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Per contrastare i caccia italiani, che stavano ottenendo numerose vittorie contro i velivoli greci e i bombardieri britannici, la RAF trasferì in Grecia, dal Nord Africa, l'80 ''Squadron'', guidato dal grande asso [[Marmaduke Pattle|Pat "Marmaduke" Pattle]] e forte di altri piloti esperti e battaglieri. Dopo un breve periodo di ambientamento, i piloti della RAF entrarono in azione il 19 novembre 1940, con molta determinazione, abbattendo, già dal primo combattimento aereo, quattro caccia italiani - i cui piloti furono uccisi - a fronte di nessuna perdita. Quel giorno, su Coriza, nove Gloster Gladiator della ''B Flight'' dell' 80 ''Squadron'' sorprendevano quattro C.R.42 del 160º Gruppo Autonomo C.T. di pattuglia da quota più alta e ne abbattevano subito uno (insieme ad un Fiat G.50 accorso in sua difesa). Allora altri otto C.R.42 decollavano per dar man forte ai colleghi, ma i piloti della RAF li attaccarono sfruttando a pieno la loro posizione di vantaggio di quota e abbatterono altri due Fiat, uccidendone i piloti e ferendone un altro. L'impressione fu tale che si decise di far volare i biplani Fiat in non meno di diciotto per volta. Tuttavia, il 27 novembre 1940, nove [[Gloster Gladiator]] dell'80 ''Squadron'' della RAF sorpresero tre "Falchi" (del 150º Gruppo), rimasti isolati sopra [[Ioannina|Iannina]] e abbatterono il Capitano [[Nicola Magaldi]], comandante della 364ª Squadriglia<ref name="ReferenceA"/> mentre il Sergente Negri venne ferito ad una gamba. La perdita di Magaldi, cui venne concessa la Medaglia d'oro al valor militare postuma, era un grave colpo per il 150º Gruppo, che decise di vendicarne immediatamente la morte.<ref name="Gustavsson and Slongo 2009, pp. 63-64">Gustavsson and Slongo 2009, pp. 63-64.</ref> Il giorno seguente, l'asso e capitano [[Giorgio Graffer]]<ref name="Giorgio Apostolo 2000. p.47"/>, comandante della 365ª Squadriglia, 150º Gruppo, [[53º Stormo]] CT, partì alla testa di dieci C.R.42 per un'azione di rappresaglia contro la RAF. Venti minuti dopo, Graffer avvistò una formazione di Gladiator, su [[Delvinaki]], in [[Epiro]]. L'asso del 150° si lanciò all'attacco, con gli altri C.R.42. Ma si trattava di una trappola. Tre miglia più indietro ed a quota maggiore si trovavano altri tre Gloster e dietro questi, e ancora più in alto, altri tre. I primi tre piloti britannici, attaccati dai "Falchi", chiamarono per radio i colleghi che li seguivano a quota più alta e mentre Graffer ed i suoi compagni cercavano di abbattere i più agili (a quella quota) biplani britannici, gli altri sei Gladiator piombarono alle spalle della formazione italiana. Nel combattimento che ne risultò, il Fiat pilotato dal Sergente Corrado Mignani entrò in collisione con il Gloster del ''Flying Officer'' H.U Sykes ed entrambi restarono uccisi. Il Sergente Achille Pacini venne abbattuto, ma si salvò con il paracadute. Il Maresciallo Guglielmo Bacci ed il Sergente Zotti vennero feriti, ma riuscirono a ritornare alla base.<ref name="Gustavsson and Slongo 2009, p. 64">Gustavsson and Slongo 2009, p. 64.</ref> Fu ferito - al collo - anche il comandante della pattuglia inglese, Edward 'Tap' Gordon Jones che, con l'aereo danneggiato, dovette abbandonare il combattimento, scortato dal Gloster del ''Sergeant'' Donald Gregory. Quest'ultimo rivendicò l'abbattimento di ben tre Fiat. Due abbattimenti vennero rivendicati dal comandante Jones ed un altro C.R.42 venne dichiarato abbattuto dal ''Flying Officer'' Wanklyn Flower. In realtà la Regia Aeronautica perse tre biplani: uno per collisione, quello pilotato da Pacini, ed un terzo, su cui volava Giorgio Graffer, che restò ucciso. I piloti italiani dichiararono l'abbattimento di quattro Gladiator, ma la RAF subì solo la perdita del Gloster entrato in collisione, oltre al danneggiamento di quattro velivoli (grave in due casi).<ref name="Skulski 2007, p. 31">Skulski 2007, p. 31.</ref>Per la Regia Aeronautica era il colpo più grave subito dall'inizio della campagna di Grecia.<ref name="Gustavsson and Slongo 2009, p. 64"/> Graffer venne decorato con la massima onorificenza militare, la [[Medaglia d'oro al valor militare]] alla memoria. A lui è ora intitolato il [[50º Stormo]] dell'[[Aeronautica Militare Italiana]].
