Differenze tra le versioni di "Metodo scientifico"

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Come si diceva, i due significati non sono completamente avulsi l'uno dall'altro. Si potrebbe sostenere, ad esempio, che se esistono dei criteri di metodo che caratterizzano il discorso scientifico (primo significato) questi dovrebbero per forza essere gli stessi adottati concretamente dagli scienziati nella loro attività quotidiana (secondo significato). D'altra parte è anche vero che il modo di procedere del singolo scienziato può anche essere più o meno fuori da ogni schema (si pensi alle molteplici figure in qualche modo geniali che hanno caratterizzato la storia della scienza e al loro modo di procedere per intuizione e apparentemente senza alcun metodo sistematico), e che a caratterizzare come scientifici i suoi risultati sono dunque criteri in qualche modo indipendenti dalla sua attività di scoperta e ricerca (per esempio la [[riproducibilità]] dei suoi dati sperimentali).
 
Un'ulteriore difficoltà nasce dalla diversità essenziale fra le molte discipline che ambiscono a considerarsi scientifiche. Ogni disciplina ha le sue caratteristiche peculiari e la sua declinazione specifica del metodo scientifico. In primo luogo occorre distinguere fra le cosiddette [[scienze dure]], per le quali è applicabile in modo evidente il principio della [[riproducibilità]] degli esperimenti, e le [[scienze molli]], ad esempio le scienze umanistiche. Lo studio galileiano, per esempio, della caduta dei gravi poteva avvalersi della ripetizione di ogni esperimento e del trattamento statistico dei dati misurati, procedure scarsamente applicabili se non impossibili in discipline che analizzano eventi irripetibili come la [[cosmologia (astronomia)|cosmologia]], la [[sismologia]], la [[teoria dell'evoluzione delle specie]], ecc. e ancor meno nelle scienze sociali. Per quanto riguarda le scienze umane in senso stretto, metodi quantitativi e statistici sono applicati in [[psicologia sperimentale]], mentre, per esempio., in [[psicoanalisi]] ci si avvale essenzialmente di schemi interpretativi, che, secondo Popper e molti altri, sono al di fuori del metodo scientifico. Anche gli studi storici o letterari spesso si avvalgono di dati ottenuti con metodi scientifici (ad esempio per datare reperti), ma nel momento cruciale della sintesi di tutti i dati non possono appoggiarsi né a esperimenti né a modelli matematici e ricorrono a schemi interpretativi fortemente influenzati dal consenso culturale. Per esempio in storia è facile riconoscere tratti comuni alla [[storiografia#Storiografia romantica|storiografia risorgimentale]], mentre in esegesi biblica l'[[ipotesi documentaria]] è stata considerata per due secoli una verità acquisita, ma oggi è seguita solo da una porzione minoritaria dei biblisti.
 
==== I problemi diversi dibattuti da scienziati, filosofi e sociologi ====
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