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[[File:Pierre Paul Rubens - Palazzi di Genova, vol. I - Figura 16.jpg|thumb|Villa Spinola di San Pietro in un'illustrazione di [[Pieter Paul Rubens|Rubens]]]]
 
* '''[[Villa Spinola di San Pietro]]''', Via Spinola di San Pietro, 1. Fu costruita nella seconda metà del Cinquecento per [[Giovanni Battista Lercari (1505-1592)|Giovanni Battista Lercari]], pervenendo per via ereditaria al nipote [[Giovanni Battista Spinola (1575-1625)|Giovanni Battista Spinola]], duca di [[Galatina|San Pietro in Galatina]], che la fece ristrutturare, completando la decorazione interna. Con i lavori eseguiti tra il 1622 e il 1625 l'edificio subì sostanziali modifiche, con la chiusura delle logge e l'apertura di nuove finestre. Simile nella struttura alla [[Villa Giustiniani-Cambiaso|villa Giustiniani Cambiaso]] di Albaro, non si conosce il nome del progettista. È uno dei due palazzi sampierdarenesi descritti da Rubens nel volume ''[[Palazzi di Genova]]'' (l'altro è [[Villa Grimaldi (La Fortezza)|"La Fortezza"]]), dove è identificato come il palazzo "C". Fino all'Ottocento rimase di proprietà degli eredi degli Spinola, fu poi ceduta a vari istituti religiosi (prima le [[Società del Sacro Cuore di Gesù|Dame del Sacro Cuore]] e poi le [[Figlie della carità di San Vincenzo de' Paoli]], note come "Cappellone") e infine nel 1920 al comune di Sampierdarena che l'adibì a scuola. Un tempo in posizione aperta e dominante, dal primo Novecento è circondata e quasi soffocata dagli edifici costruiti intorno, tanto che l'ingresso dovette essere spostato nella facciata a monte perché lo spazio antistante era stato quasi interamente occupato da un caseggiato che copre la vista della facciata principale. Attualmente è sede del liceo statale Piero Gobetti. Gli [[affresco|affreschi]] nell'atrio (''Ratto di Elena'' e ''Storie di Paride'') sono opera di [[Bernardo Castello]], quelli nel salone del [[piano nobile]] (''Imprese di Megollo Lercari'') di [[Giovanni Carlone (1584-1631)|Giovanni Carlone]] (1622); in altre sale, ''Imprese di Ambrogio Spinola'' e ''Storie di Perseo'' di [[Giovanni Andrea Ansaldo]].<ref name="TCI"/><ref name="torri"/><ref name="stedo"/><ref>[{{Cita web |url=http://www.gobetti.it/ |titolo=Sito del Liceo Gobetti, con immagini dell'interno e degli affreschi] |accesso=20 febbraio 2015 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20150220120022/http://www.gobetti.it/ |dataarchivio=20 febbraio 2015 |urlmorto=sì }}</ref><ref>[http://www.sampierdarena.ge.it/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=74:villa-spinola-di-s-pietro-sec-xvi-via-dellistituto-tecnico-1-&catid=47:interno&Itemid=59 Villa Spinola di S. Pietro su www.sampierdarena.ge.it con immagini attuali e i disegni ottocenteschi di M.P. Gauthier] {{webarchive|url=https://web.archive.org/web/20150220120410/http://www.sampierdarena.ge.it/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=74:villa-spinola-di-s-pietro-sec-xvi-via-dellistituto-tecnico-1-&catid=47:interno&Itemid=59 |data=20 febbraio 2015 }}</ref><ref>[http://www.sanpierdarena.net/SPINOLA%20di%20san%20Pietro%20via.htm Villa Spinola di S. Pietro su www.sanpierdarena.net]</ref>
 
<gallery>
Il grande complesso (via N. Daste 8), pensato come spazio pubblico aperto a tutti i cittadini, ma in particolare a circoli e associazioni, fu eretto negli [[anni 1980|anni ottanta]] sull'area dell'ex stabilimento Nasturzio, del quale riutilizza parzialmente anche alcune strutture.
 
