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== Descrizione ==
[[File:Pastorizia - panoramio.jpg|miniatura|Gregge al [[pascolo]]]]
La pastorizia si contraddistingue dall'allevamento classico in [[stalla|stalle]] o recinti perché gli animali [[bestiame]] si nutrono lasciati liberi in un ambiente naturale ovvero sono al [[pascolo]] allo stato brado anziché nutriti con risorse dell'allevatore. Vi è una forte [[simbiosi mutualistica|simbiosi]] che si instaura tra gli [[animali]] e il [[pastore]], che si occupa di loro ''a tempo pieno'', non limitandosi ad accompagnarli al pascolo, ma fornendo loro protezione dai [[predatore|predatori]] (anche con il tradizionale ausilio di [[cane da pastore|cani]]), cure sanitarie, assistenza durante il parto ecc.
la pastorizia è una pratica triste fatta da pastori sardi zoofili
Un'altra peculiarità di questo tipo di allevamento è che la persona che si occupa degli animali è generalmente la stessa che provvede alla trasformazione dei prodotti (dalla tosatura della [[lana]] alla produzione di [[latticini|derivati del latte]]). Gli uomini della [[preistoria]] usavano fortemente la pastorizia perché erano fondamentalmente [[nomade|nomadi]].
 
 
La pastorizia aveva un ruolo centrale nelle economie e nelle società del passato: in [[Italia]], dal secondo decennio del [[Novecento]], le dimensioni degli allevamenti bradi cominciarono progressivamente a diminuire, tuttavia dopo mezzo secolo di progressiva riduzione vi è stata una vistosa inversione di tendenza. Mentre alla fine degli anni settanta si considerava un fenomeno destinato a scomparire, legato allo sottosviluppo, oggi la pastorizia ha riacquistato una certa importanza anche in alcune aree moderne dell'[[Civiltà occidentale|Occidente]]. Stando alle rilevazioni effettuate alla fine degli anni novanta, in Italia, il numero dei capi di [[bestiame]] è aumentato notevolmente: rispetto agli anni '70 il numero di [[pecora|pecore]], ad esempio, ha registrato un aumento del 40%, passando da 7 a quasi 11 milioni di esemplari.
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