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Di umili origini, nacque il 26 settembre del 1889 a Meßkirch, piccolo centro nel Baden meridionale, da Friedrich Heidegger (1851-1924), un mastro bottaio di Meßkirch che al contempo ricopriva l'incarico di sacrestano della chiesa St. Martin a Meßkirch, e da Johanna Kempf (1858-1927). Compie i primi studi dapprima nel ginnasio "Heinrich Suso" di [[Costanza (Germania)|Costanza]] (1903-1906), grazie a una borsa di studio di una fondazione locale, ottenuta per intervento del parroco del paese, Camillo Brandhuber (1860-1931) e del suo futuro padre spirituale, [[Conrad Gröber]] (1872-1948)<ref>Gröber era all'epoca rettore del convitto di Costanza "Konradihaus".</ref>, e poi in quello di Friburgo (1906-1909, Berthold Gymnasium) presso i gesuiti.
[[File:Erzbischof Conrad Gröber.jpg|thumb|[[Conrad Gröber]] (1872-1948), padre spirituale del quattordicenne Heidegger, futuro arcivescovo di [[Friburgo in Brisgovia|Friburgo]].<ref>Di nuovo a lui Heidegger si rivolgerà nella primavera del 1946 quando subirà un crollo fisico e nervoso.</ref>]]
Nel 1907 Gröber lo invita alla lettura della dissertazione di [[Franz Brentano]], ''[[Sui molteplici significati dell'essere secondo Aristotele]]'' (''Von der mannigfachen Bedeutung des Seienden nach Aristoteles''), dissertazione di [[Franz Brentano]] del (1862)<ref>L'operatraduzione è stata pubblicata in italiano aitaliana: Milano, da Vita e Pensiero, 1995.</ref>. Dal 30 settembre 1909 al 13 ottobre dello stesso anno Heidegger è novizio presso il collegio dei gesuiti di [[Tisis]] (nei pressi della cittadina di [[Feldkirch]], in [[Austria]])<ref>.
 
La ragione per cui Heidegger dovette trasferirsi in territorio austriaco per frequentare un seminario dei gesuiti risiede nella ''[[Jesuitengesetz]]'', la legge tedesca emanata il 4 luglio del [[1872]] che proibiva la presenza di istituzioni religiose governate dai gesuiti sul territorio tedesco.</ref>, ma anche per motivi di salute (in particolare, problemi di natura cardiaca) rinuncia alla vocazione religiosa e si iscrive alla [[Albert-Ludwigs-Universität]] di [[Friburgo in Brisgovia|Friburgo]], dove segue i corsi di teologia cattolica per i primi due anni<ref>Franco Volpi, ''Guida a Heidegger'', p. 4.</ref>, optando successivamente per i corsi di scienze matematiche, scienze naturali e filosofia, frequentando le lezioni dello storico dell'arte [[Wilhelm Vöge]] (1868-1952) e del teologo [[Carl Braig]] (1853-1923), del quale studia il trattato ''Vom Sein: Abriß der Ontologie''<ref>Franco Volpi, in ''Heidegger'', ''Enciclopedia filosofica'', Milano, Bompiani, 2006, vol. 6, p. 5210, nota come questo strumento riporti alla fine di ogni capitolo lunghi brani tratti da [[Aristotele]], [[Tommaso d'Aquino]] e [[Francisco Suárez]], nonché l'etimologia di termini fondamentali dell'ontologia.</ref>.
 
È in questo periodo che Heidegger si avvicina ad autori come [[Nietzsche]], [[Friedrich Schelling|Schelling]], [[Hegel]], [[Dilthey]], alle poesie di [[Hölderlin]] e di [[Rilke]], e, grazie a Vöge, alla pittura di [[van Gogh]], pubblicando contemporaneamente brevi articoli sulle riviste cattoliche ''Heuberger Volksblatt'' e ''Der Akademiker''. In Germania in questo periodo si avviano le traduzioni di [[Kierkegaard]] e di [[Dostoevskij]], viene stampata la seconda edizione, notevolmente ampliata, della ''[[La volontà di potenza (manoscritto)|Volontà di potenza]]'' di Nietzsche, nonché l'edizione ''Gesammelte Schriften'' di Dilthey.
 
Durante l'inverno 1910-1911, Heidegger studia la prima edizione (1900-1) delle ''[[Ricerche logiche]]'' (''Logische Untersuchungen'') di [[Edmund Husserl]]<ref>Cfr. ''Gesammelte Ausgabe'', (= GA) 14, p.93.</ref>.
 
Nel 1912 Heidegger pubblica le sue prime rassegne critiche: ''[[Il problema della realtà nella filosofia moderna]]'' (''Das Realitätsproblem in der modernen Philosophie'')<ref>Ripubblicato nel 1979 nella ''Martin Heidegger Gesamtausgabe'', I volume, pp. 1-15; ed. it. ''Il problema della realtà nella filosofia moderna'', in Martin Heidegger, ''Scritti filosofici. 1912-1917'', traduzione di Albino Babolin. Padova, La Garangola, 1972, pp. 131 e sgg.</ref> per la rivista ''[[Philosophisches Jahrbuch]]'', e ''[[Recenti ricerche sulla logica]]'' (''Neuere Forschungen über Logik'')<ref>Cfr. GA 1, pp.17-43; ed. it. ''Recenti ricerche sulla logica'', in Martin Heidegger, ''Scritti filosofici. 1912-1917'', pp.149 e sgg.</ref> per la rivista ''[[Literarische Rundschau für das katholische Deutschland]]''.