L'edificio, intitolato a Giacomo Buranello, fu costruito su progetto dell'ing. Guido Veneziani e inaugurato il 19 maggio 1984 dal sindaco di Genova [[Fulvio Cerofolini]]. La grande struttura contrasta nettamente, per le dimensioni e soprattutto per il marcato colore blu e giallo dei prospetti, con le adiacenti ville storiche, la [[Villa Lercari Sauli|"Semplicità"]], alla quale è quasi addossato, e la [[villa Doria delle Franzoniane]]. Attorno a una struttura centrale di forma cubica si sviluppano tre corpi di fabbrica che ospitano auditorium, biblioteca e scuola; del tutto privo di [[barriera architettonica|barriere architettoniche]], si sviluppa per oltre 4000&nbsp;m² su tre piani e contiene un [[auditorium]] da 240 posti, due sale per conferenze, uno spazio espositivo, la civica [[biblioteca]] Gallino, una succursale della scuola media Barabino e due [[palestra|palestre]]. Il complesso, che ospita mostre fotografiche e di pittura, conferenze e concerti, è gestito da un comitato che comprende il [[comune di Genova]] e le locali associazioni politico-sociali.<ref name="sampnet"/><ref>{{Cita web |url=http://redazionegenova.informagiovanionline.it/genova/ambiente-e-vita-con-gli-altri/partecipazione/organizzare-un-evento/centro-civico-buranello |titolo=Il Centro civico su informagiovanionline.it |accesso=27 febbraio 2015 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20150227203719/http://redazionegenova.informagiovanionline.it/genova/ambiente-e-vita-con-gli-altri/partecipazione/organizzare-un-evento/centro-civico-buranello |dataarchivio=27 febbraio 2015 |urlmorto=sì }}</ref><ref>[http://www.comune.genova.it/node/31035 Immagine del centro civico sul sito del comune di Genova]</ref><ref>[{{Cita web |url=http://www.bibliotechedigenova.it/content/biblioteca-gallino |titolo=la biblioteca Gallino su www.bibliotechedigenova.it] |accesso=27 febbraio 2015 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20150103123448/http://www.bibliotechedigenova.it/content/biblioteca-gallino |dataarchivio=3 gennaio 2015 |urlmorto=sì }}</ref>
 
==== Altri edifici civili ====
[[File:Genova Sampierdarena San Bartolomeo Fossato.JPG|thumb|left|upright=0.9|Chiesa di San Bartolomeo del Fossato]]La chiesa di San Bartolomeo del Fossato sorge nella parte di levante del quartiere, ai piedi del colle di Promontorio. L'attuale edificio è stato costruito nel 1960 sui resti di un'antica abbazia, completamente distrutta da un bombardamento durante la [[seconda guerra mondiale]].<ref name="TCI"/> L'abbazia, con l'annesso convento, era uno dei più antichi edifici religiosi della zona, essendo stata fondata nel 1064 dai monaci [[Congregazione vallombrosana|vallombrosani]] lungo la [[mulattiera]] che saliva al borgo di Promontorio.<ref name="stedo"/> Secondo altri, a quell'epoca qui sarebbe sorto un monastero di suore, alle quali i vallombrosani sarebbero subentrati nei primi decenni del [[XII secolo]], ristrutturando ed ampliando la struttura.<ref name="sampnet"/>
 
In questo luogo allora impervio, nella valle del torrentello che avrebbe poi preso il nome del complesso monastico, giunsero da Firenze cinque monaci per dare vita ad un nuovo insediamento, grazie al contributo di alcune famiglie nobili genovesi che intendevano così contrastare la pratica della [[simonia]]: tra i vari ordini religiosi i vallombrosani si distinguevano infatti perché avversavano strenuamente il commercio delle indulgenze, assai diffuso negli ambienti ecclesiatici di quel tempo. Nel 1510 il complesso divenne [[commenda]] della famiglia [[Di Negro]]. Mons. [[Francesco Bossi (vescovo)|Francesco Bossi]], inviato nel 1582 come visitatore apostolico da [[papa Gregorio XIII]], riscontrò un rallentamento delle attività religiose e un degrado delle strutture; a seguito dei suoi rilievi maturò l'idea di far tornare i frati da Vallombrosa, che poté realizzarsi solo nel 1612, ma già nel 1632, per contrasti sorti tra i frati e il commendatario, il complesso passò al clero secolare, per finire poi abbandonato nella seconda metà dell'[[XIX secolo|Ottocento]], quando, benché non formalmente sconsacrato, fu adibito per alcuni anni a sede di un pastificio. La chiesa, a cui fu nel 1900 dopo una lunga controversia era stato riconosciuto il titolo di [[abbazia]], venne restaurata e riaperta al culto nel 1922, ma fu completamente rasa al suolo dal bombardamento aereo del 4 giugno 1944.<ref name="sampierdarena"/><ref name="guidadidgenova"/><ref name="sampnet"/><ref>[http://www.genovacards.com/genova/varie/abbaziafossato.jpg] {{Webarchive|url=https://web.archive.org/web/20150402151607/http://www.genovacards.com/genova/varie/abbaziafossato.jpg |date=2 aprile 2015 }},
[http://www.fortidigenova.com/murasben.jpg] Immagini d'epoca della vecchia chiesa di S. Bartolomeo del Fossato</ref>
 
