Differenze tra le versioni di "Arco Clementino"

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==Storia==
Fu eretto, su proposta del Vanvitelli, in onore di [[papa Clemente XII]], per volontà del Senato anconetano, riconoscente nei confronti del pontefice che, vero e proprio mecenate di Ancona, concesse alla città il [[Porto franco (economia)|porto franco]], dando nuovo impulso ai secolari traffici navali, ed incaricò il famoso architetto di ridisegnarne il [[Porto di Ancona|porto]]. Fu così che sorsero il nuovo [[Mole Vanvitelliana|Lazzaretto]] e il Molo nuovo, prosecuzione di quello fatto edificare dall'imperatore [[Traiano]] nel I° secolo d.C.<ref name=nota>{{cita web|url=http://www.comune.ancona.gov.it/ankonline/cultura/2016/03/25/arco-Clementino/|titolo=Arco Clementino|editore=Cultura e Turismo - Città di Ancona}}</ref>.
 
L'arco Clementino è la porta di ingresso in città dal mare; sorge nel punto in cui il Molo nuovo si innesta nell'antico molo romano, sul quale già si ergeva dalda Ioltre secolo16 d.C.secoli l'[[Arco di Traiano (Ancona)|arco di Traiano]], fatto erigere dal [[SPQR|Senato e dal popolo di Roma]] probabilmente ad opera dell'architetto siriano [[Apollodoro di Damasco]] per onorare l'imperatore che aveva donato ai naviganti un più sicuro accesso all'Italia, avendo fatto ampliare, a proprie spese, il porto della città.
[[File:Luigi Vanvitelli - Disegno della Porta del nuovo molo, ovvero Arco Clementino (2).jpg|thumb|[[Luigi Vanvitelli]] - Disegno del progetto della Porta del nuovo molo di [[Ancona]], ovvero Arco Clementino, con la statua del [[papa Clemente XII]] benedicente sulla sommità dell'Arco]]
Nelle intenzioni dei promotori del progetto, l'Arco Clementino avrebbe dovuto oscurare la vista del pagano Arco di Traiano: sul suo attico avrebbe dovuto essere collocata la statua benedicente di Clemente XII (come testimoniano i disegni originali del Vanvitelli<ref>Si veda l'ovale con l'immagine dell'Arco Clementino con in cima la statua del papa Clemente XII nella stampa per incisione su rame di Giuseppe Vasi (1738), su disegno di Luigi Vanvitelli, edita a Roma nella calcografia R.C.A. al Piè di Marmo, conservata nell'archivio di Storia della Città del Comune di Ancona, riprodotta in ''Ancona e la sua cattedrale, rappresentazioni grafiche nel tempo'', catalogo della mostra omonima, Casa editrice Nuove Ricerche, Ancona, 1999</ref>) e il conio di unadue medagliamedaglie onorificaonorifiche fattafatte realizzare dagli anconetani e donatadonate al pontefice<ref>Una delle due medaglie donate a papa Clemente XII dal Senato anconetano è riprodotta nel [http://www.musan.it/news/vis_news.php?id_news=1059 sito del [[Associazione sistema museale della provincia di Ancona|Sistema Museale della Provincia di Ancona]] {{Webarchive|url=https://web.archive.org/web/20160923093141/http://www.musan.it/news/vis_news.php?id_news=1059 |date=23 settembre 2016 }}</ref>, rappresentando così, assieme al [[Duomo di Ancona|Duomo]] in alto sul colle Guasco, la prima immagine che si sarebbe proposta ai naviganti al momento dell'ingresso nel porto dorico<ref name=nota />.
 
Venne quindi acquistata a [[Roma]] una statua del papa benedicente, opera dello scultore [[Agostino Cornacchini]] (1738), che venne trasportata ad Ancona. A quel punto ci si accorse che la struttura dell'arco, edificato in mattoni e con la sola facciata rivolta verso il mare in [[pietra d'Istria]], non avrebbe potuto reggere il notevole peso della statua in marmo. Pertanto, in attesa di poter trovare le risorse finanziarie per i lavori di consolidamento e rinforzo della struttura dell'Arco, il Senato anconetano deliberò di collocare la statua, "provvisoriamente", al centro della Piazza Grande (detta anche "del Comune") che, a causa della presenza della scultura, venne subito ribattezzata dagli anconetani [[Piazza del Papa]]<ref>Il toponimo resiste ancora nell'uso comune, a dispetto della nuova denominazione di ''Piazza del Plebiscito'', assegnata al luogo in seguito al [[Plebisciti risorgimentali#Plebisciti del 1860|plebiscito]] del 4 novembre [[1860]] che lì si svolse, ufficializzando l'ingresso delle [[Marche]] nel [[Regno di Sardegna (1720-1861)|Regno di Sardegna]], poi [[Regno d'Italia (1861-1946)|Regno d'Italia]].</ref>. Inutile che dire che la statua di Clemente XII rimase là dove tuttora si trova, vuoi per la cronica mancanza di fondi per la ristrutturazione dell'Arco Clementino, vuoi per l'affezione che gli anconetani manifestarono per la nuova sistemazione della piazza che acquistò una dimensione monumentale e scenografica che in passato le mancava<ref name=nota />
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