Differenze tra le versioni di "Sampierdarena"

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Altri nuclei abitati nel territorio sampierdarenese erano quello della Coscia, con un approdo riparato a ridosso del promontorio di San Benigno, quello formato dalle poche case attorno all'antica pieve di [[Martino di Tours|San Martino]], nella zona del Campaccio (attuale Campasso), il Canto, a ponente, che comprendeva anche la zona allora disabitata detta "Sciummæa", alla foce del Polcevera (oggi Fiumara) e i piccoli nuclei rurali sulle colline di Promontorio e Belvedere.<ref name="sampierdarena"/><ref name="guidadidgenova"/>
 
Dalla fine del [[XII secolo]] alla tradizionale attività della pesca si affiancò quella delle costruzioni navali, che diede un grande impulso allo sviluppo dell'economia locale; i [[cantiere navale|cantieri navali]] sampierdarenesi, che potevano usufruire di "una piaggia lunga un grosso miglio, tanto comoda al varar delle navi, che non potrebbe esser più", come ricordato nei suoi "Annali" (1537) dal [[Agostino Giustiniani|Giustiniani]], raggiunsero un alto livello di specializzazione nella costruzione delle [[galea|galee]]<ref name="sampierdarena"/><ref name="torri"/>. In questi cantieri vennero costruite numerose navi su commissione delle famiglie [[Doria]], [[Gattilusio]], [[Lomellini (famiglia)|Lomellini]], [[Mallone (famiglia)|Mallone]] e [[UsodimareUso (famiglia)di Mare|Usodimare]], tra cui alcune di quelle utilizzate per la [[Settima crociata|crociata]] indetta nel 1248 dal re [[Luigi IX di Francia]]<ref>[https://books.google.it/books?id=kzLRAAAAMAAJ&printsec=frontcover&dq=Archivio+Storico+Italiano&hl=it&sa=X&ei=PSukVLKmI8KrUYTygaAL&ved=0CCUQ6AEwAQ#v=onepage&q=Archivio%20Storico%20Italiano&f=false Documenti inediti relativi alla prima crociata di San Ludovico IX, re di Francia], in Archivio Storico Italiano, G.P. Viesseux, Firenze, 1859</ref> e molte di quelle che presero parte alla [[battaglia della Meloria]], nel 1284.<ref name="sampierdarena"/><ref name="torri"/>
 
Al successivo sviluppo contribuì anche l'insediamento nella zona di ordini religiosi: [[Ordine di Sant'Agostino|agostiniani]] a S. Maria della Cella e S. Maria di Belvedere, [[Ordine di San Benedetto|benedettini]] nella vicina [[Abbazia di San Benigno (Genova)|abbazia di San Benigno]], [[Congregazione vallombrosana|vallombrosani]] a S. Bartolomeo del Fossato e S. Bartolomeo di Promontorio.<ref name="TCI"/>
* '''Torre del Labirinto''', ancora esistente, sia pur degradata, è comunque fra le meglio conservate; situata nel quartiere della Coscia, nascosta tra le case tra via Pietro Chiesa e piazza Barabino, è parzialmente visibile da quest'ultima. Il curioso nome deriva dall'intrico dei vicoli sui quali si innalzava.
* '''Torre dei Frati''', che prendeva nome dal vicino convento degli agostiniani di S. Maria della Cella, è inglobata in un caseggiato di via Sampierdarena ed è parzialmente visibile da via Buranello.
* '''Torre del Comune''', scomparsa, sorgeva su un piccolo promontorio, nel luogo dov'è oggi il palazzo comunale. Potrebbe risalire alla metà del [[XVI secolo|Cinquecento]] la sua trasformazione in un piccolo fortilizio detto "il Castello", a pianta quadrata e con un cortile al centro, costruito per adeguare le difese costiere alle nuove tecniche militari, conseguenti all'invenzione della [[polvere da sparo]] e al conseguente massiccio impiego di [[cannone|cannoni]]; l'edificio, che nel [[XVIII secolo]] ospitava le guardie della Sanità, nel 1852 venne demolito per realizzare la nuova [[casaMunicipio comunale(edificio)|sede comunale]]. Pochi resti sono inglobati nel lato a mare dell'edificio, nascosti alla vista da una costruzione addossata al palazzo.
* '''Torre del Canto''', in via Bombrini, prende il nome dal rione del Canto, nella zona di ponente del quartiere, prossima all'area della Fiumara. Inglobata in un edificio industriale oggi adibito a uffici, profondamente rimaneggiata e svuotata al suo interno, è stata trasformata nel vano di un [[Ascensore|montacarichi]]. Con la recente riqualificazione dell'area industriale della Fiumara, anche la torre è stata restaurata.
 
Oltre a queste alcuni storici ipotizzano l'esistenza di una torre nella zona della "Crosa dei Buoi" (oggi via Stefano Canzio, tra la piazza Vittorio Veneto e via San Pier d'Arena)<ref>Per alcuni la presunta torre della Crosa dei Buoi potrebbe corrispondere a una struttura inglobata in un edificio recentemente ristrutturato, ma non sono state condotte indagini in proposito</ref> e di un'altra alla foce del Polcevera, ma senza elementi a supporto di questa teoria.<ref name="torri"/>
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