:L'edificio, a navata unica, è sorretto da pilastri in cemento armato che si incrociano a formare la volta. Lavori di restauro e abbellimento sono stati eseguiti tra il 2007 e il 2008.<ref>[http://www.seseditoria.com/ottobre_08/pag9.pdf "Terminati i lavori alla chiesa di Cristo Re", articolo sul "Gazzettino Sampierdarenese" di ottobre 2008]</ref> Nella chiesa sono conservate alcune opere di artisti contemporanei, come la "Via Crucis" in bronzo della scultrice Elsa Bifoli, un [[crocifisso]] processionale in rame argentato e smaltato del bergamasco [[Tilio Nani|Attilio Nani]], un dipinto raffigurante il Sacro Cuore attribuito a [[Mattia Traverso]] e una scultura [[XV secolo|quattrocentesca]] del "Cristo crocifisso", rinvenuta nel 1974 in stato di abbandono in uno stabile di viale Sauli, nel quartiere di [[San Vincenzo (Genova)|San Vincenzo]].<ref name="sampnet"/><ref>[http://www.braghieriarchitettura.com/index.php?fl=3&op=mcs&id_cont=151&eng=Chiesa%20di%20Cristo%20Re&idm=195 Immagini dell'interno della chiesa di Cristo Re in occasione dei restauri]</ref>
 
* '''Chiesa del Sacro Cuore di Gesù al Campasso''', in via A. Pellegrini, nel popolare borgo del Campasso, fu costruita nel 1950 e consacrata dal cardinale Siri il 17 marzo 1951. La zona fino al 1940, anno in cui venne istituita la parrocchia autonoma, ricadeva nella giurisdizione della [[chiesa di San Bartolomeo della Certosa]]. La nuova parrocchia operò in locali provvisori fino alla costruzione della nuova chiesa, un modesto edificio di culto, privo di specifiche particolarità architettoniche. Poche le opere d'arte, fra le quali un dipinto del Sacro Cuore di [[Mattia Traverso]] e una statua lignea di scuola [[Val Gardena|gardenese]] raffigurante la [[Nostra Signora della Guardia|Madonna della Guardia]].<ref name="sampnet"/><ref>[{{Cita web |url=http://www.sacrocuorecampasso.it/Storia.htm |titolo=Storia della chiesa del Sacro Cuore sul sito della parrocchia] |accesso=14 aprile 2015 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20140513024255/http://www.sacrocuorecampasso.it/Storia.htm |dataarchivio=13 maggio 2014 |urlmorto=sì }}</ref>
 
==== Altri luoghi di culto cattolici ====
* [[Liceo scientifico]] Enrico Fermi<ref>[http://www.fermi.gov.it/drupal/ Sito ufficiale del liceo Fermi]</ref>, via W. Ulanowski, 56
* [[Liceo classico]] e [[Liceo linguistico|linguistico]] Giuseppe Mazzini<ref>[http://www.liceomazzinigenova.gov.it/ Sito ufficiale del liceo Mazzini]</ref>, via P. Reti 25
* Liceo statale Piero Gobetti, via Spinola di San Pietro 1; già [[istituto magistrale]], ha sede nella [[villa Spinola di San Pietro]] ed ha quattro diverse specializzazioni: [[liceo linguistico]], [[liceo delle scienze umane]], [[liceo economico sociale]] e [[Liceo musicale e coreutico|liceo coreutico]].<ref>[{{Cita web |url=http://www.gobetti.it/ |titolo=Sito ufficiale del liceo Gobetti] |accesso=20 febbraio 2015 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20150220120022/http://www.gobetti.it/ |dataarchivio=20 febbraio 2015 |urlmorto=sì }}</ref>
* Istituto Don Bosco, via C. Rolando 15; la principale scuola non statale di Sampierdarena offre oggi due corsi di studio: liceo scientifico e liceo scientifico ad indirizzo sportivo, volto a fornire una preparazione specifica a quanti intendano proseguire gli studi universitari nei corsi di laurea legati allo sport ed alle attività motorie. Accanto ai due licei si tengono corsi professionali per installatori e manutentori di impianti elettrici ed ascensori. Fino ai primi anni duemila il nome dell'Istituto Don Bosco era legato soprattutto ad un frequentato istituto tecnico industriale.<ref>{{Cita web |url=http://donboscogenova.org/site/ |titolo=Sito ufficiale dell'Istituto Don Bosco |accesso=13 gennaio 2015 |urlarchivio=https://web.archive.org/web/20141219041606/http://donboscogenova.org/site/ |dataarchivio=19 dicembre 2014 |urlmorto=sì }}</ref>
 
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