Differenze tra le versioni di "Decameron"

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La struttura del Decameron affonda le sue radici in tradizioni lontane: il ricorso alla cornice era tipico della novellistica orientale e araba; l'idea di una brigata di dieci persone che conversa dopo pranzo per alcuni giorni è già nei ''[[Saturnalia (Macrobio)|Saturnalia]]'' di [[Macrobio]]; storie di varie avventure, talora oscene, sono nel filone greco e poi latino delle ''[[Satira menippea|Satire menippee]]'' che influenza - è questa un'altra fonte sicura di Boccaccio - le ''Metamorfosi'' di [[Apuleio]], opera in cui compare anche il tema del novellare in una situazione di pericolo, di fronte alla morte.
 
Come repertorio tematico delle varie novelle Boccaccio ha utilizzato poi numerose fonti medievali: i ''[[fabliaux]]'', i ''[[lai (poesia)|lais]]'', i [[cantare (poesia)|cantari]] dei [[giullari]], le raccolte di ''[[exempla]]'', le ''[[Vida (biografia)|vidas]]'' dei [[trovatori]], le commedie elegìache in latinlatino, le fiabe orientali. Egli riprende talora lo stesso materiale del ''[[Novellino]]'' e qualche volta le novelle stesse di questa raccolta. D'altra parte, il Novellino costituisce il primo serio tentativo di affermazione della novellistica prima del ''Decameron'', ed è naturale che Boccaccio lo tenesse costantemente presente; ma nel Decameron siamo ormai al di là delle strutture narrative, ancora gracili e approssimative, di questo libro.
 
=== La lingua del ''Decameron'' ===
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