Differenze tra le versioni di "Agente di cambio"

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Anche in Italia la categoria degli agenti di cambio fu introdotta da [[Napoleone I]] e precisamente nel [[1808]] con la fondazione della [[Borsa di Milano]], capitale del [[Regno d'Italia (1805-1814)|Regno d'Italia]] napoleonico. Gli agenti di cambio erano una categoria particolare di mediatori iscritti ad un albo presso la [[Camera di Commercio]].<br>
Come mediatori, se da un lato avevano l'esclusiva dell'intermediazione in titoli (rappresentata fisicamente dal diritto di accesso alla ''corbeille''), dall'altro avevano il divieto di esercitare l'attività di mediatori in altri campi e soprattutto di esercitare l'attività bancaria o di cambiavalute, nonché di essere procuratori di [[banca|banche]] o [[società per azioni]].
In Italia la norma che organizzò in modo uniforme tutte le borse del Regno e quindi anche il ruolo degli Agenti di Cambio fu la legge 272 del 1913<ref>[https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1913-03-20;272 testo della legge n° 272 del 20 marzo 1913]</ref>.
 
Con il successivo Regio Decreto Legge 222 del 1925 gli Agenti di Cambio ottennero la qualità di [[pubblici ufficiali]], in quanto redigevano ed autenticavano i fissati bollati, ovvero gli [[atto pubblico|atti pubblici]] di trasferimento delle azioni ed obbligazioni. Venne ribadito il divieto di esercitare in proprio (ovvero quali soci illimitatamente responsabili, amministratori, procuratori od impiegati) l'attività commerciale, industriale o creditizia<ref name=Aleotti102>Alessandro Aleotti, ''Borsa e industria. 1861-1989: cento anni di rapporti difficili'', Milano, Comunità, 1990, pag. 102</ref>.
 
Con la legge 402 del 1967 furono istituiti gli Ordini degli Agenti di Cambio, sicché questi ultimi ottennero anche la qualità di [[professione|professionisti]].