Differenze tra le versioni di "Costituzione siciliana del 1812"

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Il 22 dicembre [[1798]], a seguito della invasione francese del [[regno di Napoli]], il re [[Ferdinando IV di Borbone|Ferdinando IV]] (III di Sicilia), abbandonò Napoli rifugiandosi nella capitale del Regno di Sicilia, [[Palermo]]. I siciliani, inizialmente soddisfatti delle assicurazioni date da Ferdinando nel discorso di apertura della sessione parlamentare del [[1802]] riguardo alla sua intenzione di mantenere la corte a Palermo, concessero donativi oltremodo ingenti. In realtà Ferdinando e la sua corte non desideravano altro che tornare a [[Napoli]] e, appena gli accordi con Napoleone lo resero possibile, lo fecero nel giugno del [[1802]].
 
Quando però i reali di Borbone tornarono ancora a Palermo nel [[1806]], l'atmosfera che li accolse fu tutt'altro che festosa, non volendo il popolo siciliano sottostare al loro predominio né pagare ulteriori gabelle all'esclusivo fine di mantenerli. Stando così le cose, Ferdinando, nel 1810, riunì il [[Parlamento siciliano]] domandando personalmente aiuti adeguati per la salvaguardia del regno minacciato dai francesi.<ref>Salvo Di Matteo, ''[http://www.storiamediterranea.it/portfolio/storia-dellantico-parlamento-di-sicilia-1130-1849-con-un-inedito-del-marchese-di-villabianca-i-parlamenti-piu-clamorosi-del-regno-1189-1798/ Storia dell’Antico parlamento di Sicilia (1130-1849). I parlamenti più clamorosi del regno (1189-1798)]'', Graficreo, pp. 94-95.</ref>
 
Dopo lunghe discussioni il governo ebbe un donativo appena sufficiente ai bisogni immediati, dovendo così imporre una gravosa [[tassa]] sulle entrate. La rivolta esplose.
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