutta la loro stazza per incutere timore; l'inquadratura è sempre la stessa, da dietro le spalle del Tannen di turno. Inoltre nel videogioco ''[[Back to the Future: The Game]]'' la scena si ripete stavolta con il nonno di Marty, Arthur McFly, e il padre di Biff, Irving "Kid" Tannen. Infine, in tutti e tre i film un Tannen viene colpito in faccia da un pugno di un McFly e si capovolge su sé stesso per poi svenire. Anche il piano sequenza e le inquadrature di tali scene sono sempre le medesime.
* In tutti i film il Tannen di turno finisce nel letame a causa di uno scontro con Marty: nel primo film il giovane Biff rincorre Marty con la propria auto e si scontra con un camion di letame; nel secondo film la scena viene rivista e ricordata dal vecchio Biff e avviene nuovamente nella realtà dopo l'inseguimento vicino alla galleria, sempre ai danni del giovane Biff, che dopo essersi distratto non fa in tempo a frenare e finisce in un camion di letame; nel terzo "Cane Pazzo" finisce nel letame dopo il duello con Marty.
* Nel secondo film Marty dà sfoggio delle sue capacità con un gioco a [[pistola ottica]]; sempre lo stesso Marty, in una scena simile, fa tiro al bersaglio con una vera pistola nel terzo film.
* Marty, nel 1955, ricava uno skateboard da una specie di monopattino di legno, rompendo il manubrio, mentre è alle prese con Biff; fa lo stesso nel secondo film, con il volopattino e contro Griff, mentre il vecchio Biff commenta dicendo: «Eppure mi ricorda qualcosa tutto questo».
* Nel primo film, quando la macchina del tempo compie il suo primissimo viaggio con a bordo il cane di Doc, viene inquadrata la targa che ruota e poi cade; la stessa scena viene mostrata anche nel terzo film, dopo che la DeLorean viene distrutta da un treno una volta ritornata nel 1985.
* Ogni volta che termina un viaggio nel tempo, l'arrivo di Marty non è mai dei migliori: nel primo film, all'andata, Marty finisce in un [[fienile]] e viene scambiato per un [[extraterrestre]], mentre al ritorno non frena in tempo e va a cozzare contro un edificio; nel secondo Marty e Doc rischiano di essere investiti all'andata da un [[taxi]] volante e al ritorno da un [[Aeroplano|aereo]]; per finire, nel terzo, Marty si imbatte all'andata in un'armata di [[nativi americani]] che cercano di colpirlo con le frecce e poi in un [[Ursidae|orso]], mentre al ritorno in un treno merci che distrugge la DeLorean.
* Un'altra scena ricorrente è quella delle bibite al [[bar (pubblico esercizio)|bar]]. Nel primo film Marty chiede prima della [[Fanta]] e poi della [[Pepsi-Cola|Pepsi]] Senza (senza zucchero) e il barista, trattandosi di bevande sconosciute nel 1955, pensa che Marty gli stia chiedendo "[[fantascienza]] da bere" (e gli dice che non sa cosa sia) e "senza pagare" (dicendogli ironicamente che nel locale non si fa credito); nel secondo capitolo Marty fa litigare i due monitor-robot addetti alle ordinazioni per poi tranquillizzarli dicendo «Ehi, ehi, ehi, ragazzi! Voglio solo una Pepsi!» e venendo servito; nel terzo chiede invece dell'acqua ghiacciata al saloon della Hill Valley del 1885 e, tra le risate generali, il barista gli dice che se vuole dell'acqua la può trovare nell'abbeveratoio dei cavalli in quanto lì si serve solo [[whisky]], dandogliene un bicchiere.
 
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