Differenze tra le versioni di "Tarocchi"

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Una prima descrizione di "carte de trionfi" compare nella lettera che accompagnava un mazzo di carte inviato dal capitano Jacopo Antonio Marcello a [[Isabella di Lorena]], consorte di [[Renato d'Angiò]] nel 1449. Il mazzo non è giunto fino a noi, ma allegata alla lettera c'era un trattato in latino di [[Marziano da Tortona]], segretario di [[Filippo Maria Visconti]], duca di Milano. Marziano descrive esplicitamente solo ventiquattro carte del mazzo: sedici carte illustrate con immagini di [[Mitologia greca|divinità greche]] e quattro carte illustrate con Re, ma si può dedurre dal contenuto che con tutta probabilità a esse si aggiungevano un mazzo di carte tradizionali i cui semi erano però rappresentati da uccelli. Nonostante le diversità rispetto al mazzo di tarocchi tradizionali è comunque un esempio dell'evoluzione dei mazzi del periodo. Nel suo trattato Marziano attribuisce l'idea del mazzo al duca Filippo Maria Visconti e la sua illustrazione a [[Michelino da Besozzo]]. In base a quest'ultimo punto si può datare il mazzo ad un periodo tra il 1414 e il 1425<ref>{{Cita|Farley|pp. 35-36|titolo=A Cultural History of Tarot}}.</ref>.
 
I mazzi più antichi ancora esistenti sono stati realizzati in lombardia per la famiglia Visconti e sono generalmente attribuiti al pittore di corte [[Bonifacio Bembo]]<ref>{{Cita|Bandera}}.</ref>. Le carte sono miniate col fondo in foglia d'oro o d'argento e lavori di [[punzonatura]], il loro prezzo non è pervenuto ma era certamente molto alto. Il più antico dei tre è detto [[Tarocchi Visconti di Modrone]] (dal nome del [[Visconti#Visconti di Modrone|ramo cadetto dei Visconti]] che l'ha posseduto) o anche Cary-Yale (poiché è conservato nella collezione Cary della [[Beinecke Rare Book and Manuscript Library]] dell'[[Università di Yale]]). La sua struttura differisce lievemente da quella dei mazzi correnti, ogni seme contiene sei figure di corte (tre maschili e tre femminili) anziché quattro e negli undici trionfi rimasti ce ne sono alcuni non entrati nella tradizione, come i tre dedicati alle [[virtù teologali]] (fede, speranza e carità)<ref name=Farley-38>{{Cita|Farley|p. 38|titolo=A Cultural History of Tarot}}.</ref>. Un secondo mazzo, i Tarocchi Brera-Brambilla, di cui i trionfi rimasti sono solo due (La Ruota della Fortuna e L'Imperatore) viene datato tra il 1442 e il 1445<ref name=Farley-38 />. Il terzo e più completo mazzo, detto [[MazziTarocchi ViscontiPierpont-Sforza|TarocchiMorgan Visconti-Sforza]]Bergamo, fu realizzato per [[Francesco Sforza]] e la moglie [[Bianca Maria Visconti]]. Di quest'ultimo sopravvivono diciannove trionfi (mancano Il Diavolo e La Torre), anche se sei di esse (Temperanza, Forza, La Stella, La Luna e Il Mondo) sono carte aggiunte successivamente e dipinte da un altro pittore<ref name=Farley-38 />.
 
Ulteriori frammenti di mazzi sono di origine ferrarese: per esempio i tarocchi detti di [[Carlo VI di Francia|Carlo VI]] conservati alla [[Bibliothèque nationale de France]]; quelli detti "di Alessandro Sforza" conservati al Museo di [[Castello Ursino]] a [[Catania]]<ref>{{cita web|url=http://www.artivisive.sns.it/fototeca/scheda.php?id=58532|titolo=Bottari Stefano, I "Tarocchi" di Castello Ursino e l'origine di Bonifacio Bembo|accesso=30 agosto 2017}}</ref>; quelli di [[Ercole I d'Este]] conservati alla Yale University Library. Il fatto che quasi tutti questi giochi (ed altri più recenti) siano giunti incompleti è evidentemente legato alla fragilità del supporto cartaceo ed alle citate persecuzioni che subirono le carte da gioco (spesso soggette a roghi oppure sciolte nel macero per ricavarne [[cartapesta]] da riutilizzare).
 
== I mazzi storici ==
 
{{vedi anche|Tarocchi Visconti di Modrone}}
{{vedi=== anche|MazziI Tarocchi Visconti- Sforza}} ===
Si tratta di una serie di mazzi realizzati attorno alla metà del Quattrocento, alla corte dei [[Ducato di Milano|Duchi di Milano]], secondo la critica dal miniatore cremonese [[Bonifacio Bembo]], di cui sono giunti fino a noi tre esemplari, Il mazzo Visconti di Modrone, Il mazzo Brera-Brambilla e Il mazzo Pierpont-Morgan Bergamo. Sono realizzati con fogli sovrapposti di cartoncino pressati a stampo, con figure eseguite in oro, argento e policromia con largo uso di azzurro<ref>"Quelle carte de triumphi che se fanno a Cremona". I tarocchi dei Bembo. Dal cuore del Ducato di Milano alle corti della valle del Po, Marco Tanzi- Sandrina Bandera, Skira, Milano, 2013; catalogo della mostra a Milano, PINACOTECA DI BRERA, 20 febbraio - 7 aprile 2013.</ref>.{{vedi anche|Mazzi Visconti-Sforza|Tarocchi Visconti di Modrone}}
=== I tarocchi del Mantegna ===
{{vedi anche|Tarocchi del Mantegna}}