Differenze tra le versioni di "Lee Van Cleef"

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Fino a circa la metà degli [[anni 1960|anni sessanta]], Van Cleef non andò oltre piccoli ruoli in [[film]] di ogni genere, con apparizioni fugaci e spesso senza pronunciare alcuna battuta. Fu solo nel 1964 che la sua carriera ebbe una svolta: [[Sergio Leone]] si ricordò di lui mentre era alla ricerca di un attore<ref>Christopher Frayling, ''Sergio Leone - Danzando con la morte'', Il Castoro, giugno 2002, p. 196 e seguenti. La prima scelta di Leone era Henry Fonda, che il regista romano aveva cercato più volte di scritturare; al rifiuto dell'agente dell'attore, si pensò a [[Charles Bronson]], quindi a [[Lee Marvin]] e [[Robert Ryan]]. Con Marvin, Leone aveva un accordo verbale per il ruolo del colonnello Douglas Mortimer in ''[[Per qualche dollaro in più]]'', ma poi l'attore firmò per ''[[Cat Ballou]]'' (1965)</ref>. All'epoca, Van Cleef era a un punto morto della propria carriera e completamente sfiduciato, con problemi di dipendenza dall'alcool e dal fumo, e per vivere si dedicava alla pittura, dalla quale ricavava cifre modeste. In un'intervista dichiarò che in quel periodo non poteva pagare nemmeno la bolletta del telefono.<ref>{{en}}[http://www.leevancleef.com/interview.htm Intervista riportata da leevancleef.com]</ref>
 
L'incontro con il regista romano fu la svolta che diede inizio a una nuova vita per Van Cleef e ada una lunga carriera in Italia. La sua collaborazione con Leone continuò anche con ''[[Il buono, il brutto, il cattivo]]'' (1966), nel ruolo del "cattivo" ''Sentenza'', apparendo dunque in due dei tre film della cosiddetta ''[[trilogia del dollaro]]'' firmata dal regista italiano, diventando un'icona degli ''[[Western all'italiana|spaghetti-western]]''.
 
Uno degli ultimi ruoli di rilievo dell'attore è stato nel ''cult'' di [[John Carpenter]] ''[[1997: Fuga da New York]]'' (1981) e nel drammatico ''[[The Octagon]]'' (1979) con [[Chuck Norris]]. Gli ultimi anni lo vedono tra i protagonisti in pellicole di produzione italo-tedesca, degli ''action movie'' di serie B diretti dall'artigiano del cinema Antony M. Dawson (pseudonimo di [[Antonio Margheriti]]) e che rifacevano il verso alla serie avventurosa di ''[[Indiana Jones]]''. Un'ultima serie di telefilm dal discreto successo televisivo interpretata da Van Cleef a metà degli anni ottanta fu ''[[Master (serie televisiva)|The Master]]'', in cui impersonava un veterano della [[guerra di Corea]], maestro nel ''[[Ninjutsu]]''.
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