Differenze tra le versioni di "Antonio De Nino"

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== Studi ==
Subito dopo l'Unità d'Italia nel 1861, De Nino divenne maestro elementare a [[San Demetrio ne' Vestini]] (AQ), passando pipoi a [[Leonessa]], allora nella provincia d'Aquila. Tornato a [[Sulmona]] nel 1872 fu professore della Scuola Tecnica e del Ginnasio "Publio Ovidio Nasone", qui conobbe Leopoldo Dorrucci. Nel 1885 gli fu affidato l'incarico di direttore delle scuole regie secondarie; ma soprattutto dopo il rientro in patria, iniziò a dare corpo gli interessi archeologici e alla passione per le tradizioni popolari locali. Pubblicò subito i contenuti dei suoi studi e delle sue ricerche, accordandosi con lo storico Atto Vannucci, su ''La Gazzetta di Sulmona'', fondata nel 1874: ''Le armi preistoriche - Di Superequo e Molina - Gli avanzi di Corfinio - Gli avanzi della villa di Ovidio - Di un acquedotto corfiniese - La città di Vesbula''.
[[File:Sulmona - Museo civico 05.jpg|thumb|260px|Stele con scena contadina e iscrizione, Museo civico archeologico dell'Annunziata, Sulmona]]
Dal 1877, formalizzati i rapporti col Ministero della Pubblica Istruzione, ricevendo la nomina di Ispettore onorario ai Monumenti, ebbe finalmente l'opportunità di dirigere gli scavi in modo sistematico in Abruzzo. Iniziò lo stesso anno la collaborazione con "Notizie degli scavi" la pubblicazione dell'[[Accademia dei Lincei]], consistente in una lunga serie di segnalazioni, a partire dallo stesso anno 1907. Ebbe l'autorizzazione dal Ministero di scavare nella piana di Pentima, sino al 1928 era quello il nome medievale della città di [[Corfinio]], che fu eretta sopra l'abitato peligno ''[[Corfinium]]'', che proclamò nell'89 a.C. la capitale d'Italia; successivamente De Nino aprì altre campagne di scavo a Campo Consolino, presso [[Alfedena]] (AQ), avendo personalmente verificato l'importanza del sito, antica acropoli con la necropoli della città dei Pentri di ''Aufidena''; divulgò le notizie degli scavi alla ''Gazzetta dell'Aquila'', e successivamente vennero pubblicate nel Bollettino dell'Istituto di Archeologia d'Italia. Nello stesso anno De Nino scavò a Corfinio, rinvenne l'iscrizione di Herentas, il testo epigrafico più importante della lingua dei Peligni, successivamente consegnata al [[Museo Archeologico di Napoli]].
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