Differenze tra le versioni di "Rapporto d'aspetto (immagine)"

riformulo incipit, tolgo tutti i altri grassetti (uso eccessivo contrario alle convenzioni Wikipedia) e la ripetizione delle immagini del Capitol Hill
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(riformulo incipit, tolgo tutti i altri grassetti (uso eccessivo contrario alle convenzioni Wikipedia) e la ripetizione delle immagini del Capitol Hill)
[[File:WideScreenFormats.svg|thumb|Cinque proporzioni di uso comune comparati fra di loro, inscritti nella misura della diagonale dello schermo (la circonferenza nera). I due rettangoli più bassi e larghi (2,39:1, in viola, e 1,85:1, in giallo) sono due rapporti molto comuni nel cinema. Il rettangolo blu corrisponde al 16:9 ed è lo standard dei formati televisivi ad [[alta definizione]]. Il rettangolo verde (3:2) rappresenta un comunissimo formato fotografico, mentre il rettangolo più alto, in rosso, rappresenta il formato 4:3, usato sia in fotografia che nella televisione a definizione [[SDTV|standard]].]]
IndicaPer '''Rapporto d'aspetto''', traduzione letterale dell'inglese '''aspect ratio''', indica il [[rapporto]] matematico tra la larghezza e l'altezza di un'[[immagine]] o in generale di un rettangolo. Termine utilizzato principalmente nel settore audiovisivo, definendo le proporzioni di uno schermo o del sensore di immagini presente all'interno di foto o video camere.
Il termine inglese '''aspect ratio''', viene spesso erroneamente tradotto alla lettera come rapporto di aspetto, rapporto di visione, etc. La corretta traduzione è con la parola '''''Proporzioni.'''''
La traduzione più appropriata è con termine '''Proporzioni'''.
 
Indica il [[rapporto]] matematico tra la larghezza e l'altezza di un'[[immagine]] o in generale di un rettangolo. Termine utilizzato principalmente nel settore audiovisivo, definendo le proporzioni di uno schermo o del sensore di immagini presente all'interno di foto o video camere.
 
==Definizione==
{| align="right" cellpadding="5" style="border:1px solid #CCCCCC; background-color:#F9F9F9; margin-left:1em; margin-top:0.5em;"
|+ style="margin-left:1em;"| '''Cinque proporzioni comunemente usati'''<br />(Rappresentati tutti con la stessa altezza)
| 72×54 || [[File:Aspect-ratio-4x3.svg|72px|4:3]]
|-
Nei formati cinematografici, le dimensioni fisiche della pellicola sono l'unico limite alla larghezza dell'immagine. Per la ripresa sul negativo, sarebbe disponibile tutta l'area compresa tra le perforazioni, ma dev'essere considerato anche lo spazio occupato dalla traccia ottica dell'audio, nel positivo da proiezione.
 
Lo standard universale, stabilito da [[William Dickson]] e [[Thomas Edison]] nel 1892, è di quattro perforazioni di altezza per ogni fotogramma, dove la larghezza della pellicola di 35&nbsp;mm ha un'area compresa tra le perforazioni di {{TA|24,9 mm × 18,7 mm}}.<ref name="asc">Burum, Stephen H.(ed)(2004). ''American Cinematographer Manual''(9th ed). ASC Press. ISBN 0-935578-24-2</ref> Con lo spazio per la traccia audio e l'altezza ridotta del fotogramma, per mantenere la larghezza maggiore (imitando così la visione binoculare umana), il formato cosiddetto '''Academy''' fu standardizzato quindi di {{TA|22 mm × 16 mm,}} con un '''proporzioni''' di 1,37:1.<ref>{{cita web | 1 = http://www.pinotti.co.uk/movieratios/default.htm | 2 = Dal sito www.pinotti.co.uk | 3 = 27-12-2009 | urlarchivio = https://web.archive.org/web/20100111012536/http://www.pinotti.co.uk/movieratios/default.htm | dataarchivio = 11 gennaio 2010 | urlmorto = sì }}</ref>
 
