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La giovane regina Vittoria si innamorò dell'[[Irlanda]], scegliendo, nel 1849, per le vacanze, la città di [[Killarney]] nel [[Contea di Kerry|Kerry]], facendone una delle prime località turistiche del [[XIX secolo]]<ref>{{Cita|Longford|p.191}}.</ref>.
 
Il suo amore per l'isola fu corrisposto da un iniziale sentimento di amicizia da parte del popolo irlandese per la giovane regina. Nel [[1845]] l'Irlanda fu colpita da una malattia delle [[Solanum tuberosum|patate]] che in quattro anni costò la vita a oltre mezzo milione di irlandesi e vide l'emigrazione di un altro milione di abitanti. In risposta a ciò che venne chiamata ''[[Grande carestia irlandese|Grande carestia]]'', in inglese ''Great Famine'' (''An Gorta Mor''), la regina donò personalmente 5 000{{formatnum:5000}} sterline e fu coinvolta in molte iniziative caritatevoli. Ciononostante la politica del primo ministro Lord John Russell, largamente accusata di peggiorare le conseguenze della carestia, oscurò la fama della regina. Agli occhi dei repubblicani estremisti Vittoria fu soprannominata «Regina della carestia» e vennero comunemente accettate storie in cui la regina aveva donato in beneficenza solo 5 sterline.
 
Il primo viaggio ufficiale della regina venne organizzato da [[George Villiers, IV conte di Clarendon|Lord Clarendon]], che aveva l'incarico di Luogotenente dell'Irlanda: a capo dell'amministrazione britannica tentò sia di distrarre l'attenzione degli irlandesi dalla carestia, sia di avvisare i politici britannici per mezzo della presenza della regina della serietà della situazione irlandese. Nonostante l'impatto negativo della carestia sulla popolarità della regina la sua presenza riuscì a fare cantare il ''[[God Save the Queen]]'' (l'inno del Regno Unito) alla fine dei raduni del Partito Nazionalista Irlandese.