Differenze tra le versioni di "Orecchio assoluto"

Anche senza possedere l'orecchio assoluto, infatti, qualsiasi musicista a livello già avanzato può affermare di aver notato certe differenze di sensazione nel suonare trasposizioni di certi brani in tonalità diverse da quelle originali in qualche modo inspiegabili. Allo stesso modo, i musicisti potrebbero avere preferenze nel suonare certi accordi invece che altri, ma senza mai capire il perché. Anche senza avere grandi doti musicali, inoltre, si possono notare facilmente tali peculiarità di suono quando si suona una nota con uno strumento e si tenta di riconoscere la stessa nota in ottave diverse: in tal caso, infatti, difficilmente si usa l'[[orecchio relativo]], in quanto non si hanno conoscenze innate di intervalli e tonalità, ma si usa quasi inconsciamente l'orecchio assoluto.
 
Diversi autori, tra cui Burge, parlano di "pitch color", ovvero di "colore delle note" o [[sinestesia (psicologia)]], una qualità delle note stesse del tutto simile al colore visivo, che caratterizza e distingue tutte le note, gli accordi e le tonalità le une dalle altre. Il nostro orecchio occidentale tuttavia non è allenato a sentire tali differenze, in quanto la nostra cultura musicale ci porta soltanto a notare [[Altezza (suono)|altezza]], [[modo musicale|modo]] e [[ritmo]] delle canzoni, tralasciando la tonalità presente in altre lingue come il cinese, il che sarebbe come distinguere un colore chiaro da uno scuro senza riconoscere che uno è [[giallo]] e l'altro è [[blu]].
 
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