===Terminologia cinematografica===
{{vedi anche|CinemaScope|VistaVision}}
L'industria cinematografica assegna un valore di 1 all'altezza del fotogramma ed indica le '''proporzioni''' in relazione a questo valore (es: 1,85:1). Di conseguenza, le '''proporzioni''' sono riferite essenzialmente a quelle osservate dallo spettatore, nonostante il fotogramma di ripresa possa essere registrato con [[Video anamorfico|immagini anamorfiche]]. Nelle produzioni cinematografiche moderne, le proporzioni più usate sono di 1,85:1 e 2,40:1, mentre precedentemente era usato il rapporto 1,33:1 e 1,66:1 che aveva una certa diffusione soprattutto in Europa.
Molti formati panoramici sono noti con una denominazione propria, tipo: [[CinemaScope]], [[Todd-AO]], o [[VistaVision]]; quest'ultimo merita una nota particolare per via del trascinamento della pellicola in senso orizzontale, con fotogrammi di otto perforazioni ed un rapporto di registrazione di 1,58:1, più simile al comune [[Formato (fotografia)|formato fotografico]] 24x36 (1,5:1 - meglio conosciuto come 3:2). Il film ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'' e molti film di [[Alfred Hitchcock]] sono stati girati con questo procedimento.
 
[[File:Peripheral vision.svg|thumb|Angoli di visuale]]
È la porzione di spazio centrale su cui entrambi gli occhi agiscono contemporaneamente, coprendo un campo visivo che si estende mediamente per circa 95° orizzontali e per circa 80° verticali, ma che dipende molto dalla morfologia del viso, per cui è possibile avere dei valori che possono oscillare tra 80° e 110° orizzontali.
È la zona funzionale utilizzata normalmente per la maggior parte del tempo, durante l'osservazione attenta (lettura, visione TV, ecc) ed è mediamente approssimabile ad una finestra di forma ellittica con ''"proporzioni"'' tra circa 1,2:1 e 1,35:1. Questo però non vuol dire che la visione binoculare ha un preciso proporzioni, in quanto è proprio l'area circoscritta ad essere utilizzata come zona di osservazione e semmai all'interno di quest'area possono essere visualizzate qualsiasi '''proporzione''' quadrangolare esistente, dal formato quadrato 1:1 a quello panoramico 2,40:1 (cinematografico).
 
L'[[acutezza visiva]] della visione binoculare (che è poi la risoluzione ottica della nostra vista) è normalmente maggiore rispetto alla sola visione monoculare e può arrivare anche ad un valore più che doppio, all'incirca fino ad un massimo del 240%.
 
== Standard televisivi ==
[[File:Image cropping 155x1.jpg|thumb|Il bordo blu delimita un'immagine in formato 2,39:1. Il bordo rosso mostra un ritaglio in formato 1,85:1, mentre quello in giallo rappresenta il 14:9.]]
 
=== Il 4:3 ===
[[File:Aspect ratio 4 3 example.jpg|thumb|Immagine in 4:3 (1,33:1)]]
[[File:AspectRatioSet 4-3.png|1000x180px|thumb|left|Un'immagine 4:3 rappresentata all'interno di un televisore 4:3|alt=]] Fino all'avvento dei televisori digitali, al plasma, LCD, Led, ecc. il '''rapporto 4:3''' (1,33) è stato impiegato fin dalle origini in televisione e nei monitor per computer CRT. Deriva dal formato adottato per la pellicola cinematografica dopo l'avvento del cinema sonoro, e standardizzato dalla [[Academy of Motion Picture Arts and Sciences|AMPAS]] nel [[1927]].
|[[File:Aspect ratio 4 3 example.jpg|thumb|upright=1.3|Immagine in 4:3 (1,33:1)]] || [[File:Aspect ratio 16 9 example.jpg|thumb|upright=1.7|Immagine in 16:9 (1,78:1)|alt=]]
[[File:AspectRatioSet 4-3.png|1000x180px|thumb|left|Un'immagine 4:3 rappresentata all'interno di un televisore 4:3|alt=]] Fino all'avvento dei televisori digitali, al plasma, LCD, Led, ecc. il '''rapporto 4:3''' (1,33) è stato impiegato fin dalle origini in televisione e nei monitor per computer CRT. Deriva dal formato adottato per la pellicola cinematografica dopo l'avvento del cinema sonoro, e standardizzato dalla [[Academy of Motion Picture Arts and Sciences|AMPAS]] nel [[1927]].
 
