Differenze tra le versioni di "Medea"

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=== La Medea di Euripide ===
Sono passati dieci anni, [[Creonte (figlio di Liceto)|Creonte]], re della città di Corinto, vuole dare la sua giovane figlia [[Glauce]] in sposa a Giasone, offrendo così a quest'ultimo la possibilità di successione al trono. Giasone accetta e cerca inutilmente di far accettare la cosa a Medea, che si dispera per l'abbandono e il nuovo esilio, imposto da Creonte, timoroso di sue vendette.
 
VistaMedea l'indifferenzamanda dia chiamare Giasone, gli ricorda il loro passato e le volte che gli era venuta in aiuto, ma di fronte allaall'ingratitudine suae situazioneall'indifferenza di Giasone, Medeasi adira e medita una tremenda vendetta. Fingendosi rassegnata, finge di voler rappacificarsi con la nuova famiglia del marito per il bene dei figli e manda come dono nuziale ununa mantelloveste finissima e una corona d'oro alla giovane Glauce, la quale, non sapendo che ili donodoni èsono intrisointrisi di un potente veleno, loli indossa, per poi morire fra fiamme e dolori strazianti. Il padre Creonte, corso in aiuto, tocca anch'egli il mantello, e muore atrocemente.
 
Ma la vendetta di Medea non finisce qui. Secondo [[Euripide]], per assicurarsi che Giasone soffrisse e non avesse discendenza, dopo un'angosciosa incertezza vince la sua natura di madre e uccide i loro piccoli figli ([[Mermero (Giasone)|Mermero]] e [[Fere (Giasone)|Fere]]) avuti da lui<ref>Nella ''Medea'' di [[Carcino di Agrigento|Carcino]], però, era testimoniata la variante secondo la quale sarebbero stati i corinzi ad ucciderli, incolpandola del delitto: cfr. {{cita libro |autore=M. Martinelli |capitolo=Una nuova Medea in musica: P.Louvre inv. E 10534 e la Medea di Carcino |curatore=M.S. Celentano |titolo=Ricerche di metrica e musica greca per Roberto Pretagostini |città=Alessandria |editore=Edizioni dell'Orso |anno=2010 |pagine=61-76}}</ref>. Secondo [[Diodoro Siculo]] i figli che Medea aveva avuto da Giasone erano però tre: i due gemelli Tessalo e [[Alcimene (figlio di Giasone)|Alcimene]] e Tisandro<ref>{{Cita libro |autore=Luisa Biondetti |titolo=Dizionario di mitologia classica |città=Milano |editore=Badini & Castoldi |anno=1997 |ISBN=88-8089-300-9 |p=429 e p. 326 }}</ref>.
 
Fuggita ad [[Atene]], a bordo del carro del Sole trainato da draghi alati, Medea sposa il re [[Egeo]], dal quale ha un figlio, [[Medo (mitologia)|Medo]]; Egeo aveva precedentemente concepito con [[Etra (figlia di Pitteo)|Etra]] un figlio, [[Teseo]]. Medea vuole lasciare il trono di Atene a Medo, ma Teseo giunge in città. Egeo ignora che Teseo sia suo figlio, e Medea, che vede ostacolati i suoi piani per Medo, suggerisce al marito di uccidere il nuovo venuto durante un banchetto. Ma all'ultimo istante Egeo riconosce Teseo come suo figlio e Medea è costretta a fuggire di nuovo.
 
Torna nella Colchide, dove si ricongiunge e si riappacifica con il padre Eete.
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