Pochi giorni dopo, il 3 dicembre i C.R.42, si rifacevano ai danni dei greci, abbattendo quattro [[Państwowe Zakłady Lotnicze|PZL]] dell' dell’''Ellinikí Vasilikí Aeroporía''. Ma il giorno seguente, uscivano di nuovo sconfitti in uno scontro con la RAF: sopra [[Tepelenë]], 30 Gladiator ingaggiarono uno scontro con 12 C.R.42 del 150º Gruppo, guidato dal [[tenente colonnello]] Rolando Pratelli, e dieci Fiat G.50bis del 154º Gruppo.<ref>{{Cita web |url=http://surfcity.kund.dalnet.se/commonwealth_vale.htm |titolo=Commonwealth biplane fighter aces - William Vale |autore=Håkan Gustavsson |editore=Håkans aviation page: Biplane Fighter Aces from the Second World War |data=10 aprile 2011 |lingua=en |accesso=18 marzo 2011}}</ref> I britannici dichiarano l'abbattimento di nove aerei italiani, ma le perdite della Regia furono solo due: il tenente Alberto Triolo e il sottotenente Paolo Penna, del 150º Gruppo, abbattuti e uccisi dall'asso "Pat" Pattle, da poco giunto in Grecia dal [[Nordafrica]], che in quella giornata rivendicò anche l'abbattimento di due bombardieri italiani<ref name= Forgotten/>.
 
Per tutto il mese di dicembre i combattimenti aerei si succedettero furiosi con rivendicazioni di abbattimenti fortemente sovrastimate da entrambe le parti. Il 21 dicembre, ad esempio, 15 "Falchi" intercettarono 20 Gladiator e dichiararono nove vittorie aeree a fronte di due perdite<ref name="ReferenceA"/>: il tenente Mario Gaetano Carancini e il tenente Mario Frascadore del 160º Gruppo. La RAF, però, ammise solo due abbattimenti (quello del Gladiator N.5854, pilotato dal ''Flying officer'' A.D. Ripley, visto precipitare in fiamme, e quello del Gloster N.5816 dello ''Squadron leader'' William Joseph "Bill" Hickey, il cui paracadute prese fuoco appena lanciatosi) e rivendicò ben otto aerei abbattuti e tre probabili!<ref>{{Cita web |url=http://surfcity.kund.dalnet.se/commonwealth_hickey.htm |titolo=Commonwealth biplane fighter aces - William Hickey |autore=Håkan Gustavsson |editore=Håkans aviation page: Biplane Fighter Aces from the Second World War |data=10 aprile 2011 |lingua=en |accesso=18 marzo 2011}}</ref> Entro la fine di dicembre l'80 ''Squadron'' rivendicò la distruzione di non meno di 40 aerei italiani per la perdita in azione di soli sei Gladiator<ref name= Forgotten/>, cifre che trovano solo parziale conferma nei registri della Regia Aeronautica.
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