Differenze tra le versioni di "Michele Federico Althann"

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Nel 1724 Althann commissionò una straordinaria macchina [[pirotecnica]] "di capricciosa e nuova invenzione all'uso tedesco" per festeggiare, il 28 agosto il compleanno dell'imperatrice [[Elisabetta Cristina di Brunswick-Wolfenbüttel|Elisabetta]], moglie di [[Carlo VI d'Asburgo|Carlo VI]]. Lo stesso anno fece ingrandire il [[Teatro San Bartolomeo]]. [[Metastasio]] dedicò al viceré il suo primo melodramma,"Didone Abbandonata" e un gruppo di poeti arcadi nel [[1725]] pubblicò una raccolta in suo onore. Nel 1727 invece Althann commissionò all'artista romano [[Girolamo Pesci]] una tela raffigurante il ''Martirio di San Gennaro'', che fu inviata alla sua [[cattedrale]] di Vác.
 
Prima di lasciare Napoli, nel [[1728]] fece eseguire a [[Francesco Solimena]] una tela raffigurante se stesso nell'atto di offrire a [[Carlo VI d'Asburgo|Carlo VI]] il catalogo della pinacoteca imperiale (oggi al [[KunsthistorischeKunsthistorisches Museum]] di Vienna), che "suscitò un vero entusiasmo"<ref>''Civiltà del '700. Napoli 1734-1799'', cat. della mostra, vol. I, Napoli, 1979, p. 130</ref>.
 
==Il ritorno alla diocesi di Vác==
Nel giugno [[1728]] Althann, comunicò al concistorio di Vác l'imminenza del suo ritorno. Sino ad allora l'amministrazione della diocesi e della città era stata possibile mediante il concistorio e il vicario generale [[András Berkes]].
 
Strenuo difensore dell'ortodossia cattolica e solito a pratiche di penitenza, mise in pratica nella sua diocesi le idee della [[Controriforma]], rafforzando le istituzioni cattoliche, curando la formazione dei sacerdoti, aprendo i conventi dei [[francescani]] e degli [[scolopi]] e portando diverse reliquie tra le quali quelle di {{chiarire|[[San Vittore]]}} e [[San Tommaso d'Aquino]]. Contemporaneamente limitò le pratiche di culto dei [[calvinisti]] e dei [[luterani]] presenti in città.
 
Avviò lavori sul vecchio palazzo vescovile gravemente danneggiato da un incendio nel [[1731]] e cercò d'incrementare la [[Biblioteca vescovile di Vác|biblioteca]], con l'intento, comune a tutti i vescovi dell'epoca, di ricomporre la biblioteca di [[Mattia Corvino]]. Soprattutto, nel campo delle arti recuperò la tradizione [[Rinascimento|rinascimentale]] della città (a suo tempo promossa dal predecessore [[Andrea Báthori]]) come forma di esaltazione della Chiesa cattolica. A lui si deve la traslazione da [[Praga]] a Vác della cosiddetta ''Madonna di Andrea Báthori'', realizzata da maestranze italiane.
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