Differenze tra le versioni di "Autobianchi"

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L'alleanza paritetica fra i tre azionisti avrebbe permesso in questo modo alla Pirelli di allargare il proprio mercato nell'ottica della fornitura di pneumatici, alla Fiat di attrarre un nuovo target di clienti votati all'acquisizione di vetture “medio - piccole” di categoria superiore e alla Bianchi di poter usufruire delle tecnologie e delle componenti meccaniche messe a disposizione dalla casa torinese a costi di produzione notevolmente ridotti. Il capitale azionario inizialmente investito nell'operazione fu di tre milioni di lire<ref>[http://www.autobianchi.org/ita2/storia.asp "La storia"]</ref>.
 
La fabbrica scelta per l'operatività del piano fu quella della Bianchi a [[Desio]], in precedenza occupata dalle Officine Metallurgiche Edoardo Bianchi, con una superficie pari a 140.000 m², gradualmente ammodernata ed ampliata, affiancando nel [[1957]] alla produzione degli autocarri (rimarcati ora Autobianchi) quella delladelle auto [[Autobianchi Bianchina|Bianchina]], che conobbe sin da subito un buon successo di vendite, tanto da estendersi negli anni a seguire a diverse varianti del modello: Trasformabile, Berlina 4 posti, Panoramica, Cabriolet e Furgoncino.
=== La cessione della quota Bianchi===
Sul finire del [[1958]] la Bianchi uscì dalla compagine azionaria della società, cedendo quote e relativo stabilimento di Desio agli altri due soci, che completarono le operazioni di miglioramento del sito produttivo, dotandolo fra l'altro di macchinari più sofisticati ed all'avanguardia, soprattutto nell'ambito della verniciatura, permettendo la fabbricazione di circa 200 vetture al giorno, accanto alla costruzione degli autocarri che si concluderà nel 1968.
 
NelDopo aver avuto sede legale negli immobili di proprietà della Bianchi in viale Abruzzi e in seguito della Pirelli in piazza Duca d'Aosta, nel [[1960]] lagli sedeuffici dell'Autobianchi vennevennero definitivamente trasferitatrasferiti nel nuovo [[Grattacielo Pirelli]] di [[Milano]] appena inaugurato, e sulla scia del successo della Bianchina vennela lanciatagamma iniziò ad essere estesa, a partire dal [[1963]], alla commercializzazione di una nuova vettura, la [[Autobianchi Stellina|Stellina]], prima auto italiana ad essere realizzata in [[vetroresina]], seguita nel [[1964]] dalla [[Autobianchi Primula|Primula]], che fece da apripista, nellanegli progettazionestudi progettuali Fiat, all'adozione in serie delladel concetto di [[trazione anteriore]]. La Primula, oltre che nelle versioni 3/5 porte, erafu disponibile in seguito anche in una suggestiva variante Coupé.
===Il passaggio a Fiat===
Nel [[1968]], in concomitanza con la nascita della [[Autobianchi A111|A111]], berlina di lusso della casa, l'Autobianchi passò completamente nelle mani della FIAT, che già da qualche tempo stava utilizzando lo stabilimento di Desio per produrre alcuni modelli di sua proprietà, come la [[Fiat 500 Giardiniera]], venduta “ristilizzata” a partire dallo stesso anno sotto la denominazione di [[Autobianchi Giardiniera]].
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