Differenze tra le versioni di "Luigi Pollari Maglietta"

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|Epoca = 1900
|Attività = generale
|Attività2 = dirigente sportivo
|Nazionalità = italiano
|PostNazionalità = , presidente del [[Vicenza Calcio]] nel 1920, già distintosi come ufficiale nel corso della [[guerra italo-turca]], fu comandante del genio militare della 3ª, 1ª 4ª e 6ª Armata durante il corso della [[prima guerra mondiale]]. Promosso al rango di [[tenente generale]] nel 1919, era decorato con la [[Ordine militare di Savoia|Croce di Ufficiale dell’Ordine militare di Savoia]] e la [[Valor militare|Medaglia di bronzo al valor militare]]. Dopo l'esito negativo della [[battaglia di Caporetto]] che portò allo sfondamento del fronte italiano tenuto dalla 2ª Armata del generale [[Luigi Capello]], egli fu convocato d’urgenza da Cadorna per un parere consultivo, su dove attestare la linea difensiva italiana, e fu lui a sconsigliare Cadorna di attestarsi sul fiume [[Tagliamento]], che per conformazione male si adattava ad essere difeso, ripiegando invece sulla linea del [[Piave]]
}}
 
[[File:Verena3.jpg|thumb|left|Una torre con pezzo d'artiglieria da 149/35 A del [[Forte Verena]] fotografata dopo l'occupazione austriaca.]]
Con lo scoppio [[Prima guerra mondiale|della guerra]]<ref name=R6p8/> il 24 maggio [[1915]], assunse il comando del genio del V Corpo d’armata<ref name=R6p9>{{Cita|Rinaldi 1996|p. 9}}.</ref> prendendo parte nel corso dell’estate ad una ricognizione che portò nel mese di settembre alla rioccupazione del [[Monte Costone]], caduto in mano agli austriaci in giugno.<ref name=R6p9/> Nel settembre 1915 assunse l’incarico di comandante del genio della 3ª Armata<ref name=R6p9/> operante nel settore dell’[[Isonzo]],<ref name=R6p9/> venendo promosso [[maggiore generale]]<ref name=R6p10>{{Cita|Rinaldi 1996|p. 10}}.</ref> per meriti di guerra verso la fine dell’anno. Dopo che l’alto comando austriaco ebbe lanciato la [[Strafexpedition]] il nuovo comandante della 1ª Armata, generale [[Guglielmo Pecori Giraldi]], chiese, ed ottenne che egli assumesse anche il comando del Genio della 1ª Armata.<ref name=R6p10/> In quei giorni il [[Comando supremo militare italiano|Comando Supremo]] costituì una nuova armata,<ref name=R6p10/> la 5ª al comando del generale [[Pietro Frugoni]], che avrebbe dovuto bloccare il nemico in caso questi fosso sboccato sulla pianura padana. In quel frangente il generale [[Luigi Cadorna|Cadorna]]<ref name=R6p10/> gli diede istruzioni particolari per realizzare opere difensive a nord ovest di Vicenza e attorno a [[Treviso]] e lungo il corso del fiume Sile.<ref name=R6p10/> Dopo la fine dell’emergenza rientrò presso il comando del genio della 3ª Armata per partecipare alla [[Sesta battaglia dell'Isonzo|conquista]] di [[Gorizia]] nell’estate del [[1916]].<ref name=R6p11>{{Cita|Rinaldi 1996|p. 11}}.</ref> Verso la fine di quell’anno, su disposizione del Comando Supremo, fu posto al comando della Direzione Generale dei Lavori di Difesa<ref name=R6p11/> (D.G.L.D.)<ref group=N>Tra i primi provvedimenti presi vi fu il completamento del campo trincerato di Treviso e delle difese lungo il corso del Sile, organizzando la difesa dei monti [[Monte Tomba|Tomba]], Salder e del [[Montello (colle)|Montello]], e studiando la realizzazione di un campo trincerato a difesa di Padova.</ref> dove rimase fino al suo scioglimento avvenuto alla metà del 1917,<ref name=R6p11/> passando poi al comando del genio della 4ª Armata, posizionata nel settore del [[Cadore]].