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:Se uomo e formica cadessero in assenza di aria, partendo alla stessa altezza (e da fermi) arriverebbero al suolo ''nello stesso istante e alla stessa velocità''. Questo perché l'unica forza agente sarebbe la forza peso, che determina la medesima accelerazione per tutti i corpi, indipendentemente dalla loro massa. Anche in questo caso, però, l'effetto dlel'impatto con il suolo sarebbe diverso, perché l'energia cinetica del corpo umano e quella della formica, a parità di velocità, sarebbero direttamente proporzionali alle rispettive masse: un uomo (diciamo di 70 kg) ha un'energia cinetica che è ''alcuni milioni di volte'' maggiore di quella di una formica (che pesa fra 1 e 10 mg). Senza dubbio, per fracassare l'esoscheletro di una formica ci vuole un'energia molto minore di quella necessaria a fracassare lo scheletro di un uomo (non mi ci fate pensare troppo), ma anche così è probabile che a parità di velocità l'essere umano riporterebbe dall'urto danni molto maggiori.
:Ma nella realtà uomo e formica non cadono nel vuoto, bensì nell'aria. Questa determina una resistenza fluidodinamica, che è proporzionale alla velocità e alla sezione del corpo che cade. In una caduta verticale, la resistenza dell'aria ha verso opposto all'accelerazione di gravità. Un corpo umano ha una sezione indubbiamente maggiore di quello della formica, quindi la rsistenza aerodinamica è sicuramente più grande. La sezione di un corpo, in prima approssimazione (cioè immaginando un corpo approssimativamente sferico) è proporzionale al ''quadrato'' del diametro del corpo. Ma la ''decelarazione'' determinata dalla rsistenza aerodinamica, come per qualunque forza, è data dal rapporto fra forza e massa: siccome la massa è (sempre in prima approssimazione) proporzionale al ''cubo'' del diametro, il risultato è che a parità di velocità la decelarazione dovuta alla resistenza aerodinamica è ''inversamente proporzionale al diametro'' del corpo.
:Veniamo ora al concetto di velocità limite. Il corpo che cade soggetto alla forza peso (costante) e alla resistenza aerodinamica (proporzionale alla velocità), accelera finché la resistenza aerodinamica non diventa uguale (e opposta) alla forza peso: a quel punto la risultante delle due forze è nulla e il corpo cade a velocità costante. La velocità a cui questo avviene è detta ''velocità limite''. Questo fa sì, ad esempio, che cadere da 1000 metri o da 10000 metri non faccia nessuna differenza, per quanto riguarda la velocità con cui si raggiunge il suolo, perché una volta raggiunta la velocità limite il corpo non accelera più (a margine, questa è la ragione per cui prima di Galileo si credeva che la velocità fosse proporzionale alla forza: è vero se si parla della velocità limite. Per verificare la proporzionalità fra forza e accelerazione - descritta dalla legge di Newton - si deve osservare un corpo che si muova in assenza di attriti e resistenze fluidodinamiche, cosa non facile in pratica). Come abbiamo visto, l'accelerazione di gravità non dipende dalla massa del corpo né dalla velocità, mentre l'accelerazione risultante dalla resistenza aerodinamica è direttamente proporzionale alla velocità e (circa) inversamente proporzionale al diametro del corpo. Quindi la velocità limite, in cui le due accelerazioni diventano uguali in modulo e si cancellano fra loro, è direttamente proporzionale al diametro del corpo. Per un corpo umano la velocità limite sarà pertanto più di cento volte maggiore di quella della formica. Se quindi entrambi, nella caduta, arrivano a raggiungere la velocità limite prima dell'impatto col suolo (la formica ci arriva quasi subito, l'uomo dopo un po'), l'energia cinetica al momento dell'impatto differirà per un ''ulteriore'' fattore 10000 (almeno). Questi sono, grosso modo, gli elementi che determinano l'"effetto di scala" di cui si è parlato (per fare i conti precisi bisognerebbe tenere conto delle diverse densità del corpo umano rispettoe alladi quello della formica, della forma diversa ecc., ma a quel punto si dovrebbe sapere anche se l'uomo cade di testa o di piatto, se per caso non indossa un paracadute... e le formiche possono anche avere le ali!) --[[Speciale:Contributi/130.192.193.197|130.192.193.197]] ([[User talk:130.192.193.197|msg]]) 18:53, 10 lug 2019 (CEST)
 
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