Differenze tra le versioni di "Raffaele Cutolo"

(→‎L'omicidio Viscito e il carcere: Molletta è quello a scatto non semplicemente a serramanico)
== Il ruolo negli omicidi Cuomo e Casillo ==
{{Vedi anche|Vincenzo Casillo|Mario Cuomo (criminale)}}
[[Vincenzo Casillo]] morì a Roma il 29 gennaio 1983 insieme a [[Mario Cuomo (criminale)|Mario Cuomo]], poiché vittima un'una[[bomba|autobomba]] nascosta nella sua [[automobile]]. Casillo morì sul colpo, Mario Cuomo invece sopravvisse ma rimase mutilato degli arti inferiori. Il 2 febbraio 1984 la donna di Casillo, Giovanna Matarazzo verrà ritrovata in un blocco di cemento, uccisa probabilmente a causa delle sue dichiarazioni al [[magistrato]] Carlo Alemi rispetto al collegamento tra la morte di Casillo e l'omicidio di [[Roberto Calvi]], perpetrato secondo la donna e secondo i pentiti dallo stesso Casillo. A creare confusione circa le dinamiche dell'attentato furono i collaboratori di giustizia della [[Nuova Camorra Organizzata|NCO]]: [[Giovanni Pandico]], [[Pasquale Barra]] (entrambi rivelatisi poi calunniatori di [[Enzo Tortora]]), Mauro Marra, Pasquale D'Amico e [[Claudio Sicilia]] (quest'ultimo membro della [[Banda della Magliana]]), nonché alcuni fedelissimi del boss di [[Ottaviano (Italia)|Ottaviano]]. Difatti in assenza di Raffaele Cutolo, oramai detenuto in regime di isolamento nel [[Carcere dell'Asinara]], Casillo era divenuto il nuovo capo della NCO. L'organizzazione criminale, in quel frangente privata del suo capo primordiale, decimata dagli arresti e di li a poco colpita dalle accuse dei collaboratori di giustizia, stava vivendo le sue fasi terminali; Casillo si sarebbe dunque adoperato per ricostituirne l'influenza ed il potere prima di essere vittima dell'attentato. A tal proposito si registrano le dichiarazioni di alcuni [[collaboratori di giustizia]]:
 
* Secondo [[Giovanni Pandico]] e [[Pasquale Barra]], due personaggi ricchi di risentimento verso Cutolo pur essendo ancora affiliati alla NCO, la morte di Casillo fu decisa dallo stesso Cutolo e messa in atto da un suo fedelissimo, [[Giuseppe Puca]], boss di [[Sant'Antimo (Italia)|Sant'Antimo]]. Il movente andrebbe rintracciato nel presunto tradimento di Vincenzo Casillo, reo di aver stretto legami con il clan Nuvoletta legato a [[Cosa Nostra]], gli storici nemici della NCO.
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