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Sempre l'art. II, dedicato al potere esecutivo, enumera altri poteri esclusivi del presidente, come quelli di convocare una o entrambe le Camere del Congresso, ricevere Ministri e ambasciatori, raccomandare al [[Congresso degli Stati Uniti|Congresso]] le misure che ritiene necessarie e opportune, di nominare consiglieri, di accordare la [[Grazia (diritto)|grazia]] e di sospendere le [[Pena|pene]] per i [[Reato|reati]] puniti a livello federale.
 
La prassi e le interpretazioni della Corte Suprema hanno finito per convalidare nei secoli una serie di ''Implied Powers'', poteri impliciti dell'Esecutivo Federale<ref>Jeff Yates, ''Popular Justice: Presidential Prestige and Executive Success in the Supreme Court'', 0791454479, 9780791454473, 9780585471211, State University of New York Press, 2002.</ref>, divenuto un organo sempre più dinamico e attivo con poteri crescenti di decisione, impulso e stimolo oltre al basilare ''take care that the laws be faithfully executed'', previsto nella Section III (art. 2), estendendolo alla potestà legislativa.
 
L'esercizio di altri poteri presidenziali è invece coordinato con l'attività del Congresso. È il caso della promulgazione delle leggi approvate da entrambe le camere, che include la possibilità di esercitare il diritto di [[veto]] (art. I, sez. 7). In molte tipologie di atto la collaborazione con il [[potere legislativo]] si sostanzia nel cosiddetto "''[[advice and consent]]''" del [[Senato degli Stati Uniti|Senato]]. Il presidente può così nominare diversi alti funzionari (inclusi i segretari di dipartimento, corrispondenti grosso modo ai ministri di un governo parlamentare), gli [[ambasciatore|ambasciatori]] e i [[Giudice|giudici]] federali, ma tali nomine devono essere scrutinate e approvate dal Senato (a maggioranza semplice). I due terzi dei voti espressi dai senatori sono invece necessari per approvare i [[trattato internazionale|trattati]] firmati dal presidente. Tuttavia, il Presidente può firmare gli atti di politica estera e sottrarli al voto del Senato qualificandoli come ''Executive Agreement'' (per esempio, gli [[Conferenza di Jalta|accordi di Yalta]] e di [[Conferenza di Potsdam|Potsdam]] durante la seconda guerra mondiale), nel solo caso in cui non sia necessaria una legge per la concreta realizzazione dell'accordo internazionale.
 
=== Poteri giudiziari ===
 
==== Nomina dei giudici federali ====
Il Presidente degli Stati Uniti ha anche un certo peso sul [[potere giudiziario]] e sull'amministrazione della giustizia. Innanzitutto al Presidente è consentito nominare i giudici federali, inclusi i giudici membri delle [[Corti d'appello degli Stati Uniti d'America|Corti d'appello]] e della [[Corte suprema degli Stati Uniti d'America|Corte Suprema]]. Tuttavia, per avere efficacia, tali nomine devono passare il vaglio del [[Senato (Stati Uniti d'America)|Senato]]: un "contrappeso" che la Costituzione prevede allo scopo di evitare che il Presidente possa nominare tranquillamente giudici di suo gradimento per la loro posizione politica e ideologica. Occorre sottolineare, inoltre, la presenza di una consolidata convenzione costituzionale che prende il nome di ''[[Senatorial courtesy]]''. In breve, i senatori appoggiano l'opposizione espressa da uno dei senatori dello Stato in cui il funzionario nominato andrà a esercitare la sua funzione, bloccando in tal modo la nomina presidenziale.<ref>Tale "potere di veto" da parte dei due senatori è stato descritto con toni critici da diversi esponenti della politica statunitense, tra cui lo stesso Robert Kennedy nelle vesti di Procuratore Generale. "Praticamente", disse, "si tratta di una nomina senatoriale a cui il Presidente appone il suo consenso". David M. O'Brien, ''Storm Center: The Supreme Court in American Politics'' (8th ed.), 2008, W.W. Norton, New York, p. 40.</ref> Tale convenzione costituzionale "non scritta" vale soprattutto per la nomina dei giudici delle [[Corti federali degli Stati Uniti d'America|Corti distrettuali]].
== Elezione e nomina del presidente ==
{{Vedi anche|Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America}}
 
=== Criteri di eleggibilità ===
[[File:FORPRES.jpg|miniatura|262x262px|Da sinistra a destra: gli ex presidenti [[George H. W. Bush]], [[George W. Bush]], [[Bill Clinton]] e [[Jimmy Carter]]]]
* L'unico Presidente a rivestire la carica pur non essendosi presentato alle elezioni è stato [[Gerald Ford]], subentrato a [[Richard Nixon]] dopo le dimissioni di quest'ultimo.
* Sono stati 4 i presidenti assassinati durante il loro mandato:
*# [[AbrahamAbramo Lincoln]], raggiunto da colpi di [[pistola]] in un [[teatro]] di [[Washington]] da un attore [[Confederazione degli Stati d'America|sudista]] il 14 aprile [[1865]], e morto la mattina successiva.
*# [[James Garfield]], ferito a colpi di [[arma da fuoco]] sparati da uno squilibrato nel [[New Jersey]] il 2 luglio [[1881]] e spirato dopo lunga agonia il successivo 19 settembre.
*# [[William McKinley]], ferito a colpi di pistola da un [[Anarchia|anarchico]] a [[Buffalo]] il 6 settembre [[1901]] e spirato otto giorni dopo.
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