Con la sempre maggiore diffusione degli apparecchi televisivi, a partire dagli [[anni 1950|anni cinquanta]], vengono tuttavia definiti una serie di formati panoramici adottati dall'industria cinematografica allo scopo di aumentare la spettacolarità delle immagini.
Il quattro terzi viene talvolta espresso come «12:9» per un raffronto diretto con il formato 16:9. Nel caso di un segnale 4:3 visualizzato su un televisore 16:9, la resa corretta delle dimensioni comporta l'aggiunta di bande laterali nere, un effetto chiamato ''[[pillarbox]]''.
 
{| align="center"
|[[File:AspectRatioSet 4-3 stretched.png|1000x180px|thumb|center|Un'immagine 4:3 rappresentata all'interno di un televisore 16:9. In questo caso il televisore allarga l'immagine per riempire tutto lo schermo; questa operazione produce tuttavia un'immagine deformata orizzontalmente e di minor qualità.]]
|[[File:AspectRatioSet 4-3 pillarbox.png|1000x180px|thumb|Un'immagine 4:3 rappresentata all'interno di un televisore 16:9. Essendo l'immagine 4:3 meno larga, due aree ai lati dello schermo rimangono vuote. Questo effetto è chiamato ''[[pillarbox]]''.]]
|}
 
=== Il 14:9 ===
Il '''rapporto 14:9''' (1,56) è un compromesso di transizione per creare immagini rese in modo accettabile sia su schermi in 4:3 che in 16:9, progettato dalla [[BBC]] dopo una serie di test su telespettatori. Veniva utilizzato da emittenti inglesi, irlandesi e australiane ed era piuttosto diffuso nella produzione pubblicitaria. È importante precisare che il 14:9 non esisteva come formato di ripresa, che in ambito televisivo è sempre fatta in 4:3 o 16:9, ma come formato di visualizzazione (o formato sorgente se ottenuto con la [[post-produzione]]).
[[File:Image cropping 155x1.jpg|thumb|Il bordo blu delimita un'immagine in formato 2,39:1. Il bordo rosso mostra un ritaglio in formato 1,85:1, mentre quello in giallo rappresenta il 14:9.]]
Il '''rapporto 14:9''' (1,56) è un compromesso di transizione per creare immagini rese in modo accettabile sia su schermi in 4:3 che in 16:9, progettato dalla [[BBC]] dopo una serie di test su telespettatori. Veniva utilizzato da emittenti inglesi, irlandesi e australiane ed era piuttosto diffuso nella produzione pubblicitaria. È importante precisare che il 14:9 non esisteva come formato di ripresa, che in ambito televisivo è sempre fatta in 4:3 o 16:9, ma come formato di visualizzazione (o formato sorgente se ottenuto con la [[post-produzione]]).
 
L'uso più comune era su materiale in 16:9. Durante le riprese, le varie inquadrature venivano concepite in modo da non avere materiale importante troppo vicino ai bordi. Rispetto a riprese in 16:9, l'area visibile dopo la conversione sarà comunque maggiore rispetto al 4:3.
{{C|sezione palesemente non NPOV e a favore del 16:9, molte opinioni quantomeno discutibili come ad esempio il fatto di confrontare 4:3 e 16:9 equiparandone il campo visivo della ripresa in verticale, è ovvio che così salta fuori che il 16:9 sarebbe migliore. L'ultima comparazione ad esempio è fuorviante perché dovrebbe prendere il contenuto dell'immagine in 4:3 e ritagliarlo sopra e sotto, mantenendo appunto inalterato il campo della ripresa in orizzontale. Inoltre, come si può vedere dal file WideScreenFormats.svg all'inizio dell'articolo, inscrivendo due rettangoli all'interno di un cerchio, uno con proporzioni 4:3 e uno 16:9, il 4:3 risulta avere molta più superficie sopra e sotto l'intersezione dei due formati di quanta ne abbia il 16:9 ai lati; sarebbe quindi utile prendere l'immagine sorgente delle istantanee qui sotto e disegnarci quei cerchi e rettangoli sopra per rendere l'idea.|tecnica cinematografica|novembre 2015}}
{{vedi anche|16:9}}
 