<ref name=R6p11/> Entrato in urto con il comandante dell’armata, generale [[Mario Nicolis di Robilant]],<ref name=R6p12>{{Cita|Rinaldi 1996|p. 12}}.</ref> rimase a [[Belluno]] solo tre mesi per ritornare a disposizione del Comando Supremo a [[Udine]], ed inviato in missione ispettiva a [[Taranto]].<ref name=R6p12/> Dopo il nefasto esito della [[battaglia di Caporetto]] che portò allo sfondamento del fronte italiano tenuto dalla 2ª Armata del generale [[Luigi Capello]] egli fu convocato d’urgenza da Cadorna per un parere consultivo,<ref name=R6p12/> e in quello stesso colloquio ricevette l’ordine di predisporre le difese sul [[fiume]] [[Piave]], per passare quindi a quelle dell’[[Adige]] e del [[Po]],<ref name=R6p12/> ricevendo pieni poteri indipendenti da quelli del comando militare del genio.<ref group=N>Dispaccio n.5141 di protocollo G.M. indirizzato da Cadorna ai vari comandi, compresso quello generale del genio.</ref> Il 30 ottobre prese parte all’incontro tra Cadorna e il generale [[Francia|francese]] [[Ferdinand Foch]] in cui illustrò a quest’ultimo il piano di difesa italiano del Piave.<ref name=R6p13>{{Cita|Rinaldi 1996|p. 13}}.</ref> Dopo la sostituzione di Cadorna alla testa del Regio Esercito con [[Armando Diaz|Diaz]], gli fu affidato il comando del genio della 6ª Armata operante sugli altopiani, dove realizzò tre linee di resistenza tra la [[Val d'Astico]] e la Val Brenta, e numerose opere minori.<ref name=R6p13/> Tali difese consentirono all’armata di resistere brillantemente durante l’[[Battaglia del Solstizio|offensiva]] lanciata dal nemico il 15 giugno [[1918]],<ref name=R6p13/> e terminata nella giornata del 25 con il ritorno degli austro-ungheresi sulle linee di partenza.<ref name=R6p13/> Per tale merito fu poi elevato al rango di [[tenente generale]],<ref name=R6p14>{{Cita|Rinaldi 1996|p. 14}}.</ref> studiando nel contempo come rifornire le truppe di armi, viveri e munizioni in vista di una vasta manovra offensiva da realizzarsi nella primavera del [[1919]] che avrebbe portato l’esercito imperiale al collasso.<ref name=R6p14/> Tale evento si realizzò nel [[Battaglia di Vittorio Veneto|novembre]] 1918, e subito dopo il termine delle operazioni il generale [[Pietro Badoglio]],<ref name=R6p14/> Sottocapo di stato maggiore, lo nominò Ispettore Tecnico delle Direzioni Militari di lavoro per le Provincie Liberate e Redente<ref name=R6p14/> con il compito di sovraintendere alla fase iniziale dell’avvio delle opere di ricostruzione, operando parallelamente al neocostituito<ref group=N>Il Ministero delle Terre Liberate fu ufficialmente costituito nel maggio 1919.</ref> [[Terre liberate|Ministero delle Terre Liberate]].<ref name=R6p14/> Tale compito lo portò ad operare in un mondo che lui non conosceva, fatto di speculatori di ogni genere, fidandosi dei propri collaboratori che pensava fossero onesti come lui iniziarono a circolare voci di sperpero di denaro pubblico,<ref name=R6p15>{{Cita|Rinaldi 1996|p. 15}}.</ref> tanto che per la realizzazione di una linea filoviaria tra [[Marostica]] e il passo del Pùffele con prolungamento ad [[Asiago]] fu sottoposto a procedimento giudiziario<ref name=R6p15/> presso il [[Tribunale militare]] di Verona dal quale uscì assolto da ogni accusa il 15 agosto [[1922]].<ref name=R6p15/> Lasciato il servizio attivo nel [[1924]] si dedicò all’insegnamento<ref name=R6p15/> e all’attività tecnica privata fino alla sua morte,<ref name=R6p4/> avvenuta a Vicenza nel [[1949]].<ref name=V0p420/>
 
