Differenze tra le versioni di "Aragorn"

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=== Aspetto e caratteristiche ===
Ne ''[[La Compagnia dell'Anello (romanzo)|La Compagnia dell'Anello]]'', Aragorn viene descritto come un uomo molto alto (il più alto dei "''[[Compagnia dell'Anello (personaggi)|Nove Viandanti]]''" )<ref>J.R.R. Tolkien, ''"Il Signore degli Anelli: La Compagnia dell'Anello, Libro secondo, Cap. VIII, L'Anello va a sud"'', pag. 379, IX edizione Bompiani in cofanetto gennaio 2005.</ref> e di bell'aspetto. I suoi capelli sono scuri con qualche sfumatura di grigio in alcuni punti, mentre i suoi occhi sono grigi,<ref>J.R.R. Tolkien, ''"Il Signore degli Anelli: La Compagnia dell'Anello, Libro sesto, Cap. IV, Il Campo di Cormallen"'', pag. 1169, IX edizione Bompiani in cofanetto gennaio 2005.</ref> prerogativa dei discendenti di [[Númenór]] e della razza [[Elfi della Terra di Mezzo|Elfica]]. Il suo sguardo severo e la sua voce profonda e imperiosa<ref>J.R.R. Tolkien, ''"Il Signore degli Anelli: La Compagnia dell'Anello, Libro secondo, Cap. VIII, Il ponte di Khazad-dûm"'', pag. 426, IX edizione Bompiani in cofanetto gennaio 2005.</ref> celano parzialmente la sua indole gentile e altruista.
Come abbigliamento, porta degli alti stivali di morbida pelle e di ottima fattura ma ormai consunti, e un pesante mantello con cappuccio, di un verde scuro scolorito dal tempo sotto il quale tiene una pipa dal lungo cannello stranamente intagliato,<ref>J.R.R. Tolkien, ''"Il Signore degli Anelli: La Compagnia dell'Anello, Libro primo, Cap. IX, All'insegna del Puledro Impennato"'', pag. 218, IX edizione Bompiani in cofanetto gennaio 2005.</ref> con la quale si diletta a fumare la rinomata erba pipa della [[La Contea|Contea]]. Proprio come Gandalf, tale passione la eredita durante i suoi viaggi erranti, presso il nord della Terra degli Hobbit.
Il Signore degli Anelli: La Compagnia dell'Anello, Libro primo, Cap. IX, All'insegna del Puledro Impennato"'', pag. 218, IX edizione
Bompiani in cofanetto gennaio 2005.</ref> con la quale si diletta a fumare la rinomata erba pipa della [[La Contea|Contea]]. Proprio come Gandalf, tale passione la eredita durante i suoi viaggi erranti, presso il nord della Terra degli Hobbit.
 
Durante la permanenza a [[Lothlórien]], Aragorn, e gli altri membri della Compagnia, ricevono i manti con cappuccio dei Galadhrim, cuciti su misura per ognuno di loro da [[Galadriel]], aiutata dalle sue damigelle. I mantelli erano di una stoffa di seta leggera ma calda, che veniva chiusa al collo da una spilla simile a una verde foglia venata d'argento. Inoltre i manti avevano la particolare capacità di donare al possessore mimetizzazione e furtività, grazie al proprio colore che sfumava dal grigio al verde, al marrone e all'argento.<ref>J.R.R. Tolkien, ''"Il Signore degli Anelli: La Compagnia dell'Anello, Libro secondo, Cap. VIII, Addio a Lórien"'', pag. 472-473, IX edizione Bompiani in cofanetto gennaio 2005.</ref>
Successivamente, prima della partenza da Lórien, il Ramingo riceve altri due doni dalla ''[[Galadriel|Dama della Luce]]'' e da [[Celeborn]]. Il primo è un fodero creato appositamente per la sua spada, ornato da una ghirlanda di fiori e foglie d'oro e d'argento, e con gemme incastonate in modo da formare il nome Andúril, accompagnate da rune elfiche che ne specificano il lignaggio dell'arma. Il secondo dono è l'[[Elessar (gioiello)|Elessar]], una spilla d'argento a forma d'aquila ad ali spiegate, nella quale è incastonata una grande pietra verde. Tale dono era stato precedentemente tramandato da Galadriel a [[Celebrían]], ad [[Arwen]] la quale a sua volta lo riconsegnò alla Bianca Dama, affinché essa lo donasse al suo amato Aragorn.<ref>J.R.R. Tolkien, ''"Il Signore degli Anelli: La Compagnia dell'Anello, Libro secondo, Cap. VIII, Addio a Lórien"'', pag. 478-479, IX edizione Bompiani in cofanetto gennaio 2005.</ref> Per il Dúnedain non era la prima volta che camminava sotto gli alberi di Caras Galadhon, infatti all'età di quarantanove anni Aragorn fu ospitato da dama Galadriel la quale lo vestì d'argento e bianco, con un manto grigio-elfico e in testa un cerchietto d'argento con gemma brillante in fronte, che agli occhi di tutti gli conferivano bellezza e superiorità rispetto a qualunque uomo vivente, tanto da sembrare quasi un signore elfico delle isole dell'Ovest.<ref>J.R.R. Tolkien, ''"Il Signore degli Anelli: Il ritorno del re, appendice A, Annali dei Re e Governatori"'', pag. 1285, IX edizione Bompiani in cofanetto gennaio 2005.</ref>
 
Ne ''[[Il ritorno del re (romanzo)|Il ritorno del re]]'', il Dúnedain guida la [[Grigia Compagnia]] nella [[Battaglia dei Campi del Pelennor]] portando in testa un sottile cerchietto d'argento con la "''Stella di Elendil''", brillante sulla fronte del Ramingo.<ref>J.R.R. Tolkien, ''"Il Signore degli Anelli: Il ritorno del re, La battaglia dei campi del Pelennor, Libro quinto, Cap. VI, Minas Tirith"'', pag. 1045, IX edizione Bompiani in cofanetto gennaio 2005.</ref>
J.R.R. Tolkien, ''"Il Signore degli Anelli: Il ritorno del re, La battaglia dei campi del Pelennor, Libro quinto, Cap. VI, Minas
Tirith"'', pag. 1045, IX edizione Bompiani in cofanetto gennaio 2005.</ref>
Infine, dinanzi alle mura di [[Minas Tirith]], [[Faramir]] succeduto come nuovo sovrintendente della ''Cittadella'', dopo il suicidio del padre [[Denethor]], consegna ad Aragorn la corona di [[Eärnur]], ''l'ultimo re'', custodita fino a quel giorno nelle silenziose aule di [[Rath Dínen]] all'interno di una cassetta. Tale corona era costituita da un alto elmo bianco dai guanciali stretti, sul quale erano incastonate sette gemme di diamante di cui una al centro brillava più delle altre come fiamma avvampante. La corona era poi sormontata ai lati da due grandi ali di gabbiano, fatte di perle e d'argento, emblema dei re venuti dal Mare.<ref>J.R.R. Tolkien, ''"Il Signore degli Anelli: Il ritorno del re, Libro sesto, Cap. V, Il Sovrintendente ed il Re"'', pag. 1185, IX edizione Bompiani in cofanetto gennaio 2005.</ref><ref>J.R.R. Tolkien, ''"Il Signore degli Anelli: Il ritorno del re, Libro quinto, Cap. I, Minas Tirith"'', pag. 930, IX edizione Bompiani in cofanetto gennaio 2005.</ref>
 
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