Spazio geografico: differenze tra le versioni

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Lo '''spazio geografico''' è un concetto utilizzato dalla [[Geografia]] per definire lo ''spazio fisico organizzato da parte della società'' o meglio dall'organizzazione della [[Società (sociologia)|società]] vista da un’''ottica spaziale''. ''Lo spazio fisico'' è il luogo nel quale gruppi umani si relazionano con l'ambiente, quindi è una costruzione sociale, che viene studiata come concetto geografico di [[paesaggio]] nelle sue distinte manifestazioni (paesaggio naturale, paesaggio umanizzato, paesaggio agrario, paesaggio industriale, paesaggio urbano, etc.). Si usa anche il termine ''territorio''. Dal punto di vista dello studio sull'organizzazione della società, il termine spazio geografico fa riferimento ''<nowiki/>'<nowiki/>'' all'organizzazione economica, politica e culturale della società osservata da un punto di vista ''geometrico'', come un insieme di nodi ([[città]]); linee ([[infrastrutture]] di trasporto e comunicazione); aree (utilizzo del [[suolo]], luoghi); flussi (scambio di informazioni, mercanzie); gerarchie ([[Quartiere|quartieri]] di città e [[Luogo|luoghi]]) e diffusione. Questa ultima definizione è strettamente legata alla tradizione dell'analisi spaziale in geografia.
 
Secondo ''Jean Tricart''ː "Nel suo senso più ampio, lo spazio geografico è l'''epidermide del [[Terra|pianeta Terra]]''". Lo spazio geografico possiede due dimensioni fondamentali, la [[Luogo|localizzazione]] e l'[[ecologia]]. Così si definiscono due grandi sistemi che interagiscono tra loro e che formano lo spazio geografico.<ref>{{Cita libro|nome=Claudio|cognome=Saragosa|titolo=L'insediamento umano: ecologia e sostenibilità|url=https://books.google.com/books?id=ijFxStSotGYC|accesso=8 settembre 2016|data=1º gennaio 2005|editore=Donzelli Editore|ISBN=9788879899505}}</ref> Questa definizione raggruppa tre delle principali tradizioni di ricerca geografica: l'analisi spaziale, la paesaggistica e l'ecologia-ambientale.
 
[[File:Analisis_Espacial.jpg|miniatura|Spazio geografico come un insieme di: A) [[Flusso]], B) [[Linea]] o [[Canale]], C) [[Nodi]], D) [[Gerarchie]], E) Aree o [[Superfici]] e F) Diffusioni]]
Quelle porzioni di spazio geografico che si trovano sotto un ordine amministrativo portano il nome di territorio, formato da municipi, e distinte unità superiori, che possono avere validità naturali, storiche o amministrative, come le contee, le [[Provincia|province]] e le [[Regione geografica|regioni]] (la cui difficile definizione non impedisce che la geografia regionale sia la base tradizionale del lavoro geografico); le entità superiori ([[Nazione|nazioni]] o [[stati]]) solitamente troppo grandi per possedere uniformità da un punto di vista geografico dalla [[geografia fisica]], ma ciò nonostante sono elementi principali dell'organizzazione, gli studi accademici e quelli di divulgazione. Le entità sovranazionali ([[Continente|continenti]]), e l'insieme delle terre emerse e gli [[Oceano|oceani]], sarebbero la categoria precedente alla considerazione di una geografia planetaria. La possibilità che offrono le recenti scienze planetarie ([[esobiologia]] ed astrogeologia) permetteranno ad un certo punto studi geografici interplanetari.
 
L'analisi geografica dello spazio geografico può svilupparsi da diverse prospettive; dalla teoria della localizzazione<ref>{{Cita libro|nome=Eliseo|cognome=Bonetti|titolo=La teoria della localizzazione|url=https://books.google.com/books?id=rfN1HAAACAAJ|accesso=8 settembre 2016|data=1º gennaio 1961|editore=Università degli studi di Trieste, Facoltà di economia e commercio}}</ref>; dalla geografia storica; dalle [[Tecnologia|tecnologie]]; dagli insiemi spaziali; dalla configurazione delle reti ed i movimenti, o a partire del dualismo tra spazi urbani e spazi rurali.
 
Nell'attualità, l'analisi dello spazio geografico ha presentato la [[globalizzazione]] della società, una [[dicotomia]]. Da un lato, ''lo spazio mondiale'', caratterizzato da [[Rete di computer|reti]] e [[Trasporto|flussi]] globali e, dall'altro, ''lo spazio dei luoghi'', ''delle regioni, delle città e delle identità culturali''. Così, lo spazio geografico viene osservato tra globale e locale. Deve essere inteso come un esempio, un [[fatto sociale]], così come storia e struttura; ed oggi giorno, come uno ''spazio totale''
 
=== Lo spazio geografico: nelle distinte scuole geografiche ===
I greci già parlavano dell'ecumene, riferendosi, in tal caso, all'insieme del mondo conosciuto da una cultura, a quella porzione di Terra permanentemente abitata, la quale si relaziona strettamente con la geografia umana. Si considera la Terra come abitata della specie umana e si mette in discussione il rapporto di interdipendenza tra l'umanità ed il suo [[habitat]]. Il punto di vista geografico si confonde con quello [[etnografico]] per passare a delimitare le sue zone abitate, dando luogo ad altre ''ecúmenes''<ref>{{Cita libro|nome=María Luisa|cognome=Gentileschi|titolo=Geografia della popolazione|url=https://books.google.com/books?id=2H3oAAAAIAAJ|accesso=8 settembre 2016|data=1º gennaio 1991|editore=Nuova Italia scientifica}}</ref>, oltre quella greca.
 
Il riconoscimento della Terra li porta a conoscere altri spazi, deserti ed abitati, ed altri modi d'abitare. La [[cartografia]] contribuisce a precisare le localizzazioni e le distribuzioni; le scuole geografiche nazionali sviluppano i loro interessi e i loro metodi. La teoria di una sola ecúmene nella Terra scompare anche se si continua con alcune teorie filosofiche, come nel caso di [[Immanuel Kant|Kant]] che nell'esporre il dovere del cittadino trova che abitare la Terra è comportarsi come un cittadino del mondo.
L'evoluzione di una umanità divisa in [[ecumene|ecumeni]] distinte per una sola ecumene unita dà luogo al principio di unità terrestre che fonda la geografia umana.
 
Max Sorre<ref>{{Cita libro|nome=Maria|cognome=Mautone|nome2=Anna Maria|cognome2=Frallicciardi|titolo=Itinerari di geografia fra tradizione e cambiamento|url=https://books.google.com/books?id=QChjzs5yd3EC|accesso=8 settembre 2016|data=1º gennaio 2003|editore=Guida Editori|ISBN=9788871886404}}</ref> Sviluppa questo concetto della “ecumene unita” di Vidal de la Blache ed arriva a dire che la Terra è innanzitutto un [[habitat]] nel senso biologico, dove il genere umano vive e si riproduce, dividendosi in sé stesso in [[Razza|razze]] adattate a mezzi differenti ([[determinismo]] geografico, opposto al possibilismo).<ref>[https://web.archive.org/web/20060909212444/http://courses.washington.edu/anth457/hist-lec.htm University of Washington lecture.]</ref> Si inizia ad intravedere uno spazio che preoccupa la società. Max Sorre fa dell'ecumene una nozione chiave della geografia umana.
 
Anni più tardi, seppur sembra essere giunti alla fine della geografia classica, O. Dollfus, la riscopre cercando di ridurre quelli che tentano riformulare il progetto geografico:
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