===Presidenza del Vicenza Calcio===
{{vedi anche|Storia del Vicenza Calcio}}
Il tenente generale Luigi Maglietta assunse la presidenza del [[Vicenza Calcio]]<ref>{{cita web|url=http://www.vicenzacalcio.com/storia/1919-1930-si-ricomincia/|editore=[[Vicenza Calcio]]|titolo=1919-1930: Si ricomincia}}</ref><ref>{{cita web|url=http://www.museovicenzacalcio1902.net/it/node/430|editore=MuseoVicenzaCalcio1902.net|titolo=Luigi Maglietta}}</ref> nella stagione [[Associazione Del Calcio Di Vicenza 1920-1921|1920-1921]], succedendo all'imprenditore [[Giacomo Sartea]],<ref>{{cita web|url=http://www.museovicenzacalcio1902.net/viste/presidenti|editore=MuseoVicenzaCalcio1902.net|titolo=Presidenti}}</ref><ref>{{cita web|url=http://www.museovicenzacalcio1902.net/it/node/429|editore=MuseoVicenzaCalcio1902.net|titolo=Giacomo Sartea}}</ref> ma già nel settembre [[1920]] dovette dimettersi in quanto trasferito e al suo posto venne nominato il cavaliere [[Riccardo Sebellin]].<ref>{{cita web|url=http://www.museovicenzacalcio1902.net/it/node/431|editore=MuseoVicenzaCalcio1902.net|titolo=Riccardo Sebellin}}</ref>
 
==Onorificenze==
* {{cita libro|autore=Mark Thompson|titolo=La guerra bianca. Vita e morte sul fronte italiano 1915-1919|editore=Il Saggiatore s.p.a.|città=Milano|anno=2009|ISBN=88-6576-008-7|cid=Thompson 2010}}
* {{cita libro|autore=[[Andrea Vento]]|titolo=In silenzio gioite e soffrite. Storia dei servizi segreti italiani dal risorgimento alla guerra fredda|editore=Il Saggiatore|città=Milano|anno=2010|isbn=88-428-1604-3|cid=Vento 2010}}
* ''L'ACIVI: L'Associazione Calcio Vicenza'' – Edizione La Tifoidea, Vicenza, 1930
* Francesco Severo Baldisseri, Giuseppe Guarini, Arturo Zucchermaglio, ''Storia dell'Associazione Calcio Vicenza 1902-1933'' – Tipografia Brunello, Vicenza, 1933
* Gianmauro Anni, ''L.R. Vicenza: una squadra per il Veneto. La storia del Vicenza Calcio dal 1902 al 1978'' – Edi-Grafica, Firenze, 1978
* Alberto Belloni, Guido Meneghetti, Luca Pozza, ''I cento anni della Nobile Provinciale'' – Edizioni Archimedia, Vicenza, 2002
* Stefano Ferrio, ''Il secolo biancorosso – Cento anni di Vicenza Calcio'' – Società Editrice Athesis, S.Martino B.A. (Vr) in collaborazione con [[Il Giornale di Vicenza]], 2002
* ''CentoVicenza: la mostra 1902-2002 Cento anni biancorossi della Nobile Provinciale - 9 marzo 2002 - 20 aprile 2002, Vicenza, Palazzo Thiene'', Vicenza, 2002
* Andrea Fabris, ''Vicenza Calcio 1902-2002'' – [[Vicenza Calcio]], Vicenza, 2002
* [[Biblioteca civica Bertoliana]]
 
=== Pubblicazioni ===
==Voci correlate==
* [[Forte Verena]]
*[[Vicenza Calcio]]
*[[Storia del Vicenza Calcio]]
 
==Collegamenti esterni==
* {{cita web|http://www.museovicenzacalcio1902.net/viste/presidenti|Presidenti}}
* {{cita web|http://www.museovicenzacalcio1902.net/it/node/430|Luigi Maglietta}}
 
{{Box successione
|carica=Presidente del [[Vicenza Calcio]]
|immagine=
|precedente=[[Giacomo Sartea]]
|successivo=[[Riccardo Sebellin]]
|periodo=[[1920]]
}}
 
{{Portale|biografie|calcio|Grande Guerra|guerra}}
 
[[Categoria:Militari italiani della prima guerra mondiale]]
[[Categoria:Cavalieri dell'Ordine della Corona d'Italia]]
[[Categoria:Ufficiali dell'Ordine della Corona d'Italia]]
[[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]]
[[Categoria:Presidenti del L.R. Vicenza Virtus]]
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