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L'Epiro fu governato dagli [[Impero Ottomano|Ottomani]] per quasi 500 anni. Il governo ottomano, cosi come in Epirotutti sii rivelòBalcani, particolarmentefu dannoso; lanella regione: fu sottoposta a deforestazione e laalla coltivazione eccessiva, questo danneggiò il terreno e spinse molti "Epiroti" ad emigrare per sfuggire dalla povertà diffusa nella regione.<ref name=Britannica/> Ciò nonostante, gli ottomani non godevano del controllo totale sull'Epiro. Le regioni di [[Himara]] e [[Zagori]] riuscirono a resistere con successo al dominio ottomano e mantennero un grado di indipendenza per tutto quel periodo. Dal 1443 in poi, [[Giorgio Castriota Scanderbeg]] guidò una rivolta di 25 anni in [[Epirus nova]] contro l'Impero ottomano e fu eletto nel 1444 "generale della guerra turca" in quella che viene definita come la [[Lega di Alessio]].<ref name="Gibbon1788p143">{{harvnb|Gibbon|1788|p=143}}</ref> Gli Ottomani espulsero i Veneziani da quasi tutta la zona alla fine del [[XV secolo]].
 
Tra il [[XVI secolo|XVI]] e il [[XIX secolo]], la città di Ioannina raggiunse grande prosperità e divenne un importante centro del [[Illuminismo in Grecia|moderno illuminismo greco]].<ref>{{harvnb|Sakellariou|1997|p=268}}.</ref><ref name=Fleming>{{harvnb|Fleming|1999|pp=63–66}}.</ref><ref>''[http://www.greece2001.gr/docs/67-132.pdf The Era of Enlightenment (Late 7th century-1821)]''. Eθνικό Kέντρο Bιβλίου, p. 13.</ref><ref>Υπουργείο Εσωτερικών, Αποκέντρωσης και Ηλεκρονικής Διακυβέρνησης [http://www.epirus.gov.gr/portal/index.php/epirus/genika-stoixeia/the-epirus.html Περιφέρεια Ηπείρου]: "Στη δεκαετία του 1790 ο νεοελληνικός διαφωτισμός έφθασε στο κορύφωμά του. Φορέας του πνεύματος στα Ιωάννινα είναι ο Αθανάσιος Ψαλίδας."</ref> Vennero fondate numerose scuole, come le Balaneios, Maroutsaia, Kaplaneios e Zosimaia, che insegnavano materie come [[letteratura]], [[filosofia]], [[matematica]] e [[fisica|scienze fisiche]]. Nel [[XVIII secolo]], con il declino del potere dell'Impero Ottomano, l'Epiro divenne ''de facto'' regione autonoma sotto il dominio dispotico d [[Alì Pascià di Tepeleni|Alì Pascià]] di [[Tepelenë]], un brigante musulmano albanese che riuscì a diventare il governatore provinciale di Ioannina nel 1788.<ref name=Britannica/> Al culmine del suo potere, controllava tutto l'Epiro, gran parte del [[Peloponneso]] e parti occidentali della [[Macedonia (regione storica)|Macedonia]].<ref name=Britannica/> La campagna di Ali Pascià tendente a soggiogare la confederazione degli insediamenti di [[Suli]] incontrò forte resistenza da parte dei Sulioti, guerrieri albanesi della zona montuosa. Dopo numerosi tentativi falliti di sconfiggere i Sulioti, le sue truppe riuscirono a conquistare la zona nel 1803. D'altra parte, Ali, che aveva usato il greco come lingua ufficiale, assistette ad un aumento di attività culturale di propaganda greca con la creazione di numerose istituzioni educative.<ref>{{harvnb|Fleming|1999|p=64}}.</ref>
 
Quando scoppiò la [[guerra d'indipendenza greca]], gli abitanti dell'Epiro vi contribuirono notevolmente. Due dei membri fondatori della [[Filikí Etería]] (la società segreta dei rivoluzionari greci), [[Nikolaos Skoufas]] e Athanasios Tsakalov, venivano da [[Arta (unità periferica)|Arta]] e dalla città di [[Ioannina]], rispettivamente. Il primo Primo ministro costituzionale della Grecia (1844-1847), [[Ioannis Kolettis]], era nativo del villaggio di Syrrako in Epiro ed era un ex medico personale di Ali Pascià. Ali Pascià cercò di utilizzare la guerra come un'opportunità per diventare un sovrano pienamente indipendente, ma fu assassinato da agenti ottomani nel 1822. Quando la Grecia divenne indipendente nel 1830, tuttavia, l'Epiro rimase sotto il dominio ottomano. Nel 1854, durante la [[guerra di Crimea]], scoppiò una grande [[rivolta dell'Epiro del 1854|ribellione]]. Anche se lo Stato greco ritrovato cercò tacitamente di sostenerla, la ribellione venne soppressa dalle forze ottomane dopo pochi mesi.<ref>{{harvnb|Reid|2000}}.</ref> Un'altra ribellione fallì nel 1878. Durante questo periodo, il [[Patriarcato ecumenico di Costantinopoli]] riuscì a chiudere le poche scuole albanesi, considerando l'insegnamento della lingua albanese un fattore che avrebbe potuto diminuire la sua influenza e portare alla creazione di una chiesa albanese indipendente, mentre le pubblicazioni in lingua albanese erano state vietate da parte dell'Impero Ottomano.<ref>{{harvnb|Jelavich|Jelavich|1977|p=226}}.</ref><ref name="Ramet1998">{{harvnb|Ramet|1998|p=205}}.</ref> Alla fine del [[XIX secolo]], il [[Regno d'Italia]] aprì diverse scuole nelle regioni di [[Ioannina]] e [[Prevesa]] al fine di influenzare la popolazione locale, in maggioranza albanese. Queste scuole iniziarono ad attrarre studenti delle scuole di greco, ma alla fine vennero chiuse dopo l'intervento e le molestie da parte del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli.<ref name="schwanders">{{harvnb|Schwandner-Sievers|Fischer|2002|loc=Isa Blumi, "The Role of Education in the Albanian Identity and its Myths", p. 57}}.</ref> Dalla fine del periodo del dominio ottomano (dal XVIII secolo) la popolazione greca e aromena della regione soffriva dell'azione dei predoni albanesi, che sporadicamente continuavano ad agire dopo la morte di Ali Pascià, fino al 1912-1913.<ref>{{harvnb|Hammond|1976|p=41}}: "In tutto questo periodo bande di predoni albanesi saccheggiavano e distruggevano i villaggi del Valacchi e dei Greci in Epiro, nel nord del Pindo, la regione dei laghi di Prespa e Ocride, e parti della Macedonia occidentale. Un capo albanese, 'Ali il Leone', emulò le azioni di 'Giovanni Spada' e 'Pietro Pockmark' quando si autonominò, come Ali Pascià, sovrano indipendente di Ioannina. Lui e i suoi soldati albanesi, reclutati principalmente nella sua patria, nel Kurvelesh e nella valle del Drin a nord dell'Epiro, controllavano tutto l'Epiro e portarono le loro incursioni fino in Macedonia occidentale e in Tessaglia. Come si è visto, distrussero gli insediamenti valacchi nella zona dei laghi e indebolirono quelli più a sud. Dopo l'assassinio di Ali Pascià nel 1822, incursioni sporadiche di bande di albanesi erano una caratteristica della vita nel nord della Grecia fino alla liberazione del 1912-13".</ref>
 
=== XX secolo ===
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