Differenze tra le versioni di "Associazione Sportiva Dilettantistica Lanciano Calcio 1920"

 
=== Gli anni duemila ===
Nel campionato di [[Serie C2 2000-2001|2000-012001]] Angelucci si affida di nuovo a Castori, e la scelta viene ampiamente premiata: i rossoneri terminano il campionato a pari punti con il {{Calcio Chieti|N}} esattamente come 15 anni prima in Interregionale, ma stavolta vige la regola degli scontri diretti che arridono ai rossoneri. Lanciano passa così direttamente in C1, e dopo circa mezzo secolo rimette piede nella terza serie nazionale.
 
Al primo anno di Serie C1,<ref>Tutti i tabellini delle partite di campionato del Lanciano comprese tra le stagioni 2001-2002 e 2011-2012 sono pubblicati in AA.VV., ''Dai play-off ai play-off: 10 anni di calcio e tifo a Lanciano'', Lanciano, Editrice Abruzzese, 2012</ref> il Lanciano ottiene un traguardo insperato: si qualifica ai play off strappando all'ultima giornata il quinto posto al {{Calcio Giulianova|N}}, che batte 3-2 in casa e agguanta in classifica. Il sogno dei rossoneri si ferma però presto, perché la squadra viene eliminata ai play off in semifinale dal {{Calcio Taranto|N}}. L'ottimo risultato spinge Angelucci ad allestire un organico competitivo, ma l'anno seguente la squadra di Castori non ripete l'exploit e deve accontentarsi di un settimo posto.
Un netto ridimensionamento delle ambizioni del club si registra per il torneo 2005-2006. Riccardo Angelucci punta su un tecnico emergente, [[Francesco Monaco (calciatore)|Francesco Monaco]], già calciatore nonché capitano del Lanciano nella C2 1986-87, e reduce dalle esperienza con la Primaversa dell'Ascoli e come secondo sulla panchina della [[Lucchese]], squadra con la quale ha consumato quasi tutta la sua carriera di calciatore. La scelta di Monaco, come testimoniano anche i risultati successi del tecnico. Si rivela tuttavia quantomeno azzeccata: i rossoneri, pur con un organico risicato, si salvano. Tra i giovani più promettenti in squadra ci sono [[Salvatore Bocchetti]], [[Davide Caremi]] e Francesco Di Gennaro; torna inoltre a vestire la maglia del Lanciano Luca Leone, protagonista della scalata dall'Eccellenza alla C1 tra il 1998 e il 2001.
 
IlLa stagione 2006-2007 è soprattutto l'anno che porta al passaggio di mano della famiglia Angelucci. Già in precedenza si era parla di una possibile cessione del club a una cordata della quale fa parte l'ex calciatore della Lazio Giorgio Chinaglia, ma non se ne era fatto nulla<ref group=N>Il tentativo di acquisto del Lanciano interesserà in seguito anche un'inchiesta giudiziaria</ref>. Nell'estate 2006 invece la società viene ceduta a Paolo Di Stanislao e Giuseppe Ielo, che però dopo alcune settimane quest'ultimo si defila. Di Stanislao, dopo un paio di anni di alti e bassi in campo, tra grandi promosse e rapporti sempre più tesi con la piazza, conduce la società al fallimento, dichiarato nell'aprile del 2008. Nello stesso periodo la formazione allenata da Francesco Moriero, nonostante una buona partenza, conosce un drastico calo di risultati, ai quali si sommano i punti di penalizzazione ricevuti a causa delle mancanze della società. In campo arriva la retrocessione ai play out persi contro la {{Calcio Juve Stabia|N}}, ma fortunatamente al salvataggio del titolo sportivo grazie alla famiglia Maio, si somma anche il ripescaggio (ufficiale a luglio) e quindi la possibilità di giocare ancora nella terza serie nazionale, che si appresta a cambiare nome in Prima divisione.
 
[[File:Virtuslancianostemma.png|thumb|upright=0.7|Stemma della Società Sportiva Virtus Lanciano 1924 usato dal [[2008]] al [[2016]].]]
Utente anonimo