Differenze tra le versioni di "Manuel Dorrego"

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== Biografia ==
Quinto figlio del ricco mercante [[Portogallo|portoghese]] José Antonio do Rego e di María de la Ascensión Salas,<ref>{{cita|Brienza|pag. 36}}.</ref> Manuel Dorrego entrò a 15 anni al ''[[Colegio Nacional de Buenos Aires|Real Collegio di San Carlos]]'' e nel [[1810]] si trasferì a [[Santiago del Cile]] per studiare [[legge]] all'Università San Felipe. In questa città fu presto contagiato dalle idee indipendentiste, ponendosi a capo di un gruppo di studenti che manifestarono per le dimissioni del governatore [[Spagna|spagnolo]]. A 23 anni abbandonò gli studi per entrare nelle milizie cilene, distinguendosi nella repressione di un movimento controrivoluzionario; l'azione gli valse i gradi di capitano.<ref name=Ortiba>{{cita web|url=http://www.elortiba.org/dorrego.html|lingua=es|titolo=Rivista digitale El Ortiba - Cuadernos de la memoria. Manuel Dorrego.|accesso=26 dicembre 2011|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20120106012818/http://www.elortiba.org/dorrego.html|dataarchivio=6 gennaio 2012}}</ref>
 
=== Le guerre d'indipendenza ===
Nel [[1811]] Manuel Dorrego raggiunse l'Argentina con 400 volontari cileni per rafforzarne l'esercito, impegnato nella guerra per l'indipendenza del paese. Dopo essersi distinto nella spedizione che cercò di dare aiuto agli insorti di [[Cochabamba]], nella quale rimase ferito, ebbe un importante ruolo nelle battaglie di [[battaglia di Tucumán|Tucumán]] e di [[battaglia di Salta|Salta]].<ref name=Ortiba />
 
Arrestato per indisciplina, non partecipò alle sconfitte di [[battaglia di Vilcapugio|Vilcapugio]] e [[battaglia di Ayohuma|Ayohuma]], facendo dire allo stesso [[José de San Martín|San Martín]] che la presenza di Dorrego avrebbe potuto cambiare la sorte degli scontri.<ref>{{cita|López|pag. 13}}.</ref> Reincorporato nell'esercito, ne protesse la ritirata dall'[[Alto Perù]] ricevendone solenni elogi<ref>{{cita|López|pag. 14}}.</ref> prima di venire di nuovo allontanato per aver mancato di rispetto a [[Manuel Belgrano|Belgrano]].<ref>Il generale Lamadrid raccontò nel 1855 che Dorrego, invitato ad una riunione destinata ad "uniformare le voci di comando", parlò dopo Belgrano imitandone la voce, facendo infuriare il generale San Martín.{{cita web|url=http://www.lagazeta.com.ar/dorrego.htm|lingua=es|titolo=La Gazeta Federal - Manuel Dorrego}}</ref>
 
Assegnato in seguito al generale [[Carlos María de Alvear]] a Buenos Aires, fu da questi mandato contro le truppe federaliste di [[José Gervasio Artigas]]; il 6 ottobre [[1814]] Dorrego sconfisse a [[Battaglia di Marmarajá|Marmarajá]] [[Fernando Otorgués]], luogotenente di Artigas,<ref>{{cita|López|pag. 132}}.</ref> venendo però in seguito sconfitto il 10 gennaio [[1815]] da [[Fructuoso Rivera]] a [[battaglia di Guayabos|Guayabos]].<ref name=Ortiba />
 
===L'esilio e il primo governo===
Avvicinatosi alle posizioni federaliste, Dorrego si trovò ad avere diversi scontri con [[Juan Martín de Pueyrredón]], Direttore Supremo delle [[Province Unite del Río de la Plata]]; in particolare il suo desiderio di non partecipare più alla [[guerra civile]] e di raggiungere a [[Mendoza (Argentina)|Mendoza]] il generale San Martín, che si apprestava alla sua spedizione militare sulle [[Ande]], gli costarono nel [[1816]] l'[[esilio]] a [[Baltimora]], negli [[Stati Uniti d'America]].<ref>{{cita|Brienza|pagg.166 - 174}}.</ref> Riuscì a tornare a Buenos Aires nel [[1820]], alla caduta del Direttorio.<ref name=Ortiba />
 
Nel mezzo dell'anarchia interna argentina di quell'anno si trovò in meno di due mesi a comandare la guarnigione militare della capitale argentina, trovandosi ad assumere la carica di governatore provvisorio.<ref>{{cita|Brienza|pagg. 184 - 185}}.</ref> Affrontò in seguito le truppe di [[Estanislao López]], che marciava verso Buenos Aires, venendone sconfitto a [[battaglia di Gamonal|Gamonal]]. Presentatosi alle elezioni per la carica di governatore, fu sconfitto da [[Martín Rodríguez (politico)|Martín Rodríguez]], facendo riconoscere quest'ultimo dalle sue truppe. Le idee politiche sempre più federaliste di Dorrego però non gli impedirono di venire di nuovo esiliato dal nuovo governo provinciale; dopo un breve periodo a Mendoza si trasferì così a [[Montevideo]] prima che una legge gli permettesse il ritorno in Argentina.<ref name=Ortiba />
 
===L'opposizione a Rivadavia===
Il suo governo presentò misure a favore dei grandi proprietari terrieri, come la libertà di esportazione di carne, al pari di altre destinate alle classi meno abbienti, come la sospensione della leva obbligatoria e lo stabilimento di un prezzo massimo per il pane. Il protrarsi della guerra con il Brasile, però, gli fece perdere presto il favore dei primi.<ref name=Ortiba /> Rifiutato il piano di pace negoziato in precedenza, che rendeva inutili le vittorie argentine sul campo e che aveva fatto cadere il governo Rivadavia, Dorrego accettò la mediazione [[Regno Unito|inglese]], accettando la costituzione di uno stato indipendente (l'[[Uruguay]]); il governatore era convinto che al termine di un periodo di non ingerenza di cinque anni questo sarebbe tornato pacificamente a far parte delle Province Unite.<ref>{{cita web|url=http://www.ucema.edu.ar/ceieg/arg-rree/3/3-033.htm|lingua=es|titolo=Universidad del CEMA - Historia general de las relaciones exteriores de la República Argentina - La segunda etapa de la misión Ponsonby|accesso=26 dicembre 2011}}</ref> La firma del trattato fu la causa della caduta del governo di Dorrego: approfittando dello scontento nella popolazione e nell'esercito gli esponenti della fazione centralista organizzarono presto una congiura.<ref>{{cita web|url=http://www.ucema.edu.ar/ceieg/arg-rree/3/3-034.htm|lingua=es|titolo=Universidad del CEMA - Historia general de las relaciones exteriores de la República Argentina - Consecuencias de la guerra para Las Provincias Unidas|accesso=26 dicembre 2011}}</ref>
 
La mattina del primo dicembre [[1828]] i congiurati presero il potere a Buenos Aires; Dorrego, fuggito dalla capitale, provò ad organizzare la resistenza all'interno della provincia. Il capo dei rivoltosi, [[Juan Lavalle]], tuttavia non gli diede la possibilità di farlo: il 9 dicembre si precipitò con le sue truppe sulle forze del governatore destituito, ancora disorganizzate, e lo sconfisse nella [[battaglia di Navarro]]. Il giorno successivo Dorrego fu tradito da due suoi ufficiali; consegnato a Lavalle, fu fucilato il 13 dicembre.<ref>{{cita|Rosa|pagg. 96 - 101}}.</ref>
 
== Note ==
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