Differenze tra le versioni di "Gian Vittorio Rossi"

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== Biografia ==
Nacque da «famiglia agiata» di Roma e rimase per tutta la vita nella città natale. Studiò nel [[Collegio Romano]] dei [[Gesuiti]], dove ebbe come maestri i dotti padri Francesco Benci, Orazio Torsellino e Girolamo Brunelli, professore di lingue greca ed ebraica, e autore di traduzioni dal greco (V. [[Giammaria Mazzuchelli|Mazzuch.]] ''Scritt. ital.'' t. 2, par. 4, p. 2171), con i quali mantenne stretti rapporti di amicizia.<ref>{{cita libro|autore=[[Girolamo Tiraboschi]]|titolo=[[Storia della letteratura italiana (Tiraboschi)|Storia della letteratura italiana]]|editore=Salvioni|anno=1785|p=334|citazione=Mandato alle Scuole de’ Gesuiti del Collegio Romano, vi ebbe a Maestri tre dottissimi uomini, i PP. Francesco Benzi e Orazio Torsellino, da noi nominati nella storia del secolo precedente, e il p. Girolamo Brunelli professore delle lingue greca ed ebraica, e di cui abbiamo alcune traduzioni dal greco (V. Mazzucch. ''Scritt. ital.'' t. 2, par. 4, p. 2171), a’ quali egli si mostrò poscia sempre gratissimo.}}</ref> Durante gli studi si distinse soprattutto per la straordinaria conoscenza nelladella [[lingua latina]]. Si laureò in giurisprudenza alla ''[[Sapienza Università di Roma|Sapienza]]'' a soli diciannove anni di età, e nel 1603 entrò a far parte dell<nowiki>'</nowiki>''[[Accademia degli Umoristi]]''. In seguito a gravi disgrazie familiari fu costretto ad esercitare la professione legale. Visse di stenti finché non venne nominato segretario del cardinale [[Andrea Baroni Peretti Montalto|Andrea Peretti]] ([[1610]]). Alla morte del cardinal Peretti (1628) il Rossi si ritirò in una piccola abitazione sul [[Gianicolo]] che divenne ritrovo abituale di alcuni intellettuali suoi amici: [[Alessandro Tassoni]], [[Giovanni Ciampoli]], [[Leone Allacci]], [[Gabriel Naudé]], Fabio Chigi (il futuro [[papa Alessandro VII]], che Rossi chiamava «Tyrrhenus»), e altri. Dalle testimonianze sul Rossi, e dall'esame delle opere che ci sono state tramandate, esce fuori l'immagine di un uomo colto, filologo attento e pensatore tollerante. L'opera principale del Rossi, la ''Pinacotheca'', scritto dopo attenta di raccolta di materiale erudito, rappresenta il primo esempio di storia letteraria italiana, un tipo di saggistica che sarà sviluppata nel [[XVIII secolo]] dal [[Ludovico Antonio Muratori|Muratori]] e dal [[Girolamo Tiraboschi|Tiraboschi]].
 
Tutte le sue opere furono edite ad Amsterdam (con la falsa data di Colonia) fra il 1645 e il 1649 da Berthold Nihus.
Utente anonimo