Differenze tra le versioni di "Cave del Predil"

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Uomini, armi e sussistenza vennero spostati qui da altri fronti con uno stratagemma che eluse la sorveglianza dell’esercito italiano, che presidiava il fronte all'altezza di [[Plezzo]]. I rinforzi dell’esercito austroungarico infatti giunsero a [[Plezzo]] e [[Tolmino]] trasportati in treno di notte, nascosti nella boscaglia in modo che i comandi italiani non li scorgessero e trasportati poi a piedi nell’ultimo tratto, fino al fronte. Per illudere gli italiani che la linea del fronte si stesse smantellando invece che “armando”, durante il giorno gli austro-ungarici facevano transitare in allontanamento da [[Plezzo]] e [[Tolmino]] treni carichi di uomini e mezzi, occultando invece l’approvvigionamento che avveniva di notte. Il [[Passo del Predil]] era ben sorvegliato dagli alpini italiani posizionati sul [[Monte Nero (Alpi Giulie)]], conquistato il 16 giugno [[1915]]. Gli austro-ungarici, non volendo palesare le proprie strategie, a partire dall’agosto [[1917]] evitarono di transitare dal passo, preferendo superare la montagna attraverso la galleria mineraria di Bretto.
Nelle settimane antecedenti la [[Battaglia di Caporetto]] gli austriaci vi fecero passare 270.000 militari con 22.000 treni<ref>Un museo per il segreto di Caporetto - Nelle cave di Predil, vicino Tarvisio, visite guidate e conferenze per scoprire i misteri della Grande Guerra. Francesco Grignetti, 06/12/2017; La Stampa</ref>.
 
[[File:Cave del predil Log-pod Mangartom tunnel map.svg|thumb|Tracciato della galleria di Bretto (tratteggiato)]]
 
Nel [[1919]], dopo gli eventi bellici e a seguito del [[Trattato di Saint-Germain-en-Laye (1919)|trattato di Saint-Germain]], i territori del tarvisiano passarono sotto l'amministrazione italiana e con essi anche miniera di Raibl che divenne proprietà dello Stato.
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