Differenze tra le versioni di "Palazzo Benincasa"

 
==Storia e architettura==
[[File:Ancona, Palazzo Benincasa, XV secolo (1).JPG|thumb|left|La facciata adel palazzo su via della biforeLoggia]]
Il progettopalazzo vennefu realizzato nel XV secolo per volontà di Dionisio Benincasa, capostipite di una delle più antiche e illustri famiglie di armatori e mercanti anconetani, che ne affidò la affidatoprogettazione all'architetto di [[Zara]] [[Giorgio di Matteo]], meglio noto come Giorgio Orsini da [[Sebenico]], probabilmente conosciuto direttamente dal committente durante i suoi viaggi a [[Venezia]], dove l'architetto dalmata stava lavorando alla Porta della Carta del [[Palazzo Ducale (Venezia)|Palazzo Ducale]]. Il palazzo accorpò diversi caseggiati medievali siti lungo la via della Loggia. Alzato su due piani, il mentre il retro dava direttamente sul porto, dove al pianterreno erano siti il fondaco, i magazzini e le cantine<ref>[http://movio.beniculturali.it/asancona/fieremercatimarche/it/145/ancona-palazzo-benincasa Sito Movio.beniculturali.it]</ref>.
La realizzazione di questo edificio in città, fu solo l'inizio di una lunga serie di interventi ad Ancona. Infatti a Giorgio da Sebenico si deve anche la realizzazione facciata della [[Loggia dei Mercanti (Ancona)|Loggia dei Mercanti]] (incarico probabilmente caldeggiato dallo stesso Dionisio Benincasa, il cui palazzo confinava con la Loggia) e dei pregevolissimi portali delle chiese cittadine di [[Chiesa di San Francesco alle Scale|San Francesco alle Scale]] e [[Chiesa di Sant'Agostino (Ancona)|Sant'Agostino]].
 
Il palazzo si sviluppa per una lunghezza di oltre cinquanta metri secondo un andamento che segue quello curvo della strada. Si compone di tre piani. Il pian terreno è caratterizzato da un bel portico ogivale, parte in laterizio e parte in pietra bianca del [[Monte Conero|Conero]] con raffinate modanature a rilievi che incorniciano gli archi acuti. I due piani superiori, in laterizio, presenta ciascuno una elegantissima serie di [[Bifora|bifore]].
Nel 1669 secolo il marchese Luciano Benincasa apriva al pubblico la propria libreria e la vedova marchesa Eleonora Vincenzi nel 1749 donò la libreria privata alla città, dopo averne chiesto l'autorizzazione a Benedetto XIV. Il fondo comprendeva allora 2.634 volumi fra opere di diritto, letteratura, storia e geografia; oltre a due mappamondi. La Biblioteca cittadina era nata<ref name="regione.marche.it">[http://www.regione.marche.it/Regione-Utile/Cultura/Catalogo-beni-culturali/RicercaCatalogoBeni/ids/66046/Palazzo-Benincasa Sito ufficiale della Regione Marche]</ref>.
 
Nella seconda metà del XVIII secolo, l'edificio venne completamente rinnovato sopraelevandolo di un piano e inglobando la palazzina che lo separava dal ladalla Loggia dei Mercanti. La facciata venne "modernizzata", spogliandola deide trafori"i colonnini e i trafori delle colonninearcuate superbe finestre bifore per formarne altre rettangolari assai più piccole e per se medesime affatto disadorne entro gli elegantissimi contorni di esse". Nello stesso periodo vennero affrescati i soffitti delle sale interne dal pittore lombardo [[Giuseppe Pallavicini (pittore)|Giuseppe Pallavicini]] che li decorò con rare ''vedute di Ancona'', oggi ancor più preziose in quanto rappresentano un'importante testimonianza dell'aspetto della città prima delle distruzioni belliche delle due guerre mondiali<ref name="regione.marche.it" />.
 
Il palazzo appartenne alla famiglia Benincasa fino al 1866, quando la grande crisi finanziaria della [[Cassa di Risparmio]], costrinse il marchese Cesare a cederlo ai Giovannelli,i quali, nel 1918, lo venderovendettero al Comune di Ancona nel 1918<ref name="regione.marche.it" />.
[[File:Ancona, Palazzo Benincasa, XV secolo (1).JPG|thumb|L'attuale facciata a bifore]]
Tuttavia gli importanti costi di manutenzione e restauro spinsero la pubblica amministrazione a vendere a sua volta il palazzo, che venne acquistato nel 1924 dall'[[INA Assitalia|INA]] che si impegnava a restaurarlo<ref name="biblioteca.amatori.com">[http://biblioteca.amatori.com/palazzo.asp Sito ufficiale della Biblioteca Amatori]</ref>. I lavori si svolsero fra il 1926 e il 1931 ad opera dell'architetto anconetano [[Guido Cirilli]], che nefece ripristinò,riaprire perle quantofinestre possibiletamponate e vi inserì capitelli, l'aspettocolonnine esagonali in pietra e lunette in cemento stampato secondo una sua libera interpretazione dello stile quattrocentesco<ref>[https://www.academia.edu/5466126/Guido_Cirilli_architetto_alla_Santa_Casa_di_Loreto?login=&email_was_taken=true Guido Cirilli architetto alla Santa Casa di Loreto | Corrado Balistreri - Academia.edu]</ref><ref name="regione.marche.it" />.
 
Dopo il terremoto del 1930 e la seconda guerra mondiale, quando scampò fortunatamente ai bombardamenti che devastarono la città e distrussero l'adiacente Palazzo trionfiTrionfi, si procedette a lavori di consolidamento.
Tuttavia gli importanti costi di manutenzione e restauro spinsero la pubblica amministrazione a vendere il palazzo, che venne acquistato nel 1924 dall'[[INA Assitalia|INA]] che si impegnava a restaurarlo<ref name="biblioteca.amatori.com">[http://biblioteca.amatori.com/palazzo.asp Sito ufficiale della Biblioteca Amatori]</ref>. I lavori si svolsero fra il 1926 e il 1931 ad opera dell'architetto [[Guido Cirilli]], che ne ripristinò, per quanto possibile, l'aspetto quattrocentesco<ref>[https://www.academia.edu/5466126/Guido_Cirilli_architetto_alla_Santa_Casa_di_Loreto?login=&email_was_taken=true Guido Cirilli architetto alla Santa Casa di Loreto | Corrado Balistreri - Academia.edu]</ref><ref name="regione.marche.it" />.
 
Dopo il terremoto del 1930 e la seconda guerra mondiale, quando scampò fortunatamente ai bombardamenti che devastarono la città e distrussero l'adiacente Palazzo trionfi, si procedette a lavori di consolidamento.
Nel 2000 passapassò di proprietà alla [[Pirelli Real Estate]], che iniziò importanti interventi di restauro degli affreschi del piano nobile. Infine, acquisì il palazzo il gruppo Amatori<ref name="biblioteca.amatori.com" />, che dal 2008 rese il palazzo sede della ''Biblioteca privata Amatori'', aperta al pubblico, e, in una parte di esso, del [[Tribunale Amministrativo Regionale]] delle [[Marche]].
 
== Note ==
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