Il '''rapporto 16:9''' è alla base dell'[[alta definizione]] (HDTV), ma è oramai di diffusione sempre maggiore anche nella televisione standard ([[SDTV]]). I televisori e gli schermi 16:9 sono anche definiti «''[[widescreen]]''» («''schermo largo''»).
{| align="center"
|[[File:AspectRatioSet 16-9.png|1000x180px|thumb|Un'immagine 16:9 rappresentata all'interno di un televisore 16:9]] ||
[[File:AspectRatioSet comparison.png|thumb|Un'immagine in formato 16:9. Le aree scure indicano la parte che non sarebbe visibile se fosse ripresa con la stessa altezza ma in formato 4:3]]
|}
 
Uno schermo 16:9 con uguale altezza di un 4:3, corrisponde ad un formato più largo;
globalmente rispetto a quest'ultimo ha il 133% della sua superficie visiva, acquisita negli spazi aggiuntivi delle periferie laterali.
 
{| align="center"
|[[File:Aspect ratio 4 3 example.jpg|thumb|upright=1.3|Immagine in 4:3 (1,33:1)]] || [[File:Aspect ratio 16 9 example.jpg|thumb|upright=1.7|Immagine in 16:9 (1,78:1)|alt=]]
|}
 
Le due immagini sopra offrono una comparazione tra i formati 4:3 e 16:9. In questo caso l'immagine in 16:9 trae beneficio dalla maggiore area a disposizione. Si notino in particolare gli oggetti a sinistra del lampione e le sedie con i tavoli a destra, non visualizzati nella versione 4:3.
 
Le due immagini sono mostrate in modo che le rispettive altezze siano equivalenti. Comparare due formati sulla base delle dimensioni orizzontali o verticali dello schermo può dare una falsa impressione di superiorità di uno rispetto all'altro, poiché viceversa, comparando un'immagine 16:9 e una 4:3 mantenendo costante la larghezza, l'immagine in 4:3 appare avere un campo visivo di area maggiore.
 
In conclusione, il risultato della comparazione dipende dalla risoluzione e proporzione nativa delle immagini utilizzate per il raffronto.
{| align="center"
|[[File:Aspect ratio 4 3 example16by9.jpgpng|thumb|upright=1.3|Immagine in 4:3di (1esempio,33:1)]] || [[File:Aspect ratio 16 9 example.jpg|thumb|upright=1.3|Immagineripresa in 16:9 (1,78:1).|alt=]]
|[[File:16by9 stretched to fit 4-3.png|thumb|La stessa immagine, visualizzata in modalità anamorfica su un monitor in 4:3. L'immagine appare deformata in senso verticale ma il segnale è da considerarsi corretto, in quanto dipendente solo dal dispositivo di visualizzazione.]]
|[[File:16by9letterbox.png|thumb|L'immagine di esempio con l'aggiunta di bande nere sopra e sotto. In questo modo si ottiene una visualizzazione corretta su un monitor in 4:3.]]
|}
 
In conclusione, il risultato della comparazione dipende dalla risoluzione e proporzione nativa delle immagini utilizzate per il raffronto.
 
====Compatibilità con i vari sistemi [[widescreen]]====
[[File:AspectRatioSet 16-9 letterbox.png|1000x180px|thumb|left|Un'immagine 16:9 rappresentata all'interno di un televisore 4:3. L'immagine viene rimpicciolita in modo da entrare all'interno del 4:3; così facendo, si formano due barre vuote al di sopra e al di sotto dell'immagine. Questo è l'effetto ''[[letterbox]]''.]]
Mentre nel cinema è molto semplice cambiare proporzioni (è sufficiente adeguare i mascherini di cineprese e proiettori), i formati panoramici pongono tuttavia alcuni problemi nel processo di [[telecinema]].
 
