Differenze tra le versioni di "Antonino Pio"

m
 
===== Amministrazione giuridica =====
Nell'amministrazione generale dell'impero, e particolarmente in campo legale, Antonino seguì nelle grandi linee gli indirizzi di [[Adriano]] benché per quanto concerne questo aspetto l'[[Historia Augusta]] esordisca così: "Notevole fu l'impronta da lui lasciata nel campo del diritto tramite i giureconsulti Vindio Vero, Salvio Valente, [[Volusio Meciano]], Vepio Marcello e Diaboleno". Sotto il suo regno giunse a conclusione e ci fu il riconoscimento giuridico formale della distinzione tra le classi superiori (''honestiores'') e le altre (''humiliores''), distinzione espressa nelle diverse pene cui le classi erano soggette. Si nota la tendenza a sottoporre i ceti più umili della società, siano pure cittadini romani, a pene generalmente riservate in età repubblicana agli schiavi. Che Antonino abbia autorizzato un ulteriore sviluppo di questo sistema è chiaro. Basterà citare il seguente passo del [[Digesto]] tratto da un frammento del giurista [[Domizio Ulpiano]]:
{{citazione|Chiunque rubi oro o argento dalle miniere imperiali è punito, secondo un editto del Divo Pio, con l'esilio o il lavoro in miniera, a seconda della sua condizione personale.|Digesto 48.13.8 Ulpianus 7 ''de off. procons.''|''Si quis ex metallis caesarianis aurum argentumve furatus fuerit, ex edicto divi pii exilio vel metallo, prout dignitas personae, punitur''|lingua=la}}