Differenze tra le versioni di "La guerra dei mondi (romanzo)"

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Il protagonista, che nel frattempo si era rifugiato in un edificio in rovina sulle sponde del Tamigi, incontra un [[Pastore (religione)|pastore]] impazzito per il trauma dell'invasione. Egli è convinto che i marziani siano creature [[Satanismo|sataniche]] giunte per annunciare l'[[Armageddon]]. Nei giorni seguenti, il protagonista e il pastore vagano fino ad una casa abbandonata, dove però un altro cilindro precipita nelle immediate vicinanze, e così i due possono spiare per qualche giorno cosa fanno i marziani. Il protagonista cerca disperatamente di calmare il pastore per non attirare i Tripodi. Ma un giorno il pastore esce allo scoperto urlando evasioni evangeliche, e il protagonista è costretto a colpirlo facendogli perdere i sensi, nascondendosi nella [[carbonaia]], mentre il corpo del pastore viene trascinato via dai marziani. Più tardi, il protagonista si reca verso il centro di Londra. Qui ritrova l'artigliere ritirato, in preda a [[schizofrenia]], che scava una buca per attuare i suoi piani per la futura resistenza, che sarebbe dovuta svolgersi nei sotterranei della città. Il protagonista prosegue lasciando il soldato ai suoi deliri.
[[File:Woking tripod.JPG|thumb|left|Un tripode alieno rappresentato in una scultura a Woking, nel Surrey.]]
 
Il protagonista alla fine decide di uccidersi gettandosi verso i Tripodi. Scopre però con sorpresa che i marziani, insieme alla pianta rossa, sono morti a causa dei [[batteri]] dell'atmosfera terrestre, ai quali gli umani sono immuni. Gli uomini iniziano a ripopolare il paese e il clima terrestre ritorna normale. Nel finale, il protagonista torna a casa sua ricongiungendosi con la moglie, che credeva morta e viceversa.