 
Il 16:9 permette una maggiore compatibilità con le immagini cinematografiche nei rapporti 1,66:1 ([[European Flat]]), 1,85:1 ([[Academy Flat]]) e 2,35:1/2,40:1 ([[CinemaScope]]/[[Formato anamorfico|anamorfico]] [[Panavision]]). A differenza di come verrebbe trasmesso su schermo 4:3, le bande nere risultanti dalla visione nei formati cinematografici sono più piccole e meno fastidiose. Ad esempio, in un televisore 16:9 un'immagine in formato 2,35:1 occuperebbe soltanto, di bande nere, il 25% circa, contro il 44% su un TV 4:3.
 
{| align="center"
|[[File:AspectRatioSet 4-3.png|1000x180px|thumb|center|Un'immagine 16:9 rappresentata all'interno di un televisore 4:3. L'immagine è stata tagliata ai lati; parte dell'immagine originale è quindi persa. Questa tecnica, oggi sempre meno utilizzata, è detta ''[[Pan and scan]]''.]]
|[[File:AspectRatioSet 16-9 squeezed.png|1000x180px|thumb|center|Un'immagine 16:9 rappresentata all'interno di un televisore 4:3. In questo caso l'immagine non ha subìto trattamenti; viene quindi visualizzata schiacciata orizzontalmente.]]
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|[[File:AspectRatioSet 4-3 letterbox stretched.png|1000x180px|thumb|Un'immagine originariamente 16:9 ma adattata in fase di trasmissione per schermi 4:3 con il metodo del ''[[letterbox]]'', apparirà allungata orizzontalmente su un televisore 16:9.]]
|[[File:AspectRatioSet 16-9 zoomed.png|1000x180px|thumb|Molti televisori 16:9 dispongono di una funzione, solitamente denominata «zoom», che allunga verticalmente l'immagine in modo da rimuovere i bordi neri causati dalla trasmissione in ''[[letterbox]]''. In questo modo si ottiene un'immagine con proporzioni corrette ma di qualità inferiore, a causa dell'ingrandimento.]]
|}
 
==Aspetti della produzione televisiva==
 
In particolare, come mostrato nelle immagini seguenti, un'immagine nativa in 16:9 può essere visualizzata su monitor convenzionali in 4:3 sia in modalità [[anamorfosi|anamorfica]] che letterbox. Nel primo caso l'immagine appare deformata verticalmente, nel secondo le proporzioni sono corrette ma una parte del monitor non viene utilizzata.
 
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|[[File:16by9.png|thumb|Immagine di esempio, ripresa in 16:9.|alt=]]
|[[File:16by9 stretched to fit 4-3.png|thumb|La stessa immagine, visualizzata in modalità anamorfica su un monitor in 4:3. L'immagine appare deformata in senso verticale ma il segnale è da considerarsi corretto, in quanto dipendente solo dal dispositivo di visualizzazione.]]
|[[File:16by9letterbox.png|thumb|L'immagine di esempio con l'aggiunta di bande nere sopra e sotto. In questo modo si ottiene una visualizzazione corretta su un monitor in 4:3.]]
|}
 
La modalità ''letterbox'' non va confusa con il ''finto 16:9'' (vedi sotto) che è invece un segnale in 4:3: nel primo caso, infatti, si utilizza semplicemente una porzione minore del monitor senza intervenire sul segnale.
 
===Il ''finto 16:9''===
Esigenze produttive e di marketing avevano portato, tra il 2007 ed il 2009, all'adozione di una tecnica di ripresa nota in gergo, in [[Italia]], come ''finto 16:9'' o anche '''16:9 bandato'''. Questa tecnica consisteva nella generazione di un segnale standard 4:3 che conteneva un segnale di tipo letterbox. Visivamente, il formato era 16:9 ma in realtà una certa parte delle linee di scansione disponibili venivano sacrificate durante la ripresa. Le bande nere sopra e sotto l'immagine erano usate per inserire informazioni visive, come richiami pubblicitari, loghi e grafiche animate.
 
Anche con le attuali trasmissioni in standard 16:9 è possibile fare ciò (soprattutto in ambito pubblicitario), riprendendo in tale formato e aggiungendo, in post produzione, due bande nere sopra e sotto, dove inserire loghi, informazioni, ecc.
 
===Critiche al formato 16:9===
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[[File:AspectRatioSet 4-3 windowbox.png|thumb|left|upright=1.4|Un'immagine 16:9 adattata per schermi 4:3 con il ''letterbox'', può apparire (a seconda delle impostazioni del televisore) circondata da bordi neri in tutti i lati se visualizzata su uno schermo 16:9. Questo effetto è detto ''inscatolamento'' o, in [[Lingua inglese|inglese]], ''windowbox''.]]
|[[File:AspectRatioSet 4-3 pillarbox.png|1000x180px|thumb|Un'immagine 416:39 rappresentata all'interno di un televisore 164:93. Essendo lL'immagine 4:3è menostata larga, due areetagliata ai lati; delloparte schermodell'immagine rimangonooriginale vuoteè quindi persa. QuestoQuesta effettotecnica, oggi sempre meno utilizzata, è chiamatodetta ''[[pillarboxPan and scan]]''.]]
[[File:AspectRatioSet 4-3 windowbox.png|thumb|left|upright=1.4|Un'immagine 16:9 adattata per schermi 4:3 con il ''letterbox'', può apparire (a seconda delle impostazioni del televisore) circondata da bordi neri in tutti i lati se visualizzata su uno schermo 16:9. Questo effetto è detto ''inscatolamento'' o, in [[Lingua inglese|inglese]], ''windowbox''.]]
|[[File:AspectRatioSet 4-3 letterbox stretched.png|1000x180px|thumb|Un'immagine originariamente 16:9 ma adattata in fase di trasmissione per schermi 4:3 con il metodo del ''[[letterbox]]'', apparirà allungata orizzontalmente su un televisore 16:9.]]
[[File:AspectRatioSet 16-9 letterbox.png|1000x180px|thumb|left|Un'immagine 16:9 rappresentata all'interno di un televisore 4:3. L'immagine viene rimpicciolita in modo da entrare all'interno del 4:3; così facendo, si formano due barre vuote al di sopra e al di sotto dell'immagine. Questo è l'effetto ''[[letterbox]]''.]]
|[[File:AspectRatioSet 416-39 stretchedsqueezed.png|1000x180px|thumb|center|Un'immagine 416:39 rappresentata all'interno di un televisore 164:93. In questo caso il televisore allarga l'immagine pernon riempireha tuttosubìto lo schermotrattamenti; questaviene operazionequindi producevisualizzata tuttavia un'immagine deformataschiacciata orizzontalmente e di minor qualità.]]
|[[File:AspectRatioSet 16-9 zoomed.png|1000x180px|thumb|Molti televisori 16:9 dispongono di una funzione, solitamente denominata «zoom», che allunga verticalmente l'immagine in modo da rimuovere i bordi neri causati dalla trasmissione in ''[[letterbox]]''. In questo modo si ottiene un'immagine con proporzioni corrette ma di qualità inferiore, a causa dell'ingrandimento.]]
</gallery>
 
L'esistenza di più proporzioni crea lavoro aggiuntivo alla produzione audiovisiva, e non sempre con risultati adeguati. È piuttosto frequente che un film in formato panoramico sia visualizzato in maniera alterata (tagliato o espanso oltremisura). Il 4:3 bandato, in particolare, è molto problematico nella resa su monitor in 16:9, perché se viene convertito come letterbox, il risultato mostrerà sia le bande nere sopra e sotto, sia quelle laterali, con un risultato noto in gergo come ''inscatolamento'', cioè con l'immagine visibile all'interno di un rettangolo nero più ampio.
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! 1,17:1
| Formato '''Movietone''', usato nei primi film sonori in 35&nbsp;mm, alla fine degli anni '20, soprattutto in Europa. La colonna sonora ottica era posta di fianco al fotogramma 1,33, riducendone la larghezza. La '''Academy Aperture''' definì il rapporto a 1,37 abbassando l'altezza del fotogramma.<br />Il miglior esempio di questo rapporto sono i primi film sonori di [[Fritz Lang]]: ''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'' e ''[[Il testamento del dottor Mabuse]]''.<br />Il formato di questo fotogramma è molto simile a quello usato oggi per la fotografia anamorfica.
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! 1,33:1
| Rapporto originale del cinema muto in 35&nbsp;mm, usato comunemente per le produzioni televisive, dove è più noto come '''[[4:3]]'''. È inoltre uno degli standard previsti per la compressione [[MPEG-2]].
|[[4:3]]
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! 1,56:1
| Chiamato anche '''14:9''', è spesso usato per la produzione di filmati pubblicitari, come un formato di compromesso tra il 4:3 e il 16:9. Le immagini risultanti possono essere usate sia su televisori tradizionali che widescreen, con effetti di [[letterbox]] o [[pillarbox]] minimizzati.
|[[14:9]]
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! 1,66:1
| Conosciuto anche come '''[[European Flat]]''', era un rapporto standard del cinema panoramico europeo, nativo per la pellicola [[Super 16 mm]] (5:3/15:9, espresso talvolta come "1,67") e utilizzato per la prima volta dalla [[Paramount]]. In [[Italia]] veniva spesso utilizzato per le fiction girate prima del [[2001]] e per alcuni film [[cinema]]tografici. Agli attuali prodotti in questo formato, viene applicato un leggero crop per portare il master a 1,77:1 (nel caso di trasmissione TV), a 1,85:1 (nel caso di [[DVD]] post restauro della pellicola) o semplicemente vengono aggiunte due bande nere ai lati sinistro e destro altrettanto leggere creando un [[pillarbox]] e visualizzando correttamente in [[16:9]] il tutto.
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! 1,78:1
| Rapporto standard per il video ad [[alta definizione]], chiamato comunemente '''[[16:9]]'''. È uno dei tre rapporti previsti per la compressione video [[MPEG-2]].
|[[16:9]]
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! 1,85:1
| Conosciuto come '''[[Academy Flat]]''', è un rapporto panoramico standard dapprima per le produzioni cinematografiche americane e inglesi, mentre attualmente in modo internazionale. Venne utilizzato per la prima volta dalla [[Universal Pictures|Universal-International]] nel 1953. Il fotogramma usa all'incirca l'altezza di 3 perforazioni di pellicola su 4. Esistono tecniche che permettono di girare con un passo di tre perforazioni per risparmiare pellicola.
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! 2,39:1
| proporzioni del 35&nbsp;mm anamorfico dopo il 1970, a volte arrotondate a 2,40:1.<ref name="anamorfico" /> Spesso chiamato commercialmente '''formato Panavision'''.
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! 4,00:1
| proporzioni del '''[[Polyvision]]''' (tre immagini in 35&nbsp;mm con rapporto 4:3 proiettate fianco a fianco). Usato solo da [[Abel Gance]] per ''[[Napoleone (film 1927)|Napoleone]]'' ([[1927]]). Erano le proporzioni del formato [[Magirama]], inventato nel [[1956]] dallo stesso Gance, che utilizzava anche degli specchi.
|[[16:4]]
|}
== proporzioni in fotografia ==
 
Le '''proporzioni''' più comune in fotografia sono probabilmente il 3:2 o 1,5:1 del formato 24×36 su pellicola 35&nbsp;mm Questo rapporto è usato anche dalla maggior parte delle reflex digitali.
 
Un altro formato molto comune è il 4:3 (1,33), utilizzato dagli apparecchi conformi al [[Olympus#Il sistema Quattro Terzi|sistema Quattro Terzi]] della [[Olympus]] e da quasi la totalità delle fotocamere digitali compatte, benché le più sofisticate di queste possano produrre immagini con formati più panoramici.