Differenze tra le versioni di "Metodo storico-critico"

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In seguito gli ambienti della [[Chiesa cattolica]], specialmente dopo la creazione della [[Pontificia Commissione Biblica]] ([[1902]]), cominciarono ad indicare nel metodo storico-critico un alleato per la comprensione della Bibbia come conferma della fede professata. Nella sua enciclica [[Providentissimus Deus]] (Dio totalmente Provvidente) (primo di novembre [[1893]]) [[papa Leone XIII]] spinse l'ambiente della docenza cattolica ad essere ''più dotti e provveduti'' nello studio della Bibbia.
 
Cinque decenni più tardi, dopo la fondazione dell'[[Pontificio Istituto Biblico]] ([[10091909]]), [[Pio XII]] nel suo [[Divino Afflante Spiritu]] (30 settembre [[1943]] (Ispirati dal Divino Spirito) lodò e stimolò l'applicazione de ''l'arte della [[ecdotica|storia del testo]]''.<ref>''Il suo scopo, infatti, è quello di ristabilire per quanto possibile il testo originale, purificarlo dalle deformazioni introdottesi a causa di copisti, e di liberarlo dalle glosse e commenti infiltratisi nel testo [...]. È vero che di tal critica alcuni decenni or sono non pochi abusarono a loro talento, non di rado in guisa che si direbbe abbiano voluto introdurre nel sacro testo i loro preconcetti". [...]''</ref>
 
''Fornito così della conoscenza delle lingue antiche e del corredo della critica, l'esegeta cattolico si applichi a quello che fra tutti i suoi compiti è il più alto: trovare ed esporre il genuino pensiero dei Sacri Libri »''.
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