Differenze tra le versioni di "Aggiramento"

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Etichetta: Rollback
 
==Accerchiamento==
Lo sviluppo dell'aggiramento è l'accerchiamento del nemico:, mentre l'aggiramento si prefigge di precludere le linee operative su uno o due fianchi, l'accerchiamento si prefigge di chiudere anche le linee operative sul retro del nemico, quindi l'accerchiamento prevede l'annientamento delle forze del nemico, e non semplicemente l'occupazione del territorio inizialmente controllato dal nemico.
 
L'accerchiamento strategico, quando ottiene il successo, è una delle azioni decisive in una campagna, come l'accerchiamento delle forze austriache ad [[Battaglia di Ulma|Ulm]] o l'accerchiamento della [[6. Armee (Wehrmacht)|6. Armee]] tedesca entro [[Battaglia di Stalingrado|Stalingrado]]. Notare che, in entrambi i casi indicati sopra, le forze nemiche chiuse entro la sacca furono praticamente annientate. L'aggiramento strategico ha influenza particolarmente sulle linee di comunicazione, costringendo quindi l'accerchiato ad una battaglia in condizioni sfavorevoli o, addirittura a fronte rovesciato<ref>Clausewitz, op. cit. pag 454</ref>
==Esempi di manovra di aggiramento==
===Aggiramento d'ala (Leuthen)===
[[File:Battle leuthen shift.gif|thumb|left|upright=1.4|Battaglia di [[Lutynia|Leuthen]], l'ordine obliquo di [[Federico II di Prussia|Federico II di Prussia]] sovrasta con l'ala destra l'ala sinistra dell'esercito austriaco]]
{{Vedi anche|Battaglia di Leuthen}}
Il 5 dicembre [[1757]], presso [[Breslavia|Breslau]], [[Federico II di Prussia|Federico II]] fronteggiava con 29000 fanti, 9800 cavalieri e 167 [[Cannone|cannoni]] l'esercito austriaco, che comprendeva 48000 fanti, 10500 cavalieri e 210 cannoni, sotto il comando di [[Carlo Alessandro di Lorena]] e del [[Leopold Joseph Daun|Maresciallo Daun]]<ref>S. Millar, op. cit. pag 62</ref>. Il 4 dicembre gli Austriaciaustriaci, sorpresi dalla rapida marcia di Federico, avevano abbandonato la forte posizione di Parchwitz- Neumarkt, accampandosi in terreno aperto. Federico reagì impegnando il nemico in battaglia prima che questi avesse il tempo di preparare posizioni difensive. La manovra di Federico fu un'avanzata con i [[Battaglione|battaglioni]] scalati verso l'ala sinistra austriaca, mentre il suo centro (più debole di quello dell'avversario) si impegnava per fissare il nemico, che, incerto sulle intenzioni prussiane, a mezzogiorno inviò un rinforzo alla cavalleria dell'ala destra e lo stesso Daun si portò in una posizione adatta ad esercitare direttamente il comando su quell'ala. Intanto l'ala destra prussiana muoveva verso sud, dando l'impressione di ritirarsi dalla battaglia, invece, una volta raggiunte le alture dietro a Lobenitz, si schierò di fronte all'ala sinistra con fronte nord ovest, quindi con un angolo di quasi 90º nei confronti della linea del centro. Solo a questo punto il comandante dell'ala sinistra austriaca, Nadasty, inviò una richiesta urgente di rinforzi a Daun, che si trovava all'altra estremità dello schieramento. Federico stesso diede gli ordini di marcia ai suoi battaglioni, che dovevano avanzare in formazione a scalare sull'ala sinistra austriaca, con il fianco coperto dalla cavalleria di Zieten. L'attacco, iniziato all'1.00 del pomeriggio, fece ritirare le forze contrapposte (in gran parte unità bavaresi e del Württemberg) ed aprì l'attacco su Leuthen (dietro il centro dello schieramento austriaco). A questo punto della battaglia, con la cavalleria austriaca più volte battuta da quella prussiana, Carlo di Lorena e Daun si ritirarono verso nord, tenendo tuttavia una guarnigione a Leuthen per rallentare l'avanzata prussiana. L'attacco a Leuthen iniziò alle 3.30 del pomeriggio e proseguì con attacchi e contrattacchi, avendo per epicentro la chiesa cattolica del paese, dove si era asserragliato il reggimento imperiale ''Rot-Würzburg'', che tenne testa nei limiti delle sue possibilità ai migliori battaglioni prussiani. Praticamente il combattimento durò fino alla notte, quando gli Austriaciaustriaci abbandonarono le posizioni e si ritirarono a [[Leszno|Lissa]].
 
===Aggiramento sulle due ali (San Gottardo)===
{{Vedi anche|Battaglia di San Gottardo (1664)}}
[[File:St Gotthard-c.jpg|thumb|upright=1.4|Mentre Köprülü ammassa le forze nella testa di ponte le due ali dello schieramento imperiale convergono sul retro delle forze ottomane.]]
Nel corso della mattina del 1º agosto [[1664]] l'esercito turco, comandato dal Gran [[Visir|Vizir]] [[Fazıl Ahmed Köprülü|Ahmed Köprülü]], forte di circa 60000 uomini, era riuscito a forzare, con l'appoggio di una notevole superiorità in artiglierie, il passaggio della [[Rába|Raab]] e ad attestarsi in un'ansa del fiume. Di fronte a lui si trovavano 25000 uomini, guidati da [[Raimondo Montecuccoli]], che comprendevano reparti imperiali, dei principati tedeschi e francesi. Le truppe al comando di Montecuccoli erano riuscite a contenere per tutta la mattina gli assalti delle migliori truppe a disposizione di Köprülü, ma a mezzogiorno, i Turchiturchi, ormai saldamente oltre il fiume, stavano preparandosi a fortificare le posizioni occupate e stavano accumulando nell'ansa altre forze per sfondare definitivamente il centro degli avversari. Montecuccoli convocò presso il suo comando tutti i comandanti in sottordine, mettendo bene in evidenza che, senza un intervento deciso, la superiorità numerica degli Ottomaniottomani li avrebbe costretti ad una ritirata, senza posizioni difendibili fino a [[Vienna]]. Un contrattacco avrebbe richiesto l'impiego deciso del contingente francese, fino a quel momento relativamente poco impegnato, cosa che non era gradita al comandante supremo francese Coligny, ma che aveva l'appoggio sia del comandante dei principi tedeschi Holenhole sia dei comandanti in sottordine francesi La Feuillade e Beauvezé<ref>Raimondo Luraghi, Introduzione ''Le opere di Raimondo Montecuccoli'', 2ª edizione, 2000 USSME, pag 32, in una nota Luraghi contesta, rifacendosi a fonti austriache dell'epoca, l'ipotesi che in realtà siano stati i francesi a volere il contrattacco</ref>. Köprülü stava ammassando nell'ansa 4000 [[spahi]], appoggiati da 10000 fanti, pronti a buttarsi nella breccia, quindi era necessario agire senza indugi. Appena arrestato l'attacco degli spahi tutto l'esercito di Montecuccoli mosse, alternando cavalleria e moschettieri, verso i fianchi della testa di ponte turca, la minaccia alle linee di ritirata e le sconfitte già subite dalla truppe scelte ([[giannizzeri]] e spahi) fece crollare le fanterie turche, che, nel tentativo di ritirarsi oltre la Raab si intralciarono a vicenda e perirono sia sotto l'attacco imperiale sia travolti dalle acque del fiume. Sul campo rimasero 15000 ottomani, fra cui tre [[pascià]]. Il bottino degli imperiali fu di 40 bandiere, oltre 1000 cavalli e cammelli e una grande quantità di equipaggiamento ed armi, compresa tutta l'artiglieria turca. Le perdite imperiali erano state di circa 2000 uomini fra morti e feriti.
 
===Aggiramento sulle due ali (Canne)===
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