Differenze tra le versioni di "Gabriele Giolito de' Ferrari"

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== Biografia ==
Nacque a Trino, nel [[Provincia di Vercelli|Vercellese]], da [[Giovanni Giolito de Ferrari il Vecchio|Giovanni il Vecchio]] e Guglielmina Borgominieri. Nel 1523 si stabilì con il padre a [[Venezia]] (all'epoca una delle capitali della nuova arte tipografica), dove, nella zona di [[Rialto (Venezia)|Rialto]], fondarono una fiorente bottega: la ''Libreria della Fenice''. QuandoDopo illa morte del padre,<ref>Giovanni siGiolito trasferìmorì a«o [[Torino]]sul volgere del 1539 o nei primi mesi del 1540» e probabilmente «poco avanti il 25 marzo 1540»: S. Bongi, ''Annali di Gabriel Giolito de' Ferrari da Trino di Monferrato stampatore in Venezia descritti ed illustrati'', vol. I, Roma, 1890, pp. XXII-XXIII.</ref> nel [[1541]]<ref name="Gandi">Charlotte Gandi, ''Il controllo della stampa a Venezia. Padroni dei libri e dell’informazione'', Università Ca' Foscari, pag. 19.</ref> Gabriele prese in mano l'azienda, inizialmente con i propri fratelli e poi con sempre maggiore autonomia. Successivamente aprì librerie anche a [[Napoli]], [[Bologna]] e [[Ferrara]]. Sposò nel [[1544]] Lucrezia Bin dalla quale ebbe dodici figli.
 
Celebre è la sua [[marca tipografica]], raffigurante - con numerose varianti - una [[fenice]] che fuoriesce dalle fiamme che si sprigionano da una sfera alata (rielaborazione dello stemma paterno, in cui la fenice spiccava il volo tra lingue di fuoco), con il [[motto]] "De la mia morte eterna vita i(o) vivo", la scritta sul cartiglio "Semper eadem" e le iniziali "G.G.F".<ref>{{Cita web|url=http://edit16.iccu.sbn.it/web_iccu/imain.htm|titolo=EDIT 16 - ICCU|sito=edit16.iccu.sbn.it|accesso=2017-11-25}}</ref>
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