Differenze tra le versioni di "Cronache marziane"

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'''''Cronache marziane''''' (''The Martian Chronicles'') è una raccolta di ventotto racconti di [[fantascienza]] di [[Ray Bradbury]], legati fra di loro dal tema comune della futura [[Esplorazione di Marte|esplorazione]] e [[colonizzazione di Marte|colonizzazione]] del pianeta [[Marte (pianeta)|Marte]].
 
La pubblicazione originale dell'intera collezione di racconti più o meno brevi risale al [[1950]] e conferisce a Bradbury fama internazionale. Assieme al successivo romanzo ''[[Fahrenheit 451]]'', le ''Cronache'' sono considerate il [[capolavoro]] di Bradbury.
 
=== Aprile 2000: la terza spedizione ===
L'equipaggio del capitano John Black raggiunge il pianeta [[Marte (pianeta)|Marte]] ritrovandosi all'atterraggio in una cittadina che ricorda particolarmente la sua città natale: ''Green Bluff'' dello Stato americano dell'''[[Illinois]]''. Il mistero riguardo alla fine degli uomini inviati dal pianeta Terra nelle due precedenti spedizioni e dei quali si è persa ogni traccia, convince il vecchio capitano a muoversi con estrema cautela per indagare come sia possibile che esista una copia perfetta di una città americana del primo [[prima guerra mondiale|dopoguerra]], su un altro pianeta del [[sistema solare]].<br />Lasciando ordine ai suoi uomini di non uscire dal razzo che li ha condotti fino a Marte, il capitano decide di perlustrare la cittadina con l'aiuto dell'ufficiale di rotta Lustig e di Samuel Hinkston, un archeologo che ha accompagnato gli astronauti nella missione [[esplorazione|esplorativa]].
Lasciando ordine ai suoi uomini di non uscire dal razzo che li ha condotti fino a Marte, il capitano decide di perlustrare la cittadina con l'aiuto dell'ufficiale di rotta Lustig e di Samuel Hinkston, un archeologo che ha accompagnato gli astronauti nella missione [[esplorazione|esplorativa]].
 
I primi passi sul suolo marziano accompagnano anche le prime teorie riguardo a come sia possibile tutto ciò che i tre uomini incontrano sul loro cammino. All'inizio il pensiero dei tre volge verso la possibilità di aver viaggiato nel tempo e di essere ritornati sul pianeta Terra poco più di 70 anni prima della partenza, poi, per motivare lo stile anni venti delle case, viene ipotizzata una colonizzazione di Marte da parte di terrestri fuggiti in segreto dal pianeta durante la Prima Guerra Mondiale, e convintosi di essere ancora sulla Terra per far fronte alle difficoltà psicologiche che un tale isolamento avrebbe potuto comportare. Ma quando Lustig incontra i propri nonni deceduti, un'ipotesi assurda si fa largo tra le menti dei tre esploratori: che Marte, e chissà quanti altri pianeti del sistema solare o dell'universo, sia una seconda possibilità concessa da Dio agli uomini.
=== Dicembre 2001: il verde mattino ===
La colonizzazione di Marte è ancora in fase embrionale, i pochi insediamenti terrestri sono interamente dedicati all'estrazione di minerali dal ricco suolo marziano. Non tutte le persone che arrivano con navi spaziali su Marte riescono a sostenere le difficoltà respiratorie dovute alla rarefazione dell'ossigeno nell'atmosfera, e in molti casi tale problema costringe al rientro sul pianeta madre.
Benjamin Driscoll, dopo aver messo piede su Marte, sviene a causa della mancanza d'ossigeno, ma si oppone fermamente, una volta ripresi i sensi, al parere medico che gli suggerisce di tornare sulla Terra e lasciare la colonizzazione a persone che meglio si adattano alla situazione ambientale. La ferma volontà di restare sul pianeta rosso fa capire a Benjamin quale sia il suo compito nella missione di colonizzazione: piantare sementi nel terreno per concedere un giorno un'atmosfera vivibile agli abitanti del pianeta Marte.
 
La ferma volontà di restare sul pianeta rosso fa capire a Benjamin quale sia il suo compito nella missione di colonizzazione: piantare sementi nel terreno per concedere un giorno un'atmosfera vivibile agli abitanti del pianeta Marte. Nonostante l'opposizione delle alte sfere gerarchiche che vedono nella sua impresa uno spreco di tempo e risorse, Benjamin riesce ad ottenere un'autorizzazione, e con i pochi mezzi a sua disposizione comincia a lavorare sognando valli completamente ricoperte di verde fogliame. Il suo lavoro procede faticosamente in attesa che l'atmosfera marziana conceda la pioggia ai semi interrati.<br />
 
Le speranze di Benjamin vengono mantenute una sera quando, stanco per la giornata lavorativa, si appresta a dormire all'aperto e dal cielo comincia a cadere una pioggia inizialmente fine, ma poi sempre più intensa. Il pensiero che il primo passo verso la realizzazione del suo sogno sia stato fatto lo accompagna nel sonno quella stessa notte. Ma al risveglio uno spettacolo meraviglioso sorprende Benjamin, insieme con una fresca ondata di ossigeno: in una sola notte i semi piantati dal terrestre e bagnati dalla pioggia sono cresciuti fino ad aver creato una vera e propria foresta.
 
 
=== Ottobre 2026: la gita d'un milione di anni ===
Per il piccolo Timothy la proposta della madre e del padre di una gita in barca per andare a pescare non sembra molto più strana di tutto ciò che è accaduto negli ultimi giorni. Mentre si allontana sul motoscafo lascia che lo sguardo rimanga sul piccolo razzo per famiglia che li ha accompagnati in un lungo viaggio dalla Terra fino al pianeta Marte, e che i pensieri ritornino alle chiacchiere dei giorni precedenti su una possibile vacanza su Marte, alla fretta e al trambusto della notte prima della partenza. I dubbi di Timothy sulla reale motivazione di quel viaggio e il fatto che sul razzo siano stati caricati viveri sufficienti per anni interi, vengono messi da parte, ormai da giorni, per non impensierire i fratelli più piccoli, o per il timore e l'ansia che trasmettono gli occhi dei genitori carichi di preoccupazioni. Più la barca si sposta sulle acque del canale, allontanandosi dal luogo dell'atterraggio, più Timothy si impone di non affrontare la realtà, per non cedere al pianto: la sua famiglia non è in vacanza, ma in fuga. Fin da quando è nato, sulla Terra, gli uomini si uccidono e le città vengono completamente distrutte; per quel che riesce a ricordare, sul pianeta madre, c'è sempre stata la guerra.
Più la barca si sposta sulle acque del canale, allontanandosi dal luogo dell'atterraggio, più Timothy si impone di non affrontare la realtà, per non cedere al pianto: la sua famiglia non è in vacanza, ma in fuga. Fin da quando è nato, sulla Terra, gli uomini si uccidono e le città vengono completamente distrutte; per quel che riesce a ricordare, sul pianeta madre, c'è sempre stata la guerra.
 
Né Micheal, né Robert, i due fratellini più piccoli, capiscono cosa realmente stia accadendo, intenti più che altro a scorgere un marziano tra le rovine e le [[città fantasma]], o facendo promettere al padre di mostrar loro degli abitanti del pianeta Marte. Ma quando una forte esplosione sorprende tutti, anche i piccoli Micheal e Robert cominciano a far domande ai genitori riguardo a quella strana vacanza. Il padre non esita ulteriormente. Sapendo di averli tenuti fin troppo all'oscuro, spiega loro come i suoi ideali di vita, gli ideali di un mondo nel quale avrebbe voluto vivessero i suoi figli, venivano ormai calpestati da anni sulla Terra coinvolta in un conflitto mondiale. Racconta ai piccoli come lui e la madre da tempo avessero deciso di lasciare il [[Minnesota]], grazie all'uso di un razzo lunare nascosto al governo, e come altre persone, con gli stessi ideali di pace, sarebbero giunti sul pianeta Marte abbandonato dai coloni terrestri, per creare una nuova civiltà.
 
Le parole del padre gettano nello sconforto e nella tristezza i due bambini più piccoli, soprattutto quando i genitori rivelano loro che l'esplosione che hanno sentito è relativa alla distruzione, per motivi di sicurezza, del razzo che li ha condotti su Marte: non torneranno mai più sulla Terra.
Sebbene l'angoscia stia per avere il sopravvento su di lui, Timothy aiuta il padre a calmare Micheal e Robert, distraendoli con la ricerca del luogo dove vivere, tra le città abbandonate lungo il canale. Il racconto si conclude con il padre che mostra a tutta la famiglia un gruppo di marziani: i loro volti rispecchiati nelle